<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Enogastronomia.it - Il portale italiano di enogastronomia e itinerari del gusto &#187; Itinerari</title>
	<atom:link href="http://www.enogastronomia.it/category/itinerari-del-gusto/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.enogastronomia.it</link>
	<description>portale di enogastronomia e itinerari del gusto</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Sep 2010 15:27:10 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>MARCHE IN MOTO</title>
		<link>http://www.enogastronomia.it/marche-in-moto/</link>
		<comments>http://www.enogastronomia.it/marche-in-moto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 May 2010 07:42:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[Moto-Enogastronomia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enogastronomia.it/?p=2846</guid>
		<description><![CDATA[In collaborazione con Raid inside
Dal 18/06/2010 al 20/06/2010
MERCATELLO / ASCOLI by Ugo Passerini
Un’occasione esclusiva per chi vuole scoprire gli angoli più nascosti  e affascinanti dell’Italia centrale, abbinando il piacere della guida  su sterrato senza nessuna difficoltà a quello del turismo scoprendo siti  non sempre alla portata di tutti. Attraverseremo le Marche per intero,  dalla valle del Metauro profumata di tartufi, fino alla piazza salotto  di Ascoli Piceno dove brinderemo allo storico Caffè Meletti, dove nacque  la celebre Anisetta. Nel mezzo, un percorso di circa ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="post-192"><a href="http://www.raidinside.it/viaggi/viaggi-on-the-road/marche-in-moto-giugno/"></a><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/thumbs_th_marche-8.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2847" title="thumbs_th_marche-8" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/thumbs_th_marche-8.jpg" alt="" width="160" height="240" /></a>In collaborazione con Raid inside</p>
<div>Dal 18/06/2010 al 20/06/2010</div>
<p><strong>MERCATELLO / ASCOLI by Ugo Passerini</strong></p>
<p>Un’occasione esclusiva per chi vuole scoprire gli angoli più nascosti  e affascinanti dell’Italia centrale, abbinando il piacere della guida  su sterrato senza nessuna difficoltà a quello del turismo scoprendo siti  non sempre alla portata di tutti. Attraverseremo le Marche per intero,  dalla valle del Metauro profumata di tartufi, fino alla piazza salotto  di Ascoli Piceno dove brinderemo allo storico Caffè Meletti, dove nacque  la celebre Anisetta. Nel mezzo, un percorso di circa 450 chilometri che  si dipana su asfalto e per ben metà in fuoristrada, ma di assoluta  semplicità in modo da poterlo affrontare con enduro stradali (e  supermotard) di qualsiasi cilindrata e con pneumatici anche stradali, e  con il passeggero in sella. Una chicca a contorno delle visite agli  eremi, ai borghi medievali, alla continua sorpresa di scoprire orizzonti  vastissimi mentre si sale alle vette più alte della regione ed al  piacere di una tavola sempre raffinata ma semplice, scelta con cura per  noi dagli intenditori di Slow Food, per conoscere anche questo aspetto  della nostra cultura. Questo appuntamento può essere modulato su due o  tre giorni.</p>
<p><strong><img class="alignleft" src="http://www.raidinside.it/wp-content/gallery/marche/thumbs/thumbs_th_marche-5.jpg" alt="" width="160" height="107" />L’itinerario</strong> – Arrivo a Castello della Pieve da  Bocca Trabaria (Sansepolcro) per coloro che provengono dal Centro-Italia  (Bologna, Roma, Firenze) o da Rimini (Aeroporto internazionale),  pernottamento a Castello della Pieve (presso le Country Houses  nell’antico borgo feltresco). Breefing di arrivo.</p>
<p><strong>Primo giorno</strong> – Km. 170 Da Castello della Pieve a  Sassoferrato. Si parte dall’antico borgo fino ad un luogo molto  appartato e inaspettato di grande spiritualità (monastero di Fonte  Avellana). dopo essere saliti sui Monte Nerone, Petrano e Catria, con  panorami che si estendono sino al mare. Pernottamento: hotel Le Grotte  (nei pressi delle Grotte di Frasassi.</p>
<p><strong><img class="alignleft" src="http://www.raidinside.it/wp-content/gallery/marche/thumbs/thumbs_th_marche-4.jpg" alt="" width="160" height="107" />Secondo giorno</strong> – Km. 170 Dal fenomeno geologico di  Frasassi a Visso. Visita (facoltativa) al Santuario della Madonna di  Frasassi e Tempio del Valadier, quindi si sale sul Monte San Vicino.  Pausa pranzo a Matelica (una delle capitali del vino verdicchio). Tappa  al Santuario di Macereto. Pernottamento a Ussita.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong><img class="alignleft" src="http://www.raidinside.it/wp-content/gallery/marche/thumbs/thumbs_th_marche-3.jpg" alt="" width="160" height="240" />Terzo giorno</strong> – Km. 137 Si attraversano in un  grandioso scenario gli altipiani dei monti Sibillini e si prosegue  aggirando il Monte Vettore verso Montegallo e Roccafluvione.  L’itinerario termina nella splendida Piazza del Popolo di Ascoli Piceno  con pranzo in una antica magione a Rosara. Tre giornate di saliscendi  sull’Appennino marchigiano, attraverso i boschi del Montefeltro e le  Gole del Monte Petrano (belle come le Gole del Verdon). Si sale al Monte  Catria e poi giù tra i tornanti fino a Fonte Avellana. Il secondo  giorno si prosegue da Frasassi salendo sulla panoramica mozzafiato che  mostra le Gole di Frasassi dall’alto. Il tracciato prosegue verso sud  salendo al Monte San Vicino lambendo l’inaspettato borgo pastorale di  Elcito.<br />
E si prosegue verso panorami aperti, ampie vallate nei dintorni di  Camerino. Cambia quindi il paesaggio e, anche successivamente, le zone  di Fiordimonte fino al Santuario di Macereto, mostrano pascoli e prati,  località remote che conservano il sapore dei secoli. Il terzo giorno di  viaggio attraversa i Sibillini, tornano i boschi e si percorrono gli  altipiani nei dintorni di Castelluccio fino al Passo di Gualdo e a Forca  di Presta. Si riprendono le zone boscose di Montegallo e Roccafluvione  fino alla Piazza di Ascoli.</p>
<p><strong>Quote di partecipazione</strong></p>
<table border="0" cellpadding="5" width="500">
<tbody>
<tr bgcolor="#d9d8cc">
<td><strong>Quota d’iscrizione</strong></td>
<td align="right"><strong>€ 15,00</strong></td>
</tr>
<tr bgcolor="#d9d8cc">
<td><strong>Conducente moto propria </strong></td>
<td width="33%" align="right"><strong>€ 350,00</strong></td>
</tr>
<tr bgcolor="#d9d8cc">
<td><strong>Passeggero moto propria</strong></td>
<td align="right"><strong>€ 290,00</strong></td>
</tr>
<tr bgcolor="#d9d8cc">
<td><strong>Supplemento camera singola</strong></td>
<td align="right"><strong>€ 80,00</strong></td>
</tr>
<tr bgcolor="#d9d8cc">
<td><strong>Assicurazione annullamento viaggio </strong></td>
<td align="right"><strong>4,5% del pacchetto</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Le quote comprendono</strong></p>
<ul>
<li>3 pernottamenti in camera doppia in hotel 3-4 stelle</li>
<li>Trattamento di mezza pensione negli hotel</li>
<li>Tutti i pranzi</li>
<li>Accompagnatore in moto</li>
<li>Trasporto bagagli</li>
<li>Assistenza logistica e tecnica con furgone al seguito</li>
<li>Assicurazione medico-bagagli</li>
</ul>
<p><strong>Le quote non comprendono</strong></p>
<ul>
<li>Carburante</li>
<li>Escursioni facoltative</li>
<li>Tutto ciò che non è indicato ne “Le quote comprendono”</li>
</ul>
<p><strong>Numero minimo partecipanti: 15</strong></p>
<p><a href="http://www.raidinside.it/wp-content/uploads/scheda.pdf" target="_blank"><img title="Prenota" src="http://www.raidinside.it/wp-content/uploads/prenota.jpg" border="0" alt="Prenota" /></a></p>
<p><!--content--></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enogastronomia.it/marche-in-moto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>San Benedetto lungo la Salaria fino a Ascoli Piceno</title>
		<link>http://www.enogastronomia.it/marche-rosso-piceno-superiore-10-008/</link>
		<comments>http://www.enogastronomia.it/marche-rosso-piceno-superiore-10-008/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 18:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ascoli Piceno]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[ascoli piceno]]></category>
		<category><![CDATA[falerio]]></category>
		<category><![CDATA[offida]]></category>
		<category><![CDATA[pecorino]]></category>
		<category><![CDATA[rosso piceno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.trofeips3.com/?p=292</guid>
		<description><![CDATA[Enogastronomia: San Benedetto lungo la Salaria fino a Ascoli Piceno.
Un bel giro a zonzo in parallelo al confine con l’Abruzzo: questo è il consiglio che noi di Enogastronomia.it diamo a chi decide di trascorrere qualche giorno nell’ascolano. Terra di prelibatezze assolute come il Brodetto alla Sanbenedettese, zuppa di pesci poveri cotti con pomodoro, che nella città delle palme aggiunge peperoni, aceto, pomodori verdi e bruschetta a un piatto unico che lungo la riviera adriatica conosce interpretazioni le più varie.
Ci si interna in collina e si trovano le olive all’ascolana, ripiene ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_SanBenedettoTronto_spiaggia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2378" title="10_008_SanBenedettoTronto_spiaggia" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_SanBenedettoTronto_spiaggia.jpg" alt="" width="576" height="236" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Enogastronomia</strong>: <strong>San Benedetto lungo la Salaria fino a Ascoli Piceno.</strong></p>
<p>Un bel giro a zonzo in parallelo al confine con l’Abruzzo: questo è il consiglio che noi di Enogastronomia.it diamo a chi decide di trascorrere qualche giorno nell’ascolano. Terra di prelibatezze assolute come il <strong>Brodetto alla Sanbenedettese</strong>, zuppa di pesci poveri cotti con pomodoro, che nella città delle palme aggiunge peperoni, aceto, pomodori verdi e bruschetta a un piatto unico che lungo la riviera adriatica conosce interpretazioni le più varie.</p>
<p>Ci si interna in collina e si trovano le <strong>olive all’ascolana</strong>, ripiene di carne macinata e fritte in olio extravergine,  a far da contorno, o volendo da sostanzioso piatto unico.</p>
<p>Ma soprattutto ci si imbatte in grandi vini bianchi e rossi.</p>
<p>Gli ultimi anni hanno conosciuto la scoperta della <strong>Passerina</strong> e del <strong>Pecorino</strong>, vitigni autoctoni a bacca bianca che interpretati in purezza donano bottiglie dal grande carattere: più fresco e floreale il primo, più corposo e resinoso il Pecorino, capace di mettere su un peso da vino rosso. E le interpretazioni più ambiziose, in legno o vinificate proprio in rosso (cioè con macerazione sulle bucce), sono lì a dimostrarlo perentoriamente.</p>
<p>Ma il Piceno enoico è soprattutto il posto del <strong>Rosso Piceno</strong>, figlio del matrimonio tra <strong>Sangiovese</strong> e <strong>Montepulciano</strong>, vitigni archetipici del centro Italia, che insieme donano un rosso di potenza e concentrazione favolose: gli amanti dei vini sostanziosi avranno di che divertirsi.</p>
<p>Senza dimenticare il recente <strong>Offida Rosso</strong>, dove Montepulciano e Sangiovese trovano alleanza con i bordolesi <strong>Merlot</strong> e <strong>Cabernet Sauvignon </strong>a dare un tono più erbaceo e torbato ai caratteri enoici tipici del luogo. E senza perdere un grammo di forza.</p>
<p>Due parole infine sulla ultra ascolana <strong>anisetta Meletti</strong>: dolcissimo distillato di anice, correzione sovrana del caffè e fine pasto corroborante se allungata con ghiaccio.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Monteprandone_panorama.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2196" title="10_008_Monteprandone_panorama" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Monteprandone_panorama.jpg" alt="" width="583" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p><strong>Itinerario</strong>: <strong>San Benedetto lungo la Salaria fino a Ascoli Piceno.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><iframe width="590px" height="400px" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=114448561386889492012.00048202dfc9790ea1462&amp;ll=42.902896,13.726503&amp;spn=0.17604,0.291824&amp;z=11&amp;output=embed"></iframe><br /><small>Visualizza <a href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=114448561386889492012.00048202dfc9790ea1462&amp;ll=42.902896,13.726503&amp;spn=0.17604,0.291824&amp;z=11&amp;source=embed" style="color:#0000FF;text-align:left">MARCHE-008</a> in una mappa di dimensioni maggiori</small><br />
<strong>1_ San Benedetto &#8211; 2_ Monteprandone &#8211; 3_ Castel di Lama &#8211; 4_Offida &#8211; 5_ Appignano del Tronto &#8211; 6_ Ascoli Piceno</strong></p>
<p>Arrivati a <strong>San Benedetto</strong> con l’autostrada A14, visitiamo la città, con il suo lungomare conosciuto come &#8220;Riviera delle Palme&#8221;, arriviamo al porto e visitiamo il <strong>Museo Ittico &#8220;Augusto Capriotti&#8221;</strong>. Prendiamo la SS 16 in direzione sud e saliamo sulla collina verso <strong>Monteprandone: </strong>da vedere il caratteristico centro storico e il <strong>Santuario  San Giacomo della Marca. </strong>Percorriamo ora la storica strada Salaria, risalente al periodo romano, quando collegava il centro di Roma con il mare Adriatico, dove gli antichi Sabini si procuravano il sale. Arrivati a <strong>Castel di Lama</strong> la strada sale fino ai 292 metri di <strong>Offida</strong>,<strong> </strong>dove troviamo la chiesa di <strong>S. Maria della Rocca</strong>, principale monumento cittadino. Inoltre è da vedere: la Rocca (1494), ex convento di S. Francesco oggi sede dell&#8217;<strong> Enoteca Regionale</strong>. Ad appena 10 Km troviamo <strong>Appignano del Tronto: </strong>il tratto di strada è particolarmente caratteristico con numerose vigne  e alberi di olivo, poi le caratteristiche rupi e gli scoscesi calanchi. Giunti al centro visitiamo la chiesa romanico-gotica di <strong>S.Michele Arcangelo</strong>, scendiamo di nuovo sulla SS4 Salaria sulla zona industriale per prendere la super strada Ascoli Mare in direzione Roma e uscire al centro di <strong>Ascoli Piceno. </strong>La città ha origini antiche (intorno al VII-VI sec. a.C.): i caratteristici edifici sono per la maggior parte costruiti in pietra di travertino. Quello che sorprende è l’armonia del centro storico, rimasto integro nel suo aspetto tardo medievale. Da vedere <strong>Piazza Arringo</strong>, dove si trovano la <strong>Cattedrale di S.Emidio</strong>, con lo splendido polittico di Carlo Crivelli, la <strong>Pinacoteca</strong>, il <strong>Museo Archeologico</strong>, quello <strong>Diocesano </strong>e Il maestoso <strong>Palazzo del Governo </strong>e<strong> </strong>proseguendo si arriva nella splendida <strong>Piazza del Popolo</strong>, che raggiunge il suo aspetto odierno nei primi del ‘500, con il <strong>Palazzo dei</strong> <strong>Capitani del Popolo</strong> e la <strong>Chiesa di San Francesco</strong>. Tappa obbligata è l’antico <strong>Caffè Meletti</strong>, in puro stile liberty, dove personaggi illustri hanno degustato l’<strong>Anisetta Meletti</strong>, emblema della città. Da non perdere la <strong>Loggia dei Mercanti</strong> e il <strong>Chiostro di San Francesco</strong>, dove si svolge il mercatino dell’antiquariato ogni terzo sabato e domenica del mese.</p>
<p><strong>1_ San Benedetto</strong></p>
<p><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_SanBenedettoTronto_Riviera_palme.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2220" title="10_008_SanBenedettoTronto_Riviera_palme" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_SanBenedettoTronto_Riviera_palme-300x225.jpg" alt="" width="286" height="214" /></a>Nel periodo primaverile e estivo meta di numerosi turisti, grazie alla stupenda passeggiata offerta dal <strong>lungomare</strong> e dai numerosi stabilimenti balneari. Una lunga passeggiata ciclabile si snoda da Porto D&#8217;Ascoli fino a Grottammare per circa 10 km. (foto sinistra)</p>
<p><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_SanBenedettoTronto_Riviera_palme_mare.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2223" title="10_008_SanBenedettoTronto_Riviera_palme_mare" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_SanBenedettoTronto_Riviera_palme_mare-300x225.jpg" alt="" width="284" height="213" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<p><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_SanBenedettoTronto_Porto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2221" title="10_008_SanBenedettoTronto_Porto" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_SanBenedettoTronto_Porto-300x148.jpg" alt="" width="284" height="140" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Consigliamo un giro turistico con il <strong>motopeschereccio</strong>, che oltre ad accompagnarvi per momenti rilassanti e indimenticabili in mare, al ritorno vi farà gustare il pescato, con una cucina semplice e di gusto intenso, grazie alla freschezza del pesce appena preso in mare.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_SanBenedettoTronto_Museo_Ittico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2222" title="10_008_SanBenedettoTronto_Museo_Ittico" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_SanBenedettoTronto_Museo_Ittico-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" /></a>Da vedere presso il porto di San Benedetto (zona nord) il <strong>Museo Ittico Augusto Capriotti</strong>, al suo interno andrete a scoprire la vita degli animali che vivono nel mare, si possono ammirare rari soggetti di pesci ,crostacei molluschi e interi settori dedicati ai cetacei, rettili marini, echinodermi, celenterati, poriferi, policheti, tunicati e alghe. Innoltre vi sono acquari e una nutrita biblioteca specializzata, con testi proveninti dai maggiori Istituti di ricerca nazionali e esteri.</p>
<p>Orario: estivo 18:00 &#8211; 24:00 (Lunedi chiuso)</p>
<p>Orario: invernale 9:00 &#8211; 13:00 (Lunedi chiuso)</p>
<p>Banchina di Riva Malfizia, 19-I 63039 &#8211; San Benedetto del Tronto (AP)</p>
<p>Info: Tel/fax 0735.588850 web: <a href="http://www.museoitticocapriotti.it" target="_blank">www.museoitticocapriotti.it</a></p>
<p>(nella foto l&#8217;ingresso)</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>2_ Monteprandone </strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Monteprandone_panorama2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2248" title="10_008_Monteprandone_panorama2" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Monteprandone_panorama2.jpg" alt="" width="583" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Monteprandone_mura.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2058" title="10_008_Monteprandone_mura" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Monteprandone_mura-300x225.jpg" alt="" width="284" height="213" /></a>L&#8217;occupazione della collina lungo il litorale adriatico, tra il fiume Tronto e il torrente Ragnola, si è verificata tra il IX e il X sec., a seguito delle invasioni dei Saraceni e degli Ungari. La tradizione vuole che il nome dato al castello <span style="color: #000000;">fosse di un Prandone o Brandone, guerriero al seguito di Carlo Magno. L&#8217;8 giugno 1292 Monteprandone si costituì libero comune e si pose sotto la tutela di Ascoli. Nel 1935 si staccò da Monteprandone Porto D&#8217;Ascoli, ridimensionandone il territorio. Tra i personaggi più significativi, si ricorda Giacomo della Marca, teologo e santo, convinto sostenitore della creazione dei Monti di Pietà.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Monteprandone_casa_SanGiacomoMarca.jpg"><img class="size-medium wp-image-2060 alignleft" title="10_008_Monteprandone_casa_SanGiacomoMarca" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Monteprandone_casa_SanGiacomoMarca-225x300.jpg" alt="" width="200" height="265" /></a></span><span style="color: #ffffff;">.</span>(Casa di San Giacomo della Marca foto a destra)</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Santuario  San Giacomo della Marca</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Monteprandone_SanGiacomo_della_Marca.jpg"><img class="size-medium wp-image-2197 alignleft" title="10_008_Monteprandone_SanGiacomo_della_Marca" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Monteprandone_SanGiacomo_della_Marca-300x202.jpg" alt="" width="285" height="193" /></a>Giacomo della Marca nacque a Monteprandone nel settembre 1393. Compiuti gli studi liberali ad Ascoli si laureò in Diritto a Perugia intorno al 1412 si trasferisce a Bibbiena, in Toscana come giudice. Entrato in amicizia con i francescani del luogo e meditando intorno ai misteri redentivi che suscitava in lui la visioe del Monte Verna, lasciò l&#8217;avvocatura ed entrò nell&#8217;Ordine dei Frati Minori nel luglio del 1416.Morì a Napoi il 28 novembre 1476. Beatificato il 12 agosto 1624 da Urbano VIII e canonizzato il 10 dicembre 1726 da Benedetto XIII, è una delle personalità più celebri dell&#8217;Ordine francescano. Info: <a href="http://www.sangiacomodellamarca.net/" target="_blank">www.sangiacomodellamarca.net</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #888888;">.</span></p>
<p><strong>3_ Castel di Lama </strong><br />
Il nome è legato al torrente Lama a est del territorio e al castello che dominava dalla collina il corso d&#8217;acqua e le importanti vie di comunicazione. Da vedere la chiesa parrocchiale di S.Maria in Lama (poi S.Maria in Mignano) che fu fondata nel 1506. Ha dato i natali a: Fra Giuseppe da Lama (1671-1744), discepolo prediletto del Beato Barnardo di Offida.</p>
<h3><em>Consigliamo:</em></h3>
<ul>
<li><em>Cantina </em><strong>Agrivitivinicola Filippo Panichi</strong></li>
</ul>
<p dir="ltr">
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>4_Offida </strong><br />
La città è situata in una zona collinare,<a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Offida_Panoramica1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2150" title="10_008_Offida_Panoramica" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Offida_Panoramica1.jpg" alt="" width="307" height="177" /></a> il paesaggio che si può scorgere va da dal mare Adriatico fino ai monti Sibillini, nei giorni con assenza di foschia si può arrivare a vedere il massiccio del Gran Sasso, e la Maiella (in Abruzzo). Abitata dai Piceni, fu in seguito conquistata dai romani ed ebbe un periodo di grande splendore nel medioevo, quando divenne sede di un castaldo. Offida rifiorì dal punto di vista economico-sociale e diventò un libero comune nel XIII.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<p><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Offida_il_Gioiello_merletto_a_tombolo1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2122" title="10_008_Offida_il_Gioiello_merletto_a_tombolo1" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Offida_il_Gioiello_merletto_a_tombolo1-300x225.jpg" alt="" width="273" height="206" /></a></p>
<p>In questo periodo fu iniziata la lavorazione del merletto a tombolo che ancora oggi viene praticata e costituisce elemento di grande interesse. Consigliamo una visita al laboratorio della signora Rosa  <strong>Il Gioiello</strong>, in Piazza Valorani, dove potete ammirare dal vivo la maestria e la cura con la quale lavora e ammirare moltissimi lavori realizzati.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Offida_il_Gioiello_merletto_a_tombolo2.jpg"><span style="color: #ffffff;"> </span></a><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Offida_il_Gioiello_merletto_a_tombolo3.jpg"><img class="size-medium wp-image-2137 alignright" title="10_008_Offida_il_Gioiello_merletto_a_tombolo3" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Offida_il_Gioiello_merletto_a_tombolo3-300x225.jpg" alt="" width="273" height="204" /></a><span style="color: #ffffff;"><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Offida_il_Gioiello_merletto_a_tombolo2.jpg"><img class="size-medium wp-image-2136 alignleft" title="10_008_Offida_il_Gioiello_merletto_a_tombolo2" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Offida_il_Gioiello_merletto_a_tombolo2-300x225.jpg" alt="" width="273" height="207" /></a></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> </span>Offida inoltre ha dato i natali al Beato Bernardo (1604-1694) e a Guglielmo Allevi (1834-1896), archeologo, paleontologo, patriota.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Offida_PiazzaPopolo.jpg"><img class="size-medium wp-image-2053 alignleft" title="10_008_Offida_PiazzaPopolo" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Offida_PiazzaPopolo-300x210.jpg" alt="" width="302" height="212" /></a><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Da vedere, l’ex convento di S. Francesco oggi sede dell&#8217;enoteca regionale, la <strong>Piazza del Popolo</strong> sede del <strong>Palazzo Comunale</strong></p>
<p>(foto a fianco)</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>in via Roma nel Palazzo De Castellotti &#8211; Pagnanelli, si trova il <a href="http://www.museipiceni.it" target="_blank"><img class="size-thumbnail wp-image-2052 alignright" title="Musei_Piceni" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/Musei_Piceni1-150x36.jpg" alt="" width="150" height="36" /></a><strong>Museo di Offida</strong>, diviso in quattro sessioni, archeologico, merletto a tombolo, tradizioni popolari e Pinacoteca Comunale</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Offida_S_MariadRocca1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2159" title="10_008_Offida_S_MariadRocca1" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Offida_S_MariadRocca1.jpg" alt="" width="302" height="190" /></a>Appena fuori il centro su un dirupo si erige la stupenda <strong>Chiesa di Santa Maria della Rocca</strong>, di stile romano-gotico eretta nel 1330, dove si trovava un castello di età longobarda.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>5_ Appignano del Tronto</strong></p>
<p><a href="../wp-content/uploads/10-008-Appignano_d_Tronto_Panorama.jpg"><img title="10-008-Appignano_d_Tronto_Panorama" src="../wp-content/uploads/10-008-Appignano_d_Tronto_Panorama.jpg" alt="" width="400" height="287" /></a></p>
<p>Nel centro storico visitiamo la chiesa romanico-gotica di <strong>S.Michele Arcangelo </strong>(Foto sopra), edificata da maestri lombardi nella prima metà del &#8216;400, rimaneggiata a più riprese nei secoli successivi, sono presenti il reliquario della Croce, pregevole lavoro di oreficeria del &#8216;400 ed una tavola di Vincenzo Pagani raffigurante l&#8221;&#8216;Assunta&#8221; (1559).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="../wp-content/uploads/10-008-Appignano_d_Tronto_Campagna1.jpg"><img class="aligncenter" title="10-008-Appignano_d_Tronto_Campagna" src="../wp-content/uploads/10-008-Appignano_d_Tronto_Campagna1.jpg" alt="" width="589" height="252" /></a>Foto sopra: vigneto nelle campagne di Appignano del Tronto</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>6_ Ascoli Piceno </strong></p>
<p>La città di Ascoli Piceno sorge su uno sperone di roccia dove confluiscono i fiumi Tronto e Castellano, ha nel suo centro storico, una unicità dovuta al travertino, materiale usato fin dall&#8217; antichità per costruire edifici di ogni genere, dai palazzi signorili a quelli del potere fino alle semplici abitazioni. E&#8217; definita citta delle cento torri, questo dava un segno della potenza delle famiglie nel periodo medioevale, oltre a fungere da vere e proprie difese militari.</p>
<p>Consigliamo di parcheggiare l&#8217;autovettura presso il parcheggio indicato all&#8217;uscita della super strada Ascoli Mare e di salire presso Largo Manzoni (di fianco al multisala) entriamo nella Piazza Arringo e visitiamo la città:</p>
<p><strong><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Ascoli_Piceno_Piazza_Arringo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2225" title="10_008_Ascoli_Piceno_Piazza_Arringo" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Ascoli_Piceno_Piazza_Arringo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Piazza Arringo</strong></p>
<p>Da<strong> </strong>sempre è il centro civile e religioso di Ascoli, contornata da una parte dalla <strong>Cattedrale di S. Emidio</strong>, affianco della quale si può ammirare il Battistero con l&#8217;originaria vasca battesimale. Si affaccia sulla piazza il <strong>palazzo dell&#8217; Arengo</strong> sede della <strong>Pinacoteca Civica</strong> e del <strong>Comune</strong>, al suo interno inoltre potrete trovare l&#8217;<strong>ufficio informazioni</strong>. Nel centro della piazza le due fontane gemelle in travertino con inserti in bronzo. (foto sotto)</p>
<p><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Ascoli_Piceno_Piazza_Arringo_Fontana.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2235" title="10_008_Ascoli_Piceno_Piazza_Arringo_Fontana" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Ascoli_Piceno_Piazza_Arringo_Fontana-300x238.jpg" alt="" width="260" height="206" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">..</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<p><strong><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Ascoli_Piceno_Cattedrale_S_Emidio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2234" title="10_008_Ascoli_Piceno_Cattedrale_S_Emidio" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Ascoli_Piceno_Cattedrale_S_Emidio-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><strong>Cattedrale di S. Emidio</strong></p>
<p>San Emidio patrono della città, fù il primo vescovo di Ascoli Piceno,  dal terremoto del 1703, che distrusse molte città dell&#8217; Italia centrale, e dove Ascoli rimase indenne, la tradizione lo vuole come protettore dai terremoti. All&#8217;interno della Cattedrale la Cripta del Santo, costruita nel XI secolo dove vennero trasportate le spoglie, nel &#8216;700 si aggiunse il gruppo marmoreo di Lazzero Giosofatti con S. Emidio che batezza Polisia.</p>
<p>(il 5 Agosto per la  ricorrenza del Patrono si festeggia con i fuochi artificiali)</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><strong><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Ascoli_Piceno_Museo_Archeologico_Statale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2226" title="10_008_Ascoli_Piceno_Museo_Archeologico_Statale" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Ascoli_Piceno_Museo_Archeologico_Statale-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Museo Archeologico Statale<br />
</strong></p>
<p>Di fronte al palazzo dell&#8217; Arengo si trova il museo Archeologico Statale con reperti che vanno dal Paleolitico , al Neolitico, all&#8217; età del Bronzo e poi del Ferro con i Piceni, fino all&#8217;epoca Romana e Longobarda.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.<strong> </strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Palazzo del Governo<a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Ascoli_Piceno_Palazzo_del_Governo1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2231" title="10_008_Ascoli_Piceno_Palazzo_del_Governo" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Ascoli_Piceno_Palazzo_del_Governo1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></strong></p>
<p style="text-align: right;">Sede della Provincia e della Prefettura</p>
<p style="text-align: right;">(presso L.go Simonetti)</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<p><strong><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Ascoli_Piceno_Piazza_Popolo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2228" title="10_008_Ascoli_Piceno_Piazza_Popolo" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Ascoli_Piceno_Piazza_Popolo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Piazza del Popolo</strong></p>
<p>definito &#8220;salotto&#8221; della città questa piazza raggiunse l&#8217;attuale aspetto già nel &#8216;500. Gli edifici più importanti che la contornano rappresentano i tre principali poteri: politico con i lPalazzo dei Capitani, commerciale con la loggia dei mercanti e religioso con la  <strong>Chiesa di San Francesco </strong>esempio di architettura gotica. (nella foto in fondo) Di particolare bellezza il prezioso arco del portale principale realizzato in travertino con merletti e motivi floreali.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Ascoli_Piceno_Palazzo_dei_Capitani.jpg"><img class="size-medium wp-image-2229 alignright" title="10_008_Ascoli_Piceno_Palazzo_dei_Capitani" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Ascoli_Piceno_Palazzo_dei_Capitani-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Palazzo dei</strong> <strong>Capitani del Popolo</strong></p>
<p style="text-align: left;">negli anni è stato più volte trasformato, come la torre gentilizia che fu trasformanta in campanile,nella parte superiore del portale venne inserito nel 1549 il monumento al Papa Paolo III Farnese.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Ascoli_Piceno_Anisetta_Meletti.jpg"><img class="size-medium wp-image-2232 alignleft" title="10_008_Ascoli_Piceno_Anisetta_Meletti" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_008_Ascoli_Piceno_Anisetta_Meletti-300x239.jpg" alt="" width="300" height="239" /></a></span><strong>Caffè Meletti</strong></p>
<p>arrivando dal largo Simonetti entrando nella Piazza del Popolo troviamo difronte il  <strong>Caffè Meletti</strong>, in puro stile liberty, uno dei 150 caffè storici italiani, dove personaggi illustri hanno degustato l’<strong>Anisetta Meletti</strong>, emblema della città.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p>Ricordiamo i due appuntamenti annuali: il Carnevale e la magica Quintana</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1308" title="prodottitipici" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/prodottitipici1.jpg" alt="prodottitipici" width="550" height="35" /></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><img title="cantine" src="../wp-content/uploads/cantine3.jpg" alt="cantine" width="550" height="35" /></p>
<h2 dir="ltr">Azienda agrivitivinicola Filippo Panichi</h2>
<h2><a href="http://www.filippopanichi.it" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-2313" title="filippo_panichi" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/filippo_panichi.jpg" alt="" width="180" height="47" /></a><strong> </strong></h2>
<p>Via Scirola, 37 &#8211; 63031 Castel di Lama (AP)</p>
<p>Tel. 0736 815339 &#8211; Fax.0736 812096 | <a href="http://www.enogastronomia.it/cantina-filippo-panichi/" target="_blank">Recensione </a>| <a href="http://www.filippopanichi.it" target="_blank">Sito Web</a></p>
<p><img title="dovemangiare" src="../wp-content/uploads/dovemangiare4.jpg" alt="dovemangiare" width="550" height="35" /></p>
<h2><a href="http://www.mangiaagriturist.it" target="_blank"><br />
</a></h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1546" title="dovedormire" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/dovedormire.jpg" alt="dovedormire" width="550" height="35" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enogastronomia.it/marche-rosso-piceno-superiore-10-008/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Sagrantino da Spoleto a Assisi</title>
		<link>http://www.enogastronomia.it/il-sagrantino-da-spoleto-a-assisi/</link>
		<comments>http://www.enogastronomia.it/il-sagrantino-da-spoleto-a-assisi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 21:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[headline]]></category>
		<category><![CDATA[Assisi]]></category>
		<category><![CDATA[montefalco]]></category>
		<category><![CDATA[sagrantino]]></category>
		<category><![CDATA[Spoleto]]></category>
		<category><![CDATA[umbria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enogastronomia.it/?p=975</guid>
		<description><![CDATA[Enogastronomia: Il Sagrantino da Spoleto a Assisi
Non si sa cosa scegliere.
Se udire i suoni  dimenticati, se vedere le  bellezze di una terra misteriosa e un po’ nascosta, se toccare i tesori di un passato lontano, se assaporare le diverse fragranze delle stagioni che si susseguono o  se gustare i cibi e il vino della tradizione.
E’ un percorso sensoriale  a cui è impossibile mancare! Del resto non capita tutti i giorni di attraversare  la Strada del Sagrantino!
.
Un vino che rappresenta un piacere solitario o conviviale; il suo gusto che viene da ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Enogastronomia</strong>: <strong>Il Sagrantino da Spoleto a Assisi</strong></p>
<p>Non si sa cosa scegliere.</p>
<p>Se udire i suoni  dimenticati, se vedere le  bellezze di una terra misteriosa e un po’ nascosta, se toccare i tesori di un passato lontano, se assaporare le diverse fragranze delle stagioni che si susseguono o  se gustare i cibi e il vino della tradizione.</p>
<p>E’ un percorso sensoriale  a cui è impossibile mancare! Del resto non capita tutti i giorni di attraversare  la <strong>Strada</strong><strong> del Sagrantino</strong>!</p>
<p style="text-align: left;"><img class="size-medium wp-image-978 aligncenter" title="18_001-Montefalco-campagna_panor" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001-Montefalco-campagna_panor-300x224.jpg" alt="18_001-Montefalco-campagna_panor" width="300" height="224" /><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: left;">Un vino che rappresenta un piacere solitario o conviviale; il suo gusto che viene da lontano, è in grado di risvegliare desideri sopiti nell’inconscio e di rievocare, ogni volta la prima sensazione golosa della nostra vita.</p>
<p>Il <strong>Sagrantino</strong> è un successo e un motivo d’orgoglio tutto umbro.</p>
<p>Vino dai profumi intensi e persistenti , elegante,  molto espressivo, longevo, con grande ricchezza di polifenoli, antociani e tannini, anticamente  utilizzato dai frati durante le funzioni religiose, tanto da derivare dai Sacramenti il suo  nome <strong>Sagrantino</strong>.</p>
<p>Un’uva rossa nata nella zona di Foligno e che soltanto lungo i pendii che circondano Montefalco ha dimostrato di dare grandi risultati.</p>
<p>Una storia di secoli, culminata con gli apprezzamenti da  oltre Oceano che si sono trasformati nel giro di una decina di  anni, in una rampa di lancio per il <strong>Sagrantino</strong> e per l’economia del paese e degli altri 4 comuni dove nasce questo grande rosso,  prima con il riconoscimento  della D.O.C. nel 1979 e poi della D.O.C.G. nel 1992.</p>
<p>E  poi sono arrivati anche gli investimenti da fuori, da altre provincie e anche dal nord Italia.</p>
<p>Le colline disegnate da vigneti e uliveti, i dolci panorami che alternano paesi ricchi di fascino e storia a incantevoli e minuscoli borghi di origine medioevale non sono più, solo un motivo di attrazione turistica, ma anche obiettivo di investimenti.</p>
<p>Una crescita vertiginosa avvenuta tutta negli ultimi anni, gli appena 100 ettari di <strong>Sagrantino</strong> del 2000, sono diventati oggi oltre 600, qualcosa come oltre due milioni e mezzo di bottiglie prodotte.</p>
<p>Un vero boom per questa bandiera umbra, che finisce per dare impulso ulteriore anche al turismo: le mete degli stranieri non sono più soltanto Assisi e Spoleto, ma molti fanno tappa anche tra Montefalco, Bevagna, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi.</p>
<p>La Strada del Sagrantino con sede nella piazza di Montefalco, distribuisce cartine dettagliate e fornisce consigli su cosa andare a vedere e dove fermarsi.</p>
<p>Non solo <strong>Sagrantino</strong> dunque, ma anche storia e arte con borghi dimenticati dal tempo e chiesette dove la mano dell’uomo ha saputo creare opere straordinariamente immortali.</p>
<p><strong>In tavola</strong> la fanno da padrone piatti piuttosto semplici con materie prime povere, sono il riflesso di una tradizione contadina, povera che fece di necessita virtù, ne sono un esempio gli <strong>Strangozzi</strong> tipici del comprensorio di <strong>Spoleto</strong>, una pasta realizzata con sola farina acqua e sale, l’impasto lavorato a lungo sulla spianatoia si ottiene una sfoglia spessa e si arrotola e si taglia a strisce, hanno una straordinaria consistenza per assorbire sughi che esaltano cosi il loro condimento, alla spoletina, ovvero con sugo di pomodoro fresco a pezzi aglio e olio e si  soffrigge, altra variante <strong>Strangozzi</strong> con sugo di sanguinosi, funghi che si trovano nelle vicine boscaglie, infine con sugo di asparagi. Altro elemento fondamentale in cucina è il <strong>tartufo</strong>, usato in innumerevoli piatti il <strong>tartufo nero</strong> di <strong>Norcia</strong> e <strong>Spoleto</strong> va solo spazzolato con un canovaccio umido per toglier via i residui di terra, peculiarità da usare nella preparazione è di scaldarlo leggermente per esaltare il suo aroma. Il <strong>pane</strong> <strong>sciapo</strong> ha un’origine storica precisa, gravando sul sale un dazio molto oneroso, si pensò bene di eliminarlo, il risultato è una più lunga conservazione, il sapore insipido viene compensato grazie ai già saporiti insaccati e <strong>formaggi pecorini</strong>.</p>
<p>Come non ricordare gli insaccati, <strong>Prosciutti di Norcia</strong> nelle due tipologie: il  <strong>Tipico di Norcia</strong>, che viene stagionato per un massimo di un anno e l&#8217;<strong>Antico di Norcia</strong>, stagionato ben due anni. I <strong>Coglioni di Mulo</strong> un prodotto, la cui origine storica sembra legata al consumo di insaccati di carne di mulo che deriva da Norcia e dal vicino abruzzo.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>Itinerario</strong>: <strong>Il Sagrantino da Spoleto a Assisi</strong></p>
<p><iframe width="590" height="400" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=114448561386889492012.00047f783bf77fc2ae630&amp;ll=42.901857,12.67452&amp;spn=0.352086,0.583649&amp;z=10&amp;output=embed"></iframe><br /><small>Visualizza <a href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=114448561386889492012.00047f783bf77fc2ae630&amp;ll=42.901857,12.67452&amp;spn=0.352086,0.583649&amp;z=10&amp;source=embed" style="color:#0000FF;text-align:left">UMBRIA-001</a> in una mappa di dimensioni maggiori</small></p>
<p><small></small><br />
<strong>1_Spoleto &#8211; 2_ Montefalco &#8211; 3_ Bevagna &#8211; 4_Foligno – 5_Spello – 6_Assisi </strong></p>
<p>Siamo partiti da <strong>Spoleto</strong>, città ricca di edifici civili e religiosi che testimoniano il suo ruolo predominante dai tempi più remoti, già prima della conquista dai parte dei Romani, sono numerosi i  monumenti e chiese giunte fino ad oggi nel loro antico splendore. L’itinerario porta a <strong>Montefalco</strong> percorrendo la SP 451, la strada per un lunghissimo rettilineo è costeggiato ai lati da alti platani, dopo circa 19 km a Bivio Moscardini voltiamo a destra sulla SP 446, le terre adiacenti sono per lo più ricoperte da vitigni di <strong>Sagrantino</strong> e <strong>Montefalco</strong>,  completano la cornice numerosi ulivi. La gran parte delle aziende hanno la duplice produzione vino-olio. Dopo la visita al centro storico scendiamo dal colle e arriviamo in breve a <strong>Bevagna</strong>, completamente circoscritta da mura di cinta, parcheggiamo nei pressi della <strong>Porta Foligno</strong>, dopo la passeggiata in centro arriviamo al vicino centro di <strong>Foligno</strong> la città è punto d’incrocio tra la SS 3 Flaminia la SS 77 da Colfiorito e la SS 75 da Perugia. Alziamo lo sguardo verso il <strong>Monte Subasio</strong> e subito salta all’occhio <strong>Spello</strong> a breve distanza dalla SS75, il centro è ricco di storia romana e medioevale da non perdere gli affreschi del Pinturicchio all’interno della chiesa di S. Maria Maggiore. Ultima tappa <strong>Assisi</strong> città conosciuta nel mondo per <strong>San Francesco</strong> nato qui intorno al 1180.</p>
<p><strong>Che cosa vedere:</strong></p>
<p><strong>1_Spoleto </strong></p>
<p>partendo dalla zona più bassa piazza Collicola con l’omonimo Palazzo Collicola sede della Galleria civica d’Arte moderna, saliamo via Plinio il Giovane, fino a Piazza Bono, qui il Palazzo Rosari-Spada all’interno il Museo Tessile e del Costume. Saliamo fino a Corso G. Mazzini a destra fino alla Piazza della Libertà, dove troviamo il Teatro Romano (I sec.d.C.). saliamo fino alla Chiesa di S.Ansano percorriamo Via Dell’Arco di Druso, segnaliamo al n°8 l’<strong><a href="http://www.frantoiopanetti.it/" target="_blank">Antico Frantoio Panetti</a> </strong>con l’olio che contraddistingue la loro produzione da oltre 40 anni inoltre presso <img class="alignright size-medium wp-image-979" title="18_001_Spoleto_Enoteca_ristor_Il_mio_Vinaio" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Spoleto_Enoteca_ristor_Il_mio_Vinaio-300x224.jpg" alt="18_001_Spoleto_Enoteca_ristor_Il_mio_Vinaio" width="300" height="224" />l’ <strong>enoteca ristorante</strong>, <strong>Il mio Vinaio</strong> dove i fratelli <strong>Panetti</strong> vi faranno assaggiare le norcinerie e formaggi tipici da accompagnare con una svariata offerta di vini.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Arriviamo fino a Piazza del Mercato, la attraversiamo e saliamo Via A Saffi sulla sinistra troviamo la chiesa di S. Eufemia con annesso museo Diocesano ancora pochi metri e sinistra scorgiamo infondo alla<strong> </strong>scalinata la <strong>Cattedrale</strong><strong> di S.Maria Assunta </strong>caratterizzata dalla facciata romanica, si affaccia su <strong>Piazza Duomo</strong>,<img class="alignleft size-medium wp-image-981" title="18_001_Spoleto_Cattedrale_S_Maria_Assunta" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Spoleto_Cattedrale_S_Maria_Assunta-300x224.jpg" alt="18_001_Spoleto_Cattedrale_S_Maria_Assunta" width="300" height="224" /></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>sulla destra consigliamo l’accogliente caffè ristorante <a href="http://www.trictrac.it" target="_blank"><strong>Tric Trac</strong></a>, <img class="alignright size-full wp-image-1072" title="018_001_Spoleto_Tric-Trac" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/018_001_Spoleto_Tric-Trac.bmp" alt="018_001_Spoleto_Tric-Trac" /></p>
<p>il ristorante in cui vanno tutti gli attori quando si trovano a Spoleto per il rinomato Festival dei due mondi. Nelle loro sale potrete saggiare piatti tipici e usufruire di una nutrita carta di vini.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Dalla vicina piazza Campello si accede a un percorso pedonale, intorno al colle Sant’Elia, da qui si gode della vista dall’alto della sottostante Piazza Duomo e in direzione della valle del Clitunno fino al Monte Subasio, il Ponte delle Torri infine costruito sui resti di un acquedotto romano, conduceva acqua dal Monteluco fino in città.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>2_ Montefalco</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-982" title="18_001-Montefalco-porta_S_Agostino" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001-Montefalco-porta_S_Agostino-224x300.jpg" alt="18_001-Montefalco-porta_S_Agostino" width="224" height="300" />Entriamo dalla porta <strong>Sant’ Agostino</strong>, saliamo lungo corso Goffredo Mameli, dove diverse sono le botteghe offrono la possibilità di acquistare le tradizionali manifatture tessili di elevata qualità e bellezza,</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>a Piazza Mustafà segnaliamo l&#8217;<strong><strong><strong> </strong></strong></strong><strong> Enoteca ristorante e B&amp;B</strong><strong> </strong> <a href="http://www.spiritodivino.net" target="_blank"><strong>Spiritodivino</strong></a><img class="alignright size-medium wp-image-983" title="18_001-Montefalco-Spiritodivino" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001-Montefalco-Spiritodivino-300x224.jpg" alt="18_001-Montefalco-Spiritodivino" width="271" height="202" /></p>
<p>dove enoteca vuol dire convivialità, salumi, formaggi, degustazioni di olio, di vino e di tanti altri prodotti di altissima qualità.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-984" title="18_001-Montefalco-OLEVM" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001-Montefalco-OLEVM-300x224.jpg" alt="18_001-Montefalco-OLEVM" width="270" height="200" />Per chi vuol &#8220;<strong>vivere l’olio</strong>&#8221; al n°55 <a href="http://www.olevm.it" target="_blank"><strong>OLEVM</strong></a> all’interno potrete degustare e acquistare oli nazionali e naturalmente umbri, inoltre si può disporre di un’ampia libreria scientifica.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Proseguiamo fino alla <strong>Piazza del Comune</strong>, <img class="alignright size-medium wp-image-987" title="18_001-Montefalco-PiazzadelComune" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001-Montefalco-PiazzadelComune-300x224.jpg" alt="18_001-Montefalco-PiazzadelComune" width="300" height="224" /></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>da qui possiamo scendere al punto panoramico presso la <strong>Porta Camiano</strong>,e <img class="alignleft size-medium wp-image-985" title="18_001-Montefalco-Via_Ringhiera_Umbria" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001-Montefalco-Via_Ringhiera_Umbria-300x224.jpg" alt="18_001-Montefalco-Via_Ringhiera_Umbria" width="267" height="200" />lungo Via Ringhiera Umbra per ammirare il <strong>Museo di San Francesco</strong>, dove si può conoscere la storia e le tradizioni di Montefalco.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>3_ Bevagna</strong></p>
<p>Il centro storico è contornato da mura e le porte fanno accedere nel paese, entriamo da Porta Foligno <img class="alignright size-medium wp-image-1004" title="18_001_Bevagna_Porta_Foligno" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Bevagna_Porta_Foligno1-300x224.jpg" alt="18_001_Bevagna_Porta_Foligno" width="300" height="224" /></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>percorrendo Corso Giacomo Matteotti, troviamo la chiesa <strong>Santa Maria Laurentia</strong>,</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1006" title="18_001_Bevagna_S_M_Laurentia_esterno" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Bevagna_S_M_Laurentia_esterno-224x300.jpg" alt="18_001_Bevagna_S_M_Laurentia_esterno" width="158" height="212" /><img class="aligncenter size-medium wp-image-1007" title="18_001_Bevagna_S_M_Laurentia_interno" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Bevagna_S_M_Laurentia_interno-217x300.jpg" alt="18_001_Bevagna_S_M_Laurentia_interno" width="153" height="212" /></p>
<p>nelle vie del centro l&#8217;artigianato e le specialità gastronomiche,sono disponibile nelle botteghe e negozi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1009" title="18_001_Bevagna_negozi1" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Bevagna_negozi1-300x224.jpg" alt="18_001_Bevagna_negozi1" width="210" height="157" /><img class="aligncenter size-medium wp-image-1010" title="18_001_Bevagna_negozi2" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Bevagna_negozi2-300x224.jpg" alt="18_001_Bevagna_negozi2" width="210" height="157" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Si arriva alla principale <strong>Piazza Silvestri</strong>,<img class="alignleft size-medium wp-image-1005" title="18_001_Bevagna_Piazza_Silvestri" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Bevagna_Piazza_Silvestri-300x224.jpg" alt="18_001_Bevagna_Piazza_Silvestri" width="300" height="224" /></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span><span style="color: #ffffff;"><img class="alignright size-medium wp-image-1008" title="18_001_Bevagna_Chiesa_S_Silvestro" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Bevagna_Chiesa_S_Silvestro-224x300.jpg" alt="18_001_Bevagna_Chiesa_S_Silvestro" width="224" height="300" /></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span><span style="color: #ffffff;"> </span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>di epoca medioevale, è contornata dalle <strong>chiese </strong>di <strong>S.Silvestro</strong> e <strong>S.Michele</strong>.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>4_Foligno</strong></p>
<p>La città è tra le più grandi della regione e una delle poche disposte in pianura, si trovano interessantissimi monumenti, la centrale <strong>Piazza della Repubblica </strong>con il<strong> Duomo (del IX-X) e palazzo Trinci </strong>dove si può accedere all’interno del palazzo adibito a museo, Pinacoteca Civica e museo Archeologico.</p>
<p>Segnaliamo un’interessantissima manifestazione gastronomica nata nel 1999, ma già molto apprezzata, il <strong>Festival dei Primi d&#8217;Italia</strong>, dedicato ai Primi Piatti. Nel mese di settembre è un’ occasione per il visitatore di trovare grandi chef con le loro dimostrazioni, produttori, esperti e critici che si confrontano sulla regina della tavola italiana: la pasta. La formula è innovativa e porta il degustatore, sia professionale che occasionale a diretto contatto con l’affascinante evento sapientemente ideato, con attrazioni per tutte le età, perfino ai bambini sono dedicati dei corsi per avvicinarsi al mondo della pasta.</p>
<p>Gli appuntamenti più importanti della città di Foligno, accolti da un pubblico sempre più numeroso, sono la <strong>Giostra</strong><strong> della Quintana</strong> che ha due edizioni annuali, la Giostra della Sfida e quella della Rivincita (il terzo weekend di giugno ed il secondo weekend di settembre). Le Giostre sono anticipate da un Corteo Storico di oltre 600 figuranti.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>5_Spello</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-992" title="18_001_Spello_PortaVenere" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Spello_PortaVenere-300x224.jpg" alt="18_001_Spello_PortaVenere" width="300" height="224" />Entriamo in città da<strong> Porta Venere</strong> affiancata dalle due torri di <strong>Properzio</strong> percorriamo via Properzio e ci affacciamo su Via Cavour dove si trova il <strong>Palazzo dei Canonici sede Pinacoteca </strong>all’interno è raccontata la storia della città attraverso le sue preziose testimonianze, con affreschi,sculture e tele.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Da visitare la vicina <strong>Chiesa di S. M. Maggiore <img class="alignright size-medium wp-image-994" title="18_001_Spello_S_M_Maggiore_int" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Spello_S_M_Maggiore_int-245x300.gif" alt="18_001_Spello_S_M_Maggiore_int" width="245" height="300" /></strong>edificata su un precedente tempio pagano risale al XI sec. All’interno da ammirare, la Cappella Baglioni con gli<strong> affreschi del Pinturicchio</strong> (foto a lato: Disputa nel Tempio)</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Ritorniamo su Via Cavour fino a <strong>Piazza della Repubblica</strong> con il <strong>Palazzo Comunale</strong> risalente al 1270 e sede della <strong>Biblioteca Fondo Antico</strong> di recente restaurata, con scaffalature risalenti al XVII sec. contenenti circa 4000 volumi. Proseguendo su Via Garibaldi troviamo la <strong>Chiesa</strong><strong> di S. Martino </strong>costruita nel XII-XIII sec. con la classica struttura architettonica romana, ha una facciata realizzata in pietra bianca locale e la copertura è a capanna con spioventi inclinati. Scendiamo percorrendo Via Torre di Belvedere dove si trova l’<strong>Arco Romano<img class="alignright size-full wp-image-991" title="18_001_Spello_arcoagusto." src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Spello_arcoagusto..jpg" alt="18_001_Spello_arcoagusto." width="196" height="223" /></strong>, che anticamente, permetteva la comunicazione della parte alta della città con il monte Subasio.</p>
<p>Per informazioni: INFOPOINT<strong> </strong> Via Tempio di Diana, 9 &#8211; 06038 Spello (PG)</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>6_Assisi</strong></p>
<p>Già da lontano si scorge la maestosa <strong>Basilica</strong> di <strong>San Francesco</strong> che domina l’estrema parte occidentale della città,</p>
<p><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Assisi_basilica_panoramica.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3189" title="18_001_Assisi_basilica_panoramica" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Assisi_basilica_panoramica.jpg" alt="" width="364" height="158" /></a><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>iniziamo la visita alla città dalla Basilica composta in due chiese sovrapposte: inferiore del 1230 e superiore terminata nel 1253, mentre la cripta contenente la tomba di <strong>San Francesco</strong> è datata 1818.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Assisi_basilica_anter.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3191" title="18_001_Assisi_basilica_anter" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Assisi_basilica_anter.jpg" alt="" width="250" height="188" /></a></span><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Assisi_Basilica_sup_inf.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3190" title="18_001_Assisi_Basilica_sup_inf" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Assisi_Basilica_sup_inf.jpg" alt="" width="250" height="188" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1058" title="18_001_Assisi_basilica_inferiore" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Assisi_basilica_inferiore.bmp" alt="18_001_Assisi_basilica_inferiore" width="286" height="235" /></p>
<p>Nella <strong>Basilica inferiore</strong> si possono ammirare le opere dei maggiori pittori del 1200-1300 come <strong>Giotto</strong>, <strong>Cimabue</strong>, <strong>i Lorenzetti</strong> e <strong>Simone Martini</strong>.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1057" title="18_001_Assisi_basilica_superiore" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Assisi_basilica_superiore.bmp" alt="18_001_Assisi_basilica_superiore" width="287" height="215" /></p>
<p>All’interno della <strong>Basilica superiore</strong>, in unica campata,gli affreschi di Giotto illustrano la vita del santo.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Saliamo verso la  Piazza del Comune percorrendo Via S. Francesco, al n°10 presso il  <strong>Palazzo Vallemani</strong> troviamo la <strong>Pinacoteca Comunale</strong>,</p>
<p><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Assisi_Palazzo_del_Capitano.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-3192" title="18_001_Assisi_Palazzo_del_Capitano" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Assisi_Palazzo_del_Capitano.bmp" alt="" /></a>arriviamo nella  <strong>Piazza del Comune</strong> con il romano <strong>Tempio di Minerva</strong> (I sec. a. C.), il <strong>Palazzo del Capitano del Popolo</strong> (sec. XIII), fiancheggiato dalla <strong>Torre del Popolo</strong>, ultimata nel 1305, e il <strong>Palazzo dei Priori</strong> (sec. XIV), oggi sede municipale.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.<a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Assisi_scorcio.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3193" title="18_001_Assisi_scorcio" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Assisi_scorcio.jpg" alt="" width="235" height="313" /></a></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Assisi_Santa_Chiara.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3194" title="18_001_Assisi_Santa_Chiara" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Assisi_Santa_Chiara.jpg" alt="" width="313" height="235" /></a>Proseguendo arriviamo alla <strong>Chiesa di Santa Chiara</strong> con l&#8217;inconfondibile facciata in calcare rosa e bianco del vicino monte Subasio.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Dalla Piazza antistante si puo godere di una stupenda vista panoramica, nella foto sotto vista prima di arrivare a Porta Nuova.</p>
<p><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Assisi_panorama.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3195" title="18_001_Assisi_panorama" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001_Assisi_panorama.jpg" alt="" width="564" height="226" /></a></p>
<p><strong>Pinacoteca Comunale</strong><br />
Palazzo Vallemani, via di San Francesco 10,<br />
tel.: 075 812033<br />
Aperta da Novembre a Febbraio dalle ore 10.30 alle ore 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00; negli altri mesi aperta dalle ore 10.30 alle ore 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00, Giugno, Luglio ed Agosto fino alle 19.00.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Nei dintorni: </strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1064" title="18_001-Castel-Ritaldi_panorama" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001-Castel-Ritaldi_panorama-300x157.jpg" alt="18_001-Castel-Ritaldi_panorama" width="300" height="157" />Castel Ritaldi:</strong></p>
<p>Antichissime origini attestato il piccolo centro al Duecento sul luogo di un vico romano, è ancora ben conservata la sua struttura originale di struttura a castello di forma pressoché circolare. Grazie alle particolari condizioni climatiche, all’altitudine e alla composizione del terreno a Castel Ritaldi si trovano numerosi colture di ulivi.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1065" title="18_001-Giano-dellUmbria_panorama" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001-Giano-dellUmbria_panorama-300x198.jpg" alt="18_001-Giano-dellUmbria_panorama" width="300" height="198" />Giano dell’Umbria:</strong></p>
<p>Alle falde del Monte Martano gode di una posizione panoramica verso la valle del Clitunno, anche qui predomina la coltura dell’ulivo, il San Felice, nome derivato dell’abbazia San Felice, è un olio prodotto nell’ area dei Colli Martani e si deve al paziente e lavoro dei monaci che dopo la crisi dell’agricoltura dovuta alle invasioni barbariche dal XIV sec, riuscirono a proseguire e a far arrivare ad oggi un prodotto unico.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1066" title="18_001-Gualdo_Cattaneo_panoramica" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/18_001-Gualdo_Cattaneo_panoramica-300x110.jpg" alt="18_001-Gualdo_Cattaneo_panoramica" width="300" height="110" />Gualdo Cattaneo:</strong></p>
<p>Situato su un colle, completamente immerso in una folto bosco, Sulla piazza principale si erge una poderosa torre cilindrica fatta costruire nel 1494; la chiesa parrocchiale mostra una facciata adorna di rilievi raffiguranti l&#8217;Agnello mistico con i simboli dei quattro evangelisti e all&#8217; interno una bella cripta duecentesca. La chiesa di San Agostino conserva un&#8217; interessante porta ogivale sulla sinistra dell&#8217; ingresso e all&#8217; interno alcuni dipinti significati del XIV e XV secolo.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<h2>Enogastronomia.it consiglia: <strong> </strong></h2>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" width="560">
<tbody>
<tr>
<td colspan="4"><img src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/prodottitipici1.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td width="127"></td>
<td colspan="3" width="425"><strong><strong>OLEVM</strong></strong><strong> &#8220;un nuovo modo di vivere l&#8217;olio&#8221; degustazioni</strong></p>
<p>Corso Mameli, 55 &#8211; 06036 Montefalco</p>
<p>Tel.  0742.379057 <a href="http://www.olevm.it/" target="_blank">www.olevm.it</a></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="3"></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="4"><img src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/cantine3.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/Antonelli_S_Marco.gif"><img title="Antonelli_S_Marco" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/Antonelli_S_Marco.gif" alt="" width="110" height="110" /></a></td>
<td colspan="3"><strong>La cantina Antonelli</strong></p>
<p>Localita San Marco, 60 &#8211; 06036 Montefalco (PG)</p>
<p>Tel. 0742.379158  <a href="http://www.antonellisanmarco.it/" target="_blank">www.antonellisanmarco.it</a></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="3"></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="4"><img src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/dovedormire.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="3"><strong><strong><strong>Spiritodivino</strong></strong></strong><strong> &#8211; Enoteca ristorante e B&amp;B</strong></p>
<p>Piazza Mustafà, 2 &#8211; 06036 Montefalco</p>
<p>Tel.  0742.379048  <a href="http://www.spiritodivino.net/" target="_blank">www.spiritodivino.net</a></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="3"></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="3"></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="4"><img src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/dovemangiare4.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="3"><strong>Il mio Vinaio &#8211; </strong><strong>Enoteca ristorante</strong></p>
<p>Via Dell’Arco di Druso,n°8 &#8211; 06049 Spoleto (PG)</p>
<p>Tel. 0743 49893 <a href="http://www.frantoiopanetti.it/" target="_blank">Antico Frantoio Panetti</a><a href="http://www.trictrac.it/"><strong><br />
</strong></a></p>
<p><strong>Tric Trac</strong><strong> &#8211; Ristorante &#8211; American Bar</strong></p>
<p>Via dell&#8217;Arringo, 10 &#8211; 06049 Spoleto (PG)</p>
<p>Tel. 0743 44592 <a href="http://www.trictrac.it/" target="_blank">www.trictrac.it</a></p>
<p><strong><strong><strong>Spiritodivino</strong></strong></strong><strong> &#8211; Enoteca ristorante e B&amp;B</strong></p>
<p>Piazza Mustafà, 2 &#8211; 06036 Montefalco</p>
<p>Tel.  0742.379048  <a href="http://www.spiritodivino.net/" target="_blank">www.spiritodivino.net</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enogastronomia.it/il-sagrantino-da-spoleto-a-assisi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Da Civitanova Marche alla S.ta Casa di Loreto</title>
		<link>http://www.enogastronomia.it/marche-colli-maceratesi-10-006/</link>
		<comments>http://www.enogastronomia.it/marche-colli-maceratesi-10-006/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 21:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Macerata]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[civitanova]]></category>
		<category><![CDATA[colli maceratesi]]></category>
		<category><![CDATA[loreto]]></category>
		<category><![CDATA[vincisgrassi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.trofeips3.com/?p=318</guid>
		<description><![CDATA[Enogastronomia: Da Civitanova Marche alla S.ta Casa di Loreto
La gastronomia di questo itinerario è fortemente caratterizzata dalla presenza di un notevole flotta di pescherecci della marina di Porto Civitanova Marche. Nelle trattorie e nei ristoranti dislocati lungo la costa, si possono gustare piatti di vari tipi di pesce, Linguine scampi e limone, Gnocchi agli scampi, Gramigna ai crostacei,  da consigliare sicuramente le alicette marinate o a scottadito. Il tutto da abbinare con Bianco dei colli maceratesi, verdicchio e nuovi rosè dal fresco bouquet.

Resta comunque una forte impronta della tipica cucina ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Enogastronomia</strong>: <strong>Da Civitanova Marche alla S.ta Casa di Loreto</strong></p>
<p style="text-align: left;">La gastronomia di questo itinerario è fortemente caratterizzata dalla presenza di un notevole flotta di pescherecci della marina di Porto Civitanova Marche. Nelle trattorie e nei ristoranti dislocati lungo la costa, si possono gustare piatti di vari tipi di pesce, Linguine scampi e limone, Gnocchi agli scampi, Gramigna ai crostacei,  da consigliare sicuramente le alicette marinate o a scottadito. Il tutto da abbinare con Bianco dei colli maceratesi, verdicchio e nuovi rosè dal fresco bouquet.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_civitanova_vigneto_fontezoppa1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2706" title="10_006_civitanova_vigneto" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_civitanova_vigneto_fontezoppa1.jpg" alt="" width="531" height="367" /></a></p>
<p>Resta comunque una forte impronta<strong> </strong>della tipica cucina maceratese che impone l’ assaggio dei Vincisgrassi, tartufo e tagliatelle con sugo fatto con animali da cortile. Arrosti, bolliti e fritture di carne come le costolette di agnello sono dei secondi meravigliosi per il palato, serviti con vini rossi potenti, nati su territori esposti alle brezze marine che ne esaltano la sapidità.</p>
<p>Formaggi freschi accompagnati con confetture di fichi bianchi insieme a prosciutto tagliato a mano e  salumi come il ciauscolo, sono gli antipasti per eccellenza in questi territori collinari che si affaciano sul mare adriatico.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><strong>Itinerario</strong>: <strong>Da Civitanova Marche alla S.ta Casa di Loreto</strong><br />
<iframe width="590" height="400" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=114448561386889492012.00047f77ce688a473aea6&amp;ll=43.398508,13.579964&amp;spn=0.174619,0.291824&amp;z=11&amp;output=embed"></iframe><br /><small>Visualizza <a href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=114448561386889492012.00047f77ce688a473aea6&amp;ll=43.398508,13.579964&amp;spn=0.174619,0.291824&amp;z=11&amp;source=embed" style="color:#0000FF;text-align:left">MARCHE-006</a> in una mappa di dimensioni maggiori</small><br />
<strong>1_ Civitanova Marche &#8211; 2_ Loreto &#8211; 3_ Recanati &#8211; 4_ Montelupone &#8211; 5_ Potenza Picena</strong></p>
<p>L’itinerario si svolge a sud di Ancona capoluogo della regione Marche, percorrendo l’autostrada A14 uscire a <strong>Civitanova Marche</strong>, la città è divisa in due, <strong>Civitanova Alta</strong> posta sulla collina con la cinta muraria con</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-820" title="10_006_panorama_civitanovaalta" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_panorama_civitanovaalta1-300x128.jpg" alt="10_006_panorama_civitanovaalta" width="300" height="128" />le quattro porte e la centrale <strong>Piazza della Libertà</strong> la <strong>Chiesa di San Paolo</strong> e poco distante il <strong>Teatro Annibale </strong><strong>Caro,</strong> scrittore, traduttore e poeta, tradusse tra l&#8217;altro l&#8217;Eneide di Virgilio. Il centro costiero, <strong>Porto Civitanova</strong> è nato intorno ai resti della città romana Cluana del quale prende il nome il Lido Cluana che nei primi del novecento era un signorile bagno e oggi sede di un bar e ristorante, di fronte oltre ai giardini si apre la <strong>Piazza XX Settembre e il Palazzo Sforza</strong>, eretto nel 1862 e oggi sede comunale. Seguendo la SS16 direzione nord, attraversiamo <strong>Porto Potenza Picena</strong>,<img class="alignright size-medium wp-image-790" title="10_006_ppp_lungomare" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_ppp_lungomare-300x225.jpg" alt="10_006_ppp_lungomare" width="258" height="200" /> caratteristica è la passeggiata sul mare per la tranquillità che offre, si trova oltre la ferrovia e lontana dal traffico automobilistico inoltre la sabbia è finissima e i modernissimi stabilimenti balneari offrono nel periodo estivo piacevoli piatti di pesce dell’adriatico. Proseguiamo verso nord e arriviamo a <strong>Porto Recanati</strong>, una località balneare con il lungomare chiuso al traffico, ricca è la scelta per i numerosi ristoranti che preparano il brodetto di pesce dell’adriatico, inoltre per chi vuole divertirsi, parchi acquatici, discoteche e locali notturni. Saliamo ora verso <strong>Loreto</strong> situata su una collina che dona una vista panoramica sul mare e il vicino Monte Conero, la cittadina è dominata dal <strong>Santuario della Santa Casa</strong>, dove viene venerata la celebre Madonna Nera. Arriviamo a <strong>Recanati</strong>, situata su un colle tra le valli dei fiumi Potenza e Musone, il comune ha origini nel XII secolo, vive con le memorie del poeta Giacomo Leopardi (1798-1837) e del grande tenore Beniamino Gigli (1890 1957) che ha lasciato sul vicino colle di Montarice, immersa in un ampio parco la <strong>Villa Beniamino Gigli</strong>. Scendiamo verso la valle del fiume Potenza direzione Montelupone facciamo sosta all’<strong>Abbazia di San Firmano</strong>, complesso monastico risalente al IX secolo. Guardando verso la collina scorgiamo <strong>Montelupone</strong>, un borgo con notevole interesse storico e artistico, le mura circondano il centro storico con le quattro porte di accesso; da non perdere la piazza con il<strong> Palazzo del Comune</strong>, il <strong>Palazzo del Podestà e Torre civica</strong> del 1300, il <strong>Teatro Nicola Degli Angeli</strong>, che si trova all’interno del palazzo comunale, la <strong>Chiesa Collegiata</strong>, che al suo interno raggruppa opere d’arte in origine di altre chiese della cittadina, molto nota è la Sagra del Carciofo Monteluponese che si svolge ogni anno la seconda domenica del mese di maggio. Ultima tappa ”Monte Santo” poi cambiato nel 1862 in <strong>Potenza Picena</strong>, poiché un tempo, gli imponenti campanili delle chiese, che compongono questo borgo medioevale, erano addirittura ventisette; da visitare <strong>Piazza Matteotti</strong> dove si trova la <strong>Collegiata (Chiesa di Santo Stefano)</strong> inoltre da non perdere la <strong>Chiesa della Madonna delle Grazie</strong> e la <strong>Chiesa della Beata Vergine della Neve</strong>.</p>
<p><strong>1_ Civitanova Marche (Alta e Porto)</strong></p>
<p><strong>Civitanova Alta</strong></p>
<p><img title="10_006_civitalta_piazzale_liberta" src="../wp-content/uploads/10_006_civitalta_piazzale_liberta1.JPG" alt="10_006_civitalta_piazzale_liberta" width="160" height="120" /><strong>Piazza della Libertà</strong></p>
<p>Si affacciano sulla piazza il Palazzo della delegazione Comunale del 1867 che ha al suo interno  affreschi del 1881-1882 del civitanovese Ulisse Ribustini raffiguranti scene dell’ Eneide, e la Sala delle Armi antiche con fucili spade e sciabole. Il Palazzo Ducale ex Palazzo dei Priori e poi residenza della famiglia Sforza Cesarini, dal 1551 divenne dimora signorile e subi numerose modifiche, rimangono il portale in laterizi e affreschi nei due saloni del piano nobile di Pellegrino Tibaldi risalenti al 1560.</p>
<h3><em>Consigliamo:</em></h3>
<ul>
<li><em>Ristorante <strong>MANGIA AGRITURIST</strong> &gt;&gt;&gt; <a href="http://www.enogastronomia.it/ristorante-mangia-agriturist/" target="_blank">Maggiori dettagli</a></em></li>
</ul>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong><img class="alignleft" title="10_006_chiesa_sanpaolo_civitanovaalta" src="../wp-content/uploads/10_006_chiesa_sanpaolo_civitanovaalta-120x150.jpg" alt="10_006_chiesa_sanpaolo_civitanovaalta" width="145" height="180" /></strong><strong>Chiesa di San Paolo</strong></p>
<p><strong> </strong>Ricostruita totalmente  nel 1754  è una chiesa a navata unica, di particolare valore il paliotto d’orato dell’altare con San Marone Martire del XVII secolo e patrono della città, la tela della natività di Maria degli inizi del 1600, il Battistero in pietra del 1423 e l’ organo di Gaetano Callido.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>Teatro Annibale Caro</strong></p>
<p>Inaugurato nel 1872 e restaurato alla fine degli anni ‘90, conserva l’antico sipario  con l’Apoteosi di Annibale Caro ed una rara macchina teatrale del tuono. L’ ingresso del teatro è impreziosito con un portale lapideo del 1480.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>Porto Civitanova</strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-804" title="10_006_civitanova_palazzosforza" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_civitanova_palazzosforza-300x144.jpg" alt="10_006_civitanova_palazzosforza" width="300" height="144" />Piazza XX Settembre e il Palazzo Sforza</strong></p>
<p>Costruito dal Duca Sforza Cesarini nel 1862, sorge sulle antiche fondamenta dell’ antica fortezza medioevale sorta a custodia dello scalo marittimo. Restaurato nel 1999, è ora sede comunale. Al piano terra ospita l’elegante, storico “Bar Maretto”</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>Lungomare Civitanova</strong></p>
<p><em> </em>Numerosi Chalet offrono la possibilità di mangiare tutto l&#8217;anno le specialità tipiche di pesce dell&#8217;Adriatico.</p>
<p>Per una passeggiata rilassante in bicicletta consigliamo di attraversare la città  lungo la pista ciclabile che facilita il collegamento dal lungomare nord a sud per proseguire fin lungo la foce del fiume Chienti.</p>
<p>Il <strong><span style="color: #000000;">lungomare sud</span></strong> ha diverse zone verdi, con giochi per i più piccoli e la strada divisa da una serie di palme, la spiaggia è ghiaiosa.</p>
<p><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_civitanova_lungomare_sud_verde.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2708" title="10_006_civitanova_lungomare_sud_verde" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_civitanova_lungomare_sud_verde-300x224.jpg" alt="" width="276" height="206" /></a></p>
<p><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_civitanova_lungomare_sud_sch.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2707" title="10_006_civitanova_lungomare_sud_sch" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_civitanova_lungomare_sud_sch-300x224.jpg" alt="" width="276" height="206" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_civitanova_lungomare_sud.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2710" title="10_006_civitanova_lungomare_sud" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_civitanova_lungomare_sud-300x224.jpg" alt="" width="277" height="206" /></a><span style="color: #ffffff;">.</span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Il<strong> lungomare nord</strong> è a senso unico (sud verso nord) e offre una spiaggia sabbiosa che favorisce lunghe passeggiate, dal porto fino all&#8217;estremità nord della città.</p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_civitanova_lungomare_nord_sch.jpg"><img class="size-medium wp-image-2703 alignleft" title="10_006_civitanova_lungomare_nord_sch" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_civitanova_lungomare_nord_sch-300x224.jpg" alt="" width="276" height="206" /></a><span style="color: #000000;"><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_civitanova_lungomare_nord_dal_porto.jpg"><img class="size-medium wp-image-2704 alignright" title="10_006_civitanova_lungomare_nord_dal_porto" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_civitanova_lungomare_nord_dal_porto-300x224.jpg" alt="" width="281" height="210" /></a></span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> </span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Il porto</strong> con il molo nord per le imbarcazioni turistiche e la scuola vela, quello sud per i motopescherecci.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> </span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_civitanova_porto_molo_nord.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2705" title="10_006_civitanova_porto_molo_nord" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_civitanova_porto_molo_nord-300x224.jpg" alt="" width="276" height="206" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #ffffff;"> </span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> </span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_civitanova_porto_club_vela.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2709" title="10_006_civitanova_porto_club_vela" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_civitanova_porto_club_vela-300x224.jpg" alt="" width="275" height="206" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> </span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> </span></p>
<h3><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></h3>
<p><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<h3><em>Consigliamo:</em></h3>
<ul>
<li><em>Cantina <strong>Azienda Agricola Boccadigabbia</strong></em></li>
</ul>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><strong>2_ Loreto</strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-805" title="10_006_loreto" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_loreto1-300x178.jpg" alt="10_006_loreto" width="300" height="178" />Santuario della Santa Casa</strong></p>
<p>Al suo interno è custodita la Santa Casa di Nazaret, dove la Vergine Maria ricevette l&#8217;Annunciazione,  secondo la tradizione nella notte tra il 9 e 10 dicembre del 1294, la Santa Casa,viene portata dagli angeli fino a Loreto. Il santuario risale al 1469 e fu voluto dal vescovo Nicolò delle Aste, fu concluso nel 1587. Il campanile del 1755 fu disegnato da Luigi Vanvitelli. Il rivestimento esterno della Santa Casa marmoreo, è stato progettato da Donato Bramante. <img class="alignright size-full wp-image-806" title="10_006_loreto_bramante_santacasa" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_loreto_bramante_santacasa1.jpg" alt="10_006_loreto_bramante_santacasa" width="225" height="264" />Da notare i due solchi paralleli che, sono stati scavati dai pellegrini che, per secoli, hanno pregato percorrendo il perimetro di base in ginocchio. Al suo interno è custodita la &#8220;Loreta&#8221;, fusa nel 1515 da Bernardino da Rimini, che con i suoi 55 quintali è la più grande campana delle Marche ed una delle più notevoli d&#8217;Italia.Inoltre anno lavorato alla costruzione grandi architetti come Sansovino, Francesco di Giorgi Martini, Giuliano da Sangallo; innumerevoli gli affreschi realizzati, da valenti pittori tra i quali ricordiamo: Melozzo da Forli , Luca Signorelli, il Pomarancio e Lorenzo Lotto.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>3_ Recanati</strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-807" title="10_006_recanati_piazza" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_recanati_piazza.JPG" alt="10_006_recanati_piazza" width="278" height="221" />Piazza Leopardi </strong></p>
<p>La Piazza Palazzo Comunale costruito alla fine dell&#8217;800 in occasione del  I° centenario della nascita di Giacomo Leopardi è situato nella piazza che prende il nome del poeta. All&#8217;interno del Comune il Museo dedicato a Beniamino Gigli,  sono conservati abiti di scena, documenti e dischi.<img class="alignright size-medium wp-image-808" title="10_006_museo_ben_gigli" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_museo_ben_gigli1-300x184.jpg" alt="10_006_museo_ben_gigli" width="278" height="170" /></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">.</span></span></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-809" title="10_006_recanati_palazzoleopardi" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_recanati_palazzoleopardi1.jpg" alt="10_006_recanati_palazzoleopardi" width="120" height="160" />Palazzo Leopardi</strong></p>
<p>E’ la casa natale del poeta è abitato dai discendenti e aperto al pubblico, al suo interno la biblioteca, che custodisce oltre 20.000 volumi. Di fronte al palazzo dimora del Leopardi, si apre la piazza del Sabato nel villaggio e la casa di Silvia.</p>
<p>il colle dell’infinito è la sommità del Monte Tabor da cui si domina un panorama vastissimo verso le montagne e che ispirò l&#8217;omonima poesia composta dal poeta a soli 21 anni. Mentre la Torre del Passero solitario è visibile nel cortile del chiostro di Sant&#8217;Agostino.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>La villa Beniamino Gigli a Montarice</strong></p>
<p>A circa 4 km da Porto Recanati, svetta come una vela la villa di Beniamino Gigli. La villa voluta dal grande tenore italiano, tuttavia il fratello Catervo, professore di Belle Arti e l’architetto Florestano Di Fausto furono coloroche edificarono la  villa. Il risultato è una “reggia” in stile liberty con all&#8217;interno numerosi locali, tra i quali alcuni molto fastosi, il salone delle feste, il coro liturgico, la galleria. Numerose sono le stanze per gli ospiti e moltograziosa è la cappellina, dedicata alla Vergine. Fra le numerose sale da bagno, la più spettacolare è senza dubbio quella in stile pompeiano con una piccola piscina all’interno.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>4_ Montelupone</strong></p>
<p><strong> </strong><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-810" title="10_006_montelupone_san_firmano" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_montelupone_san_firmano1-300x224.jpg" alt="10_006_montelupone_san_firmano" width="242" height="180" />Abbazia di San Firmano</strong><img class="alignright size-medium wp-image-812" title="10_006_montelupone_san_firmano_int" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_montelupone_san_firmano_int3-224x300.jpg" alt="10_006_montelupone_san_firmano_int" width="186" height="250" /></p>
<p>Come le antiche chiese romane, anche questa abbazia ha la traiettoria da occidente verso oriente con tre navate. Unico caso forse, di chiesa con la cripta realizzata in cima ad una ripida gradinata per proteggere la chiesa dalle frequenti esondazioni del fiume Potenza che scorre nelle vicinanze. Sull’altare della grotta, sotto alla scalinata, si trova una imponente statua di San <img class="alignleft size-medium wp-image-813" title="10_006_montelupone_san_firmano_grotta" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_montelupone_san_firmano_grotta1-300x224.jpg" alt="10_006_montelupone_san_firmano_grotta" width="242" height="180" />Firmano in terracotta del 1400, ai piedi della statua  in un urna, sono conservate le reliquie del santo. In questa grotta vengono celebrate le funzioni religiose, mentre in occasione dei   matrimoni è utilizzata la chiesa con la bella scalinata. (foto a destra)</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>Palazzo del Comune</strong></p>
<p>Il palazzo,  oggi sede dell&#8217;amministrazione comunale, fu ricostruito al tempo del Regno napoleonico.</p>
<p>All&#8217;interno recenti restauri, anno riportato all&#8217;antico splendore, decorazioni tra cui un antico stemma di Montelupone e medaglioni incorniciati.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-814" title="10_006_palazzo_podestà_montelupone" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_palazzo_podestà_montelupone-266x300.jpg" alt="10_006_palazzo_podestà_montelupone" width="247" height="278" />Palazzetto del Podestà e Torre Civica</strong></p>
<p>Palazzo sede degli antichi governanti del paese, affiancato dalla Torre Civica con le sue merlature ghibelline, è il monumento-simbolo di Montelupone.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>Teatro Nicola Degli Angeli</strong></p>
<p>Inagurato nel 1894, vi si esibirono artisti del calibro di Beniamino Gigli. Recentemente sottoposto a restauro, è oggi sede di rappresentazioni teatrali e di spettacoli musicali.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-815" title="10_006_chiesa_collegiata_montelupone" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_chiesa_collegiata_montelupone1.jpg" alt="10_006_chiesa_collegiata_montelupone" width="100" height="75" />Chiesa Collegiata</strong></p>
<p>Al suo interno si possono ammirare opere d&#8217;arte provenienti dalle antiche Chiese di Montelupone,  due cinquecentesche tele di Antonio da Faenza il Domenichino e opere di Filippo Ricci e Francesco Mancini.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">.</span></span></p>
<p><strong>5_ Potenza Picena</strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-816" title="10_006_potenzapicena_piazza" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_006_potenzapicena_piazza1-300x126.jpg" alt="10_006_potenzapicena_piazza" width="300" height="126" />Piazza Matteotti</strong></p>
<p>La piazza centrale della città di Potenza Picena era originariamente chiamata Piazza Santo Stefano per la presenza delle chiesa dedicata al Santo che, sembra risalire al VI secolo d.C. , fu demolita nel 1796. Attualmente intorno alla piazza si trovno i principali edifici pubblici della città, Il palazzo Comunale costruito tra il 1745 e il 1750 e successivamente trasformato per ospitare adeguatamente gli uffici comunali. (metà del XIX secolo). Il Palazzo del Podestà, risalente al XIV secolo, è stato ristrutturato nel XVIII secolo.  La Torre civica risalente al 1732, è stata ricostruita nel 1886.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1308" title="prodottitipici" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/prodottitipici1.jpg" alt="prodottitipici" width="550" height="35" /></p>
<h2>Oleificio Cartechini<a href="http://www.oleificiocartechini.com" target="_blank"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2695" title="Cartechini_logo" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/Cartechini_logo-150x150.jpg" alt="" width="95" height="95" /></a><strong> </strong></h2>
<p><strong> </strong>Via Collina, 13/A – 62010 Montecassiano (MC)</p>
<p><strong> </strong>Tel. 0733.290940 | <a href="http://www.enogastronomia.it/oleificio-cartechini-montecassiano-macerata/" target="_blank">Recensione </a>| <a href="http://www.oleificiocartechini.com/" target="_blank">Sito Web</a></p>
<p><img title="cantine" src="../wp-content/uploads/cantine3.jpg" alt="cantine" width="550" height="35" /></p>
<h2>Azienda Agricola Boccadigabbia<a href="http://www.boccadigabbia.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Boccadigabbia" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/Boccadigabbia.gif" alt="Boccadigabbia" width="199" height="70" /></a><strong> </strong></h2>
<p>C.da Castelletta 56, Fontespina                    62010 Civitanova Marche (MC)</p>
<p>Tel. 0733.70728 | <a href="http://www.boccadigabbia.com" target="_blank">Sito Web</a></p>
<p><img title="dovemangiare" src="../wp-content/uploads/dovemangiare4.jpg" alt="dovemangiare" width="550" height="35" /></p>
<h2><a href="http://www.mangiaagriturist.it" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1262 alignright" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="mangia" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/mangia.jpg" alt="mangia" width="196" height="37" /></a>Ristorante <strong>Mangia Agriturist</strong>:</h2>
<p><em> Offerta per tutti gli utenti Enogastronomia.it</em> &gt;&gt;&gt; Vedi dettagli</p>
<p>via Pitignano 50 , 62012 &#8211; Civitanova Marche (MC)</p>
<p>Tel. 0733.890053 | <a href="http://www.enogastronomia.it/ristorante-mangia-agriturist/">Recensione </a>| <a href="http://www.mangiaagriturist.it" target="_blank">Sito Web</a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1546" title="dovedormire" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/dovedormire.jpg" alt="dovedormire" width="550" height="35" /></p>
<h2>Hotel <strong>Villa Tetlameya </strong><strong> </strong></h2>
<p>Via Villa Costantina 187, 60025 Loreto  (AN)</p>
<p>Tel. 071.978863 | <a href="http://www.ristorantezinene.it" target="_blank">www.hotelvillatetlameya.com</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enogastronomia.it/marche-colli-maceratesi-10-006/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Verdicchio di Matelica e Camerino</title>
		<link>http://www.enogastronomia.it/verdicchio-matelica-10-003/</link>
		<comments>http://www.enogastronomia.it/verdicchio-matelica-10-003/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 21:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Macerata]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[camerino]]></category>
		<category><![CDATA[ciauscolo]]></category>
		<category><![CDATA[matelica]]></category>
		<category><![CDATA[verdicchio]]></category>
		<category><![CDATA[vincisgrassi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.trofeips3.com/?p=207</guid>
		<description><![CDATA[Enogastronomia: Verdicchio di Matelica e Camerino
Siamo nell’ unica valle delle Marche, denominata sinclinale Camerte, predisposta da Nord a Sud. Territorio ideale per la coltivazione del Verdicchio di Matelica,

con un microclima non influenzato dalle correnti d’aria provenienti dall’adriatico. Il territorio, prevalentemente votato all’agricoltura, ha mantenuto in cucina i sapori dei piatti preparati come un tempo con animali allevati in cortile. Conigli, pollame, papere e anatre, si trasformano in tavola, in potacchio o meglio cotti con aglio rosmarino e una spruzzata di Verdicchio. Con le frattaglie, si ottengono sughi a lenta cottura ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Enogastronomia</strong>: <strong>Verdicchio di Matelica e Camerino</strong></p>
<p>Siamo nell’ unica valle delle Marche, denominata sinclinale <strong>Camerte</strong>, predisposta da Nord a Sud. Territorio ideale per la coltivazione del <strong>Verdicchio di Matelica</strong>,</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-825" title="10_003_matelica_panoramaverdicchio-orig" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_003_matelica_panoramaverdicchio-orig.JPG" alt="10_003_matelica_panoramaverdicchio-orig" width="564" height="251" /></p>
<p>con un microclima non influenzato dalle correnti d’aria provenienti dall’adriatico. Il territorio, prevalentemente votato all’agricoltura, ha mantenuto in cucina i sapori dei piatti preparati come un tempo con animali allevati in cortile. <strong>Conigli</strong>, <strong>pollam</strong>e, <strong>papere</strong> e <strong>anatre</strong>, si trasformano in tavola, in <strong>potacchio</strong> o meglio cotti con aglio rosmarino e una spruzzata di Verdicchio. Con le frattaglie, si ottengono sughi a lenta cottura per condire strepitosi piatti di <strong>Gnocchi di patate</strong>, <strong>Tagliatelle</strong> e sua maestà il <strong>Vincisgrasso</strong>. Nei periodi invernali la tavola si arricchisce con tartufo e funghi trovati negli adiacenti boschi collinari. Sicuramente tra gli affettati spiccano il <strong>Ciauscolo </strong>e il <strong>Salame tipo Fabriano</strong>, spesso accompagnati con pecorino locale. Merita una menzione la razza <strong>bovina marchigiana, </strong>una tra le cinque razze pregiate nazionali, di facile reperimento nei ristoranti locali. I dolci tradizionali <strong>la crescia sfojata </strong>o<strong> </strong><strong>crescia fogliata</strong>, uno strudel ricco di noci, uva secca, fichi secchi e mele; <strong>la frustenga</strong> tra i cui ingredienti vi è la dolcissima <strong>sapa</strong> mosto d&#8217;uva condensato e la bianca friabilissima e leggerissima <strong>ciambella di pasqua</strong> e il tradizionale dolce di Camerino, il <strong>Pannociato</strong>. Infine il <strong>Miele</strong> prodotto nelle colline nei pressi di <strong>Matelica</strong> il millefiori e quelli mono floreali. La vera caratteristica del territorio viene espressa dalla “<strong>Melata di Quercia</strong>”, un miele amaro molto apprezzato. Molto diffuso nelle marche è l’uso del mistrà, liquore distillato di alcol e vino, aromatizzato all&#8217;anice, alla fine dell&#8217;800 la distilleria Varnelli creò un anice secco speciale, il &#8220;<strong>Varnelli</strong>&#8221; antesignano di una nutrita serie di distillati ora prodotti dall&#8217; azienda con sede a Muccia.<span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Itinerario</strong>: <strong>Verdicchio di Matelica e Camerino</strong></span></p>
<p><iframe width="590px" height="450px" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=114448561386889492012.00047f77bbca89162c5d5&amp;ll=43.183734,13.023182&amp;spn=0.175237,0.291824&amp;z=11&amp;output=embed"></iframe><br /><small>Visualizza <a href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=114448561386889492012.00047f77bbca89162c5d5&amp;ll=43.183734,13.023182&amp;spn=0.175237,0.291824&amp;z=11&amp;source=embed" style="color:#0000FF;text-align:left">MARCHE-003</a> in una mappa di dimensioni maggiori</small></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">1_ Camerino &#8211; 2_ Castelraimondo &#8211; 3_ Pioraco &#8211; 4_Fiuminata &#8211; 5_ Esanatoglia &#8211; 6_ Matelica</span><br />
</strong><strong><a href="../verdicchio-matelica-10-003/"><strong> </strong></a></strong><br />
L’ itinerario si svolge nel cuore della regione Marche, percorrendo la SS 77 uscire a Camerino Valdiea, alzando gli occhi già si può ammirare la <strong>Rocca di Varano</strong>, tra le più antiche fortificazioni della zona. Ora la strada sale fino ad arrivare a <strong>Camerino</strong> con vista panoramica sui sibillini,<img title="10_003_camerino_panorama" src="../wp-content/uploads/10_003_camerino_panorama1.jpg" alt="10_003_camerino_panorama" width="588" height="145" />la città ha vissuto il suo maggior splendore nel periodo della Signoria dei da Varano dal XIII secolo, da visitare il<strong> Palazzo Ducale</strong> oggi sede universitaria,il teatro <strong>Filippo Marchetti </strong>la <strong>Cattedrale della SS.Annunziata</strong> e la <strong>Basilica di San Venanzio</strong> patrono della città. Scendiamo ora sul versante opposto per arrivare a <strong>Castelraimondo</strong> dove si trova, al centro il &#8220;Cassero&#8221; e sulla strada per Pioraco il <strong>Castello di Lanciano</strong> adibito a museo. Proseguiamo verso <strong>Pioraco</strong> paesino racchiuso in una stretta gola, formata dalle tre montagne che lo sovrastano,molto caratteristica à la <strong>Chiesa della Madonna della Grotta</strong>, a Pioraco vi sono ancora cartiere che sfruttano l&#8217;energia delle cascate del Potenza, Le prime vi furono impiantate già nel 1360 è quindi nato il <strong>Museo della Carta e filigrana</strong>. Risaliamo il fiume Potenza fino a <strong>Fiuminata</strong>, dove oltre al centro storico si consiglia la visita al <strong>Santuario della Beata Vergine di Valcora</strong>. Un tratto di strada montana porta a <strong>Esanatoglia</strong> il paesino sembra vegliato dai sette campanili che ne percorrono l’antica strada principale, che fa attraversare il turista tutto il centro, dal basso, attraverso Porta Sant’Andrea fino ad uscire dalle mura, attraverso Porta Panicale. Percorrendo la strada lungo il fiume Esino arriviamo a <strong>Matelica</strong> cittadina di antichissime origini, che negli ultimi anni hanno avuto conferma, grazie agli innumerevoli scavi che hanno portato alla luce testimonianze che vanno dalla preistoria fino al XVII secolo. Da vedere <strong>Museo Piersanti</strong>, <strong>Museo Archeologico</strong>,la centrale <strong>Piazza Enrico Mattei</strong>, attorniata dal <strong>Palazzo Ottoni</strong> e il <strong>Palazzo Comunale</strong> d’avanti c’è la <strong>Torre Civica</strong> sovrastante <strong>le “Loggie”</strong> poco lontano sorge il <strong>Teatro Comunale Piermarini</strong>, ideato dall’architetto che progettò anche la Scala di Milano. Da non perdere la <strong>Chiesa della Beata Mattia</strong> che qui visse nel XIII secolo e alla quale vengono attribuiti molti prodigi.</p>
<p><strong>1_ Camerino</strong></p>
<p><strong><img title="10_003_camerino_roccavarano" src="../wp-content/uploads/10_003_camerino_roccavarano.gif" alt="10_003_camerino_roccavarano" width="160" height="148" />Rocca di Varano</strong><br />
La Rocca Varano fu edificata nel XIV secolo secondo le disposizioni di Giovanni di Berardo Varano. Ancora oggi, dopo successivi ampliamenti e un intenso restauro, la Rocca si erge maestosa a picco sulla stretta valle del Chienti.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong><img title="10_003_camerino_palazzoducale" src="../wp-content/uploads/10_003_camerino_palazzoducale1.jpg" alt="10_003_camerino_palazzoducale" width="160" height="120" />Palazzo Ducale</strong><br />
Costruito nel sec XIV, ora sede dell&#8217;Università, e&#8217; stato la dimora della signoria dei Da Varano, ospita inoltre la Biblioteca Valentiniana; dal cortile in architettura rinascimentale, voluto da Giulio Cesare Da Varano, si accede alle terrazze dell&#8217;Orto Botanico, dal grande balcone esterno si gode di un incantevole vista sui monti Sibillini.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
<span style="color: #ffffff;">.</span><br />
<strong><img title="10_003_camerino_teatro_filippo_marchetti" src="../wp-content/uploads/10_003_camerino_teatro_filippo_marchetti.jpeg" alt="10_003_camerino_teatro_filippo_marchetti" width="160" height="120" />Teatro Filippo Marchetti</strong><br />
Il teatro Filippo Marchetti è un piccolo gioiello che si erge sulla via principale della città, il Corso Vittorio Emanuele II. Si accede dal cortile del Palazzo comunale con un elegante foyer con quattro colonne, da qui si può entrare direttamente nella platea, oppure attraverso due scaloni, salire nei palchi (tre ordini più un loggione a galleria). Dopo essere stato chiuso per anni il teatro è stato restaurato ed ogni anno propone una buona scaletta di eventi nonchè il classico concerto di Natale, commedie dialettali e spettacoli vari. Al di sotto del teatro ci sono dei resti archeologici di epoca romana, molto interessanti e visitabili proprio passando dal teatro.</p>
<p><strong><img title="10_003_camerino_cattedrale" src="../wp-content/uploads/10_003_camerino_cattedrale.jpg" alt="10_003_camerino_cattedrale" width="125" height="160" />Cattedrale della SS.Annunziata </strong><br />
Opera di Andrea Vici e Clemente Folchi, è stata ricostruita nel primo &#8216;800 sul luogo dove sorgeva la cattedrale romanico-gotica distrutta dal terremoto del 1799. Nel grandioso interno e nelle sagrestie si possono ammirare pregevoli esemplari della scultura lignea policroma del &#8216;200 (Crocefisso) e del &#8216;400 (Madonna della Misericordia) oltre ad interessanti tele di pittori di maniera del &#8216;600. Nella cripta sono di notevole interesse due leoni in pietra di Armanno da Pioraco (fine &#8216;200), i busti del Cardinal Angelo Giori e fratello Prospero, dovuti alla bottega del Bernini (&#8216;600) e, soprattutto, l&#8217;arca marmorea (fine &#8216;300) di S. Ansovino (amato vescovo di Camerino in età carolingia), in stile gotico toscano.</p>
<p><img title="10_003_camerino_sanVenanzio" src="../wp-content/uploads/10_003_camerino_sanVenanzio.jpg" alt="10_003_camerino_sanVenanzio" width="106" height="160" /><strong>Basilica di San Venanzio</strong><br />
Si giunge alla Basilica scendendo dalla piazza Cavour dove si trova il palazzo Ducale e la Cattedrale, è composta da una serie di elementi di origine storico-architettonica diversi, dopo il terremoto del 1799 infatti rimasero soltanto il campanile e la facciata del  &#8216;300 . Vi sono in essa richiami medievali, cinquecenteschi, barocchi.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong><a href="http://www.enogastronomia.it/museo-della-nostra-terra/ " target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-704" title="10_003_Pievetorina_Museo_n_terra_la_cantina" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_003_Pievetorina_Museo_n_terra_la_cantina-300x191.jpg" alt="10_003_Pievetorina_Museo_n_terra_la_cantina" width="300" height="191" /></a><a href="http://www.enogastronomia.it/museo-della-nostra-terra/ " target="_blank">Museo della Nostra Terra</a></strong></p>
<p>A pochi chilometri nel comune di <strong>Pieve Torina</strong> (da Muccia dopo 4 km percorrere SS 209 dir.Visso) consigliamo la visita al <strong>Museo della Nostra Terra</strong>, nato nel 1976 è realizzato all&#8217; interno dell&#8217; ex Convento di S. Agostino. Negli ampi locali sono conservati attrezzi domestici e da lavoro, documenti cartacei, fotografici, audiovisivi, tutti originali, gentilmente donati dalla gente del posto. Inoltre è proposta la visita al Mulino ad acqua nel settecentesco edificio dove operava il mugnaio.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<h3><em>Consigliamo:</em></h3>
<p><em><strong>Agriturismo La Cavallina</strong></em> | Camere e Ristorazione | <a href="http://www.lacavallina.it/" target="_blank">www.lacavallina.it</a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong><br />
</strong></span></p>
<p><strong>2_ Castelraimondo</strong></p>
<p><strong><img title="10_003_castelraimondo_cassero" src="../wp-content/uploads/10_003_castelraimondo_cassero.jpg" alt="10_003_castelraimondo_cassero" width="99" height="120" />Centro di Castelraimondo</strong><br />
Il Cassero di Castelraimondo, che tutt&#8217;ora domina sul territorio marchigiano, è ciò che resta di quella che doveva essere stata una bella fortificazione costruita nel Trecento. La torre, merlata ed alta più di 35 metri, era inserita in una costruzione fortificata di cui oggi restano poche vestigia: tratti di mura di cinta ora inglobati nella chiesa parrocchiale. La torre è divenuta invece la Chiesa del campanile di San Biagio.</p>
<p><img title="10_003_castelraimondo_infiorata" src="../wp-content/uploads/10_003_castelraimondo_infiorata.jpg" alt="10_003_castelraimondo_infiorata" width="120" height="160" /></p>
<p>Tra le manifestazioni popolari, la più importante è senz&#8217;altro l&#8217;infiorata del Corpus Domini, che vede mobilitata gran parte della popolazione lungo il corso principale. L&#8217;infiorata artistica nell&#8217;anno 2002 ha festeggiato la sua decima edizione. L&#8217;infiorata negli anni ha proposto sempre interessanti iniziative collaterali, capaci di dare maggior risalto alla manifestazione e intrattenere i visitatori che annualmente accorrono da tutta la penisola. Concerti, esibizioni folkloristiche, mostre culturali, hanno così riscosso l&#8217;apprezzamento generale dei turisti che hanno più volte manifestato la loro gratitudine per questa esplosione di fiori e di profumi primaverili.</p>
<p><strong><img title="10_003_castelraimond_castellolanciano" src="../wp-content/uploads/10_003_castelraimond_castellolanciano.jpg" alt="10_003_castelraimond_castellolanciano" width="200" height="114" />Castello di Lanciano</strong><br />
Il complesso storico monumentale del Castello di Lanciano sorge nel Comune di Castelraimondo in prossimità della riva sinistra del fiume Potenza dove già nel 1240 era in funzione un mulino cui per primo si collegò il toponimo ‘Lanciano’.<br />
Il Castello, circondato da un parco secolare di grande suggestione, ha subito nel corso dei secoli alcune fondamentali ristrutturazioni. È adibito a museo dopo la ristrutturazione post terremoto del 1997.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>3_ Pioraco</strong></p>
<p><strong><img title="10_003_pioraco" src="../wp-content/uploads/10_003_pioraco.png" alt="10_003_pioraco" width="160" height="102" />Centro di Pioraco</strong><br />
Incastonato in mezzo a tre monti che lo sovrastano, Pioraco si apre a ponente sulla vallata del fiume Potenza, in netto contrasto con lo gola che si presenta a levante. Tante le epoche ancora identificabili nelle tracce lasciate nel paese, dal ponte d’origine romana alle chiese trecentesche con decorazioni barocche: da non dimenticare che Pioraco è molto conosciuto per la fabbricazione della carta. Inoltre Pioraco è meta turistica per la tranquillità e per il particolare clima fresco durante la stagione estiva, grazie alla sua particolare caratteristiche geografiche e ai sui numerosi corsi d’acqua.</p>
<p><strong>Museo della Carta e filigrana</strong><br />
Nella sede Municipale con libero accesso si possono ammirare le mostre e i musei permanenti della carta, della filigrana e dei fossili, ed una &#8220;gualchiera prolaquense&#8221;, ovvero la ricostruzione di una piccola cartiera mediovale, con la dimostrazione pratica dell&#8217;antica lavorazione della carta fatta amano, come all&#8217;origine. La produzione della carta risale al 1300 ed ancora oggi è una delle principali attività del paese le cui fasi storiche sono ben documentate nel Museo della carta e della filigrana ospitato nel palazzo comunale. Il museo ospita una raccolta di filigrane di epoche diverse che documentano l&#8217; attività svolta nella cartiera dai suoi maestri incisori. E&#8217; ancora possibile assistere alla produzione della carta con strumenti e tecniche del 1300.Tutte le filigrane esposte sono dono di privati collezionisti; tra esse figurano alcune rarità.</p>
<p><strong>Chiesa della Madonna della Grotta</strong><br />
Piccolo edificio del XVIII secolo costruito in una rientranza della parete rocciosa utilizzata come romitaggio. Conserva una statua lignea quattrocentesca di Madonna con Bambino.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>4_Fiuminata</strong></p>
<p><img title="10_003_fiuminata" src="../wp-content/uploads/10_003_fiuminata.gif" alt="10_003_fiuminata" width="160" height="107" />L&#8217;ambiente naturale è forse la più grande risorsa grazie alla sua varietà, poiché presenta diverse aree di valore naturalistico e di grande interesse paesaggistico, le valli formate dagli affluenti del Potenza e sovrastate dai resti delle antiche rocche medievali, Rocca di Spindoli dei secc. XI e XIII e la Rocca di Santa Lucia dei secc. XI e XIII, i boschi secolari, le numerose sorgenti anche oligominerali, lo stesso fiume Potenza che ha qui le sue sorgenti in località Fonte di Brescia. La natura incontaminata, le testimonianze storico-artistiche, i numerosi sport praticabili nel territorio fanno di Fiuminata una meta appetibile per le più disparate esigenze del turista.<br />
<strong> </strong> <strong><img title="10_003_fiuaminata_Valcora" src="../wp-content/uploads/10_003_fiuaminata_Valcora.jpg" alt="10_003_fiuaminata_Valcora" width="161" height="107" />Santuario della Beata Vergine di Valcora (Fraz. Castello)</strong><br />
Il Santuario della Madonna di Valcora, costituito da una chiesa a navata unica con copertura a tetto e da un annesso romitorio, che si trova in una località molto suggestiva sulle pendici del monte Bordaino. Secondo la tradizione popolare la sua fondazione risale al XIV sec. quando, all&#8217; interno di un&#8217; edicola costruita dagli abitanti del luogo,  apparve miracolosamente un affresco raffigurante la Santa Vergine che espresse ad un pellegrino il suo desiderio di far sorgere un santuario in quella stessa località. Il complesso attuale risale al 1728 ad eccezione dell&#8217;abside, appartenente alla struttura originaria, che è ricoperto da una serie di affreschi raffiguranti S. Antonio Abate, una crocifissione (con l&#8217;Addolorata,San Giovanni Evangelista e Angeli che raccolgono il sangue), un Cristo deposto nella forma di &#8220;Ecce Homo&#8221; e la Madonna di Loreto con Bambino ed Angeli che sorreggono il baldacchino che simboleggia la Santa Casa: quest&#8217;ultima è la più antica rappresentazione della Madonna di Loreto nell&#8217;Umbria e nelle Marche. Gli affreschi sono stati di recente attribuiti a un pittore attivo negli ultimi decenni del &#8216;300, Diotallevi di Angeluccio di Esanatoglia. Attualmente l&#8217;eremo è abitato dalla Comunità &#8220;Fraternità Casa di Nazareth&#8221;.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>5_ Esanatoglia</strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-826" title="10_003_esanatoglia_1" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_003_esanatoglia_11.jpg" alt="10_003_esanatoglia_1" width="150" height="100" />Centro di Esanatoglia</strong><br />
Situato sul declivio di un colle, questo piccolo paese conserva ancora molte case medievali, racchiuse dalle mura castellane lambite dal fiume Esino. Con i suoi campanili, la Torre, gli edifici di origine medievale o rinascimentale, la fornace quattrocentesca, Esanatoglia è un borgo ancora poco conosciuto, merita una visita, la <strong>Chiesa della Pieve</strong>, romanica nella struttura e con portale del XIII secolo. Sovrasta la città l’<strong>Eremo di San Cataldo</strong> fondato secondo la tradizione dal monaco irlandese dell’ VIII secolo San Cataldo di Rachau mentre si recava in Terra Santa.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>6_ Matelica</strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-827" title="10_003_matelica_museopiersanti" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_003_matelica_museopiersanti1.jpg" alt="10_003_matelica_museopiersanti" width="160" height="101" />Museo Piersanti</strong><br />
Il museo ha origine nel 1901 con la donazione degli ultimi eredi, la collezione formata tra il Settecento e l&#8217; ottocento, oltre a suppellettili sacre arredi quadri e antichità. Il principale e più illustre della famiglia che contribuì alla creazione della collezione fu il monsignore Venanzio Filippo (Matelica 1668 Roma 1761) che svolse l incarico di Maestro delle Cerimonie presso la corte pontificia per oltre un quarantennio.<br />
<strong><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-828" title="10_003_matelica_museo_archeologico_finaguerra" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_003_matelica_museo_archeologico_finaguerra.jpg" alt="10_003_matelica_museo_archeologico_finaguerra" width="121" height="160" />Museo Archeologico</strong><br />
Il Museo Archeologico è allestito nel  Palazzo Finaguerra che ha origini trecentesche, fu poi ricostruito nel 1710 mentre risalgono al 1700-1800 le decorazioni pittoriche nel primo e secondo piano, con figure allegoriche e scene tratte dall’ antica storia di Roma; i reperti archeologici custoditi vanno dalla preistoria fino all’ età rinascimentale, particolarmente ricca è la testimonianza della civiltà picena, tutti gli oggetti del museo sono provenienti da Matelica e dal comprensorio. Di eccezionale rarità è l’ orologio solare sferico risalente al I II sec.d.C. realizzato in marmo bianco cristallino, ha un diametro di circa 30 cm con incisioni di linee e cerchi concentrici, con lettere e parole greche, probabilmente il marmo con cui è costruito è proveniente dai pressi di Efeso a quel tempo territorio Greco e oggi Turco.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-829" title="10_003_matelica_piazza_enrico_mattei" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_003_matelica_piazza_enrico_mattei1.jpg" alt="10_003_matelica_piazza_enrico_mattei" width="160" height="109" />Piazza Enrico Mattei</strong><br />
La piazza di epoca romana, ospitava al tempo dei comuni gli edifici pubblici più importanti: il Palazzo del Podestà, quello del Capitano del Popolo, la Torre Civica e la Pieve. Qualche decennio più tardi, si aggiunsero i palazzi degli Ottoni. Di originale bellezza al centro della piazza si erge la fontana, realizzata in pietra bianca nel 1857, su progetto di Lorenzo Ventura da Urbino . Dalla vasca poligonale emergono quattro divinità marine.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-831" title="10_003_matelica_teatro" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_003_matelica_teatro1.jpg" alt="10_003_matelica_teatro" width="160" height="129" />Teatro comunale &#8220;G. Piermarini&#8221; </strong><br />
La progettazione è del celebre Giuseppe Piermarini che fu architetto della Scala di Milano, risale al 1805.Le decorazioni pittoriche al suo interno sono del pittore Spiridione Mattei. Al di sotto del palcoscenico del teatro durante il suo ultimo restauro sono stati rinvenuti, un pavimento a mosaico di tessere bianche e parte di un condotto fognario appertenente ad un impianto termale di epoca romana.<strong><br />
<span style="color: #ffffff;">.</span></strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-832" title="10_003_matelica_beata_mattia" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_003_matelica_beata_mattia1.JPG" alt="10_003_matelica_beata_mattia" width="160" height="112" />Chiesa Beata Mattia</strong><br />
La chiesa sede del monastero delle clarisse, è stata costruita nel 1255 , ma dell&#8217; originale costruzione non è rimasto nulla, il campanile del XV secolo è la parte più antica mentre il resto della struttura ha ricevuto evidenti modifiche nel corso degli anni. All&#8217;intero si possono apprezzare diversi dipinti del XIII secolo. La Beata Mattia Nazzarei (1270-1319) trascorse tutta la sua vita nel monastero. Fu Papa Clemente XIII a firmare il decreto di beatificazione nel 1765. Molti sono i prodigi attribuiti alla Beata, dalla guarigione di un bimbo svegliato dal coma quando lei era ancora in vita, fino alla recente guarigione di un medico, nel 1987. Il suo corpo, inspiegabilmente, si è conservato intatto da sette secoli. La Beata Mattia è oggi meta di numerosi pellegrini, l&#8217; urna sotto l&#8217; altare, attraverso la quale si può vedere è opera dell&#8217;orafo Domenico Piani.</p>
<p><img title="prodottitipici" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/prodottitipici1.jpg" alt="prodottitipici" width="550" height="35" /></p>
<h2>Salumificio Bartocci</h2>
<p>Via C.CAMELI 17 , Matelica (MC)  &#8211; Tel. 0737.83348  | <a href="http://www.salumificiobartocci.it/" target="_blank">Sito web</a></p>
<p><img title="cantine" src="../wp-content/uploads/cantine3.jpg" alt="cantine" width="550" height="35" /></p>
<h2>Cantine Belisario</h2>
<p>Via A.Merloni, 12 &#8211; 62012 &#8211; Matelica (MC)  &#8211; Tel. 0737.787247 | <a href="http://www.belisario.it" target="_blank">Sito web</a></p>
<h2>Vini Gagliardi</h2>
<p>Via A.Merloni,  &#8211; 62012 &#8211; Matelica (MC)  &#8211; Tel. 0737.85611 | <a href="http://www.vinigagliardi.it" target="_blank">Sito web</a></p>
<p><img title="dovemangiare" src="../wp-content/uploads/dovemangiare4.jpg" alt="dovemangiare" width="550" height="35" /></p>
<h2>Agriturismo La Cavallina</h2>
<p>Via Mariani, 13 62037 Polverina di Camerino (MC)<br />
Tel. 0737.46173 Fax 0737.464500 | <a href="http://www.lacavallina.it/" target="_blank">Sito Web</a></p>
<p><img title="dovedormire" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/dovedormire.jpg" alt="dovedormire" width="550" height="35" /></p>
<h2>Agriturismo La Cavallina</h2>
<p>Via Mariani, 13 62037 Polverina di Camerino (MC)<br />
Tel. 0737.46173 Fax 0737.464500 | <a href="http://www.lacavallina.it/" target="_blank">Sito Web</a></p>
<h2>Country House: <strong>Villa Collepere</strong></h2>
<p>Località Collepere &#8211; 62024 -  Matelica (MC) &#8211; Tel. 0737.783592 <a href="http://www.enogastronomia.it/ristorante-mangia-agriturist/"></a>| <a href="http://www.villacollepere.it" target="_blank">Sito Web</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enogastronomia.it/verdicchio-matelica-10-003/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Morro d’ Alba e la rotonda a mare di Senigallia</title>
		<link>http://www.enogastronomia.it/prova-mappa-lacrima-morro-dalba-10-001/</link>
		<comments>http://www.enogastronomia.it/prova-mappa-lacrima-morro-dalba-10-001/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 09:18:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ancona]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[headline]]></category>
		<category><![CDATA[brodetto]]></category>
		<category><![CDATA[lacrima]]></category>
		<category><![CDATA[morro d'alba]]></category>
		<category><![CDATA[senigallia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.trofeips3.com/?p=158</guid>
		<description><![CDATA[Enogastronomia: Morro d’ Alba e la rotonda a mare di Senigallia
Percorriamo le terre della Lacrima di Morro d&#8217;Alba, tra le valli dei fiumi Misa e Esino, con le colline che degradano come una sorta di pettine, dall&#8217;entroterra fin vicino alla costa del mar Adriatico. La cucina di questi territori spazia dal pesce: con il brodetto alla Senigalliese (seppia,scampi,vongole,cozze,coda di rospo) Spigole, Sogliole; fino all&#8217;enogastronomia di terra, con i Vincisgrassi le paste all&#8217;uovo le lumache in porchetta e le beccute (formine di pane dolce a base di farina di mais, pinoli, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Enogastronomia</strong>: <strong>Morro d’ Alba e la rotonda a mare di Senigallia</strong></p>
<p>Percorriamo le terre della <strong>Lacrima</strong> di <strong>Morro d&#8217;Alba</strong>, tra le valli dei fiumi Misa e Esino, con le colline che degradano come una sorta di pettine, dall&#8217;entroterra fin vicino alla costa del mar Adriatico. La cucina di questi territori spazia dal <img class="alignleft size-full wp-image-834" title="10_001_morrodalba_campagna" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_001_morrodalba_campagna3.jpg" alt="10_001_morrodalba_campagna" width="314" height="94" />pesce: con il <strong>brodetto alla Senigalliese</strong> (seppia,scampi,vongole,cozze,coda di rospo) Spigole, Sogliole; fino all&#8217;enogastronomia di terra, con i <strong>Vincisgrassi</strong> le <strong>paste all&#8217;uovo</strong> le <strong>lumache in porchetta</strong> e le <strong>beccute</strong> (formine di pane dolce a base di farina di mais, pinoli, uva sultanina). Tutte le località che si attraversano sono ricche di colline con  vigneti di <strong>Verdicchio di Jesi</strong> e <strong>Lacrima</strong> di <strong>Morro d’ Alba</strong> e <strong>oliveti</strong> del tipo: <strong>Frantoio</strong>, <strong>Leccino</strong>, <strong>Raggia</strong>. Molto diffusa è la produzione di <strong>formaggi</strong>, <strong>salumi</strong> e <strong>miele</strong>.</p>
<p><iframe width="590px" height="400px" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=114448561386889492012.00047f6ba05d444e3c9ec&amp;ll=43.645687,13.125492&amp;spn=0.173906,0.291824&amp;z=11&amp;output=embed"></iframe><br /><small>Visualizza <a href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=114448561386889492012.00047f6ba05d444e3c9ec&amp;ll=43.645687,13.125492&amp;spn=0.173906,0.291824&amp;z=11&amp;source=embed" style="color:#0000FF;text-align:left">MARCHE-001</a> in una mappa di dimensioni maggiori</small><br />
<strong>1_Senigallia &#8211; 2_ Ostra &#8211; 3_ </strong><strong>S. Marcello </strong><strong>- 4_</strong><strong>Morro d’ Alba</strong><strong> </strong></p>
<p>Questo itinerario unisce le colline di Morro d&#8217;Alba alla splendida spiaggia di velluto di Senigallia.</p>
<p>Partiamo dalla costa adriatica per inoltrarci sulle colline che arrivano fino a ridosso del mare,dall’ autostrada A14, uscita <strong>Senigallia</strong>, si consiglia una visita alla <strong>Rocca Roveresca</strong> il <strong>Palazzo del Duca</strong> e nel famoso lungomare della spiaggia denominata di “velluto” la  <strong>Rotonda a Mare</strong>. Proseguiamo per la SP 360 arceviese per 12 Km, prendere per <strong>Ostra</strong> città dalla straordinaria cinta muraria tra le chiese spiccano la <strong>Collegiata di Santa Croce </strong>e il <strong>Santuario del SS. Crocifisso</strong>, infine appena fuori il centro abitato si trova il <strong>Santuario Madonna della Rosa</strong>. Prendere le indicazioni per  Belvedere Ostrense<strong> </strong>lungo il tragitto il panorama arriva a tratti a scorgere la costa, proseguire fino a <strong>S. Marcello</strong> con il <strong>Teatro P. Ferrari</strong> e le chiese di <strong>Santa Maria del Rosario</strong> e la <strong>Chiesa di San Marcello</strong>, appena a 2 Km arriviamo a  <strong>Morro d’ alba</strong> già da lontano si vedono le mura, con <strong>La Scarpa, </strong>nel paese la chiesa di<strong> San Gaudenzio</strong> e infine il <strong>Museo</strong> <strong>della Cultura Mezzadrile &#8220;Utensilia&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Che cosa vedere:</strong></p>
<p><strong>1_Senigallia</strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-835" title="10_001_senigallia_rocca_roveresca" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_001_senigallia_rocca_roveresca1.jpeg" alt="10_001_senigallia_rocca_roveresca" width="160" height="120" />Rocca Roveresca</strong></p>
<p>Simbolo della città roveresca è la Rocca voluta da Giovanni Della Rovere Signore della città dal 1474 al 1501. Fu progettata da Luciano Laurana, autore del Palazzo ducale di Urbino, e più tardi da Baccio Pontelli. Il monumento è articolato in due rocche una inglobata dentro l&#8217;altra: il corpo centrale destinato a residenza signorile è circondato dalla costruzione destinata alla difesa militare.</p>
<p><strong> </strong><strong> </strong><strong><br />
</strong><strong> </strong><strong><img class="alignleft size-full wp-image-836" title="10_001_senigallia_palazzo_duca" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_001_senigallia_palazzo_duca.jpeg" alt="10_001_senigallia_palazzo_duca" width="137" height="160" />Palazzo del Duca</strong><strong> </strong></p>
<p>Il Palazzo fu edificato per volere di Guidobaldo II Della Rovere e più tardi di Francesco Maria II. Progettato da Girolamo Genga alla metà del secolo XVI presenta all&#8217;interno nella Sala del Trono uno straordinario soffitto costituito da una struttura lignea a cassettoni dipinti da Taddeo Zuccari.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">&#8230;.</span></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-837" title="10_001_senigallia_rotonda_a" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_001_senigallia_rotonda_a1.jpeg" alt="10_001_senigallia_rotonda_a" width="283" height="163" />La Rotonda</strong></p>
<p>La Rotonda a mare è il simbolo turistico della città sin dal 1933, anno della sua apertura. Suggestivo ritrovo dei villeggianti d&#8217;elite durante la stagione balneare è stata restituita ai suoi antichi splendori nel luglio 2006. Con la sua originale forma &#8220;a conchiglia&#8221;, è un magico luogo d&#8217;incontro d’impareggiabile qualità scenografica.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>2_ Ostra </strong><br />
<strong><img class="alignleft size-full wp-image-838" title="10_001_ostra_mura" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_001_ostra_mura1.jpg" alt="10_001_ostra_mura" width="160" height="107" />Cinta muraria</strong><br />
Costruzione di difesa che si sviluppa su un percorso di 1.200 m costruita tra il 1350 e il 1366.<br />
Originariamente era sormontata da merli guelfi e racchiudeva all&#8217;interno un fossato profondo per ostacolare l&#8217;accesso degli invasori.<br />
La intervallano nove torrioni, fra cui il torrione di mezzogiorno che conserva ancora gran parte delle caratteristiche antiche.<br />
<strong><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-839" title="10_001_ostra_sant_mad_dellarosa" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_001_ostra_sant_mad_dellarosa1.jpeg" alt="10_001_ostra_sant_mad_dellarosa" width="160" height="120" />Santuario Madonna della Rosa</strong><br />
A breve distanza dalla città, in una ridente valle circondata da colli ubertosi, esisteva in epoca immemorabile, un&#8217;edicola in cui si venerava una immagine della Vergine, dipinta su rozza parete, ai piedi della quale scorreva un ruscello di limpida acqua. Dal vago fiore che la vergine Benedetta tiene nella mano sinistra, i fedeli cominciarono a invocarla col dolce titolo di &#8220;Madonna della Rosa&#8221;. Iddio, che in ogni tempo e luogo vuole l&#8217;esaltazione della Madre sua, stabilì che, col titolo di &#8220;Mistica Rosa&#8221; Ella divenisse oggetto di particolare culto, strumento di grazie e di strepitosi prodigi. Nel 1666, dalla mano devota di una pia fanciulla, fu posto davanti alla Santa Immagine, in un giorno di maggio, un candidissimo giglio, in segno di filiale amore. Il fiore, con grande meraviglia di tutti, rimase per mesi e mesi, fresco e olezzante come se allora fosse stato reciso dalla pianta. Poi avvizzì e si seccò, ma per riprendere, dopo alcuni giorni, la primitiva freschezza e il naturale profumo. Fu come un richiamo! Da allora, folle immense di fedeli accorsero ai piedi della Vergine Santa e i miracoli si ripeterono e si moltiplicarono. Per il grande afflusso dei pellegrini, la modesta e disadorna edicola, due anni dopo fu trasformata in una graziosa chiesetta. Le acque del ruscello, strumento di tanti prodigi, furono quindi raccolte in un pozzetto ai piedi dell&#8217;altare di Maria, ed anche oggi, come allora, i fedeli rimangono sorpresi dal fatto che il volume dell&#8217;acqua si mantiene sempre al livello di cm 80 sia d&#8217;estate come d&#8217;inverno, qualsiasi quantità se ne attinga. La fama dei prodigi operati dalla Madonna della Rosa, giunse fino al Soglio Pontificio, e il Rev.mo Capitolo Vaticano, nel 1726, concesse alla miracolosa Immagine, l&#8217;onore della solenne Incoronazione, e alla Cappella il titolo di Santuario. Ben presto, aumentando sempre più l&#8217;afflusso dei fedeli, anche la chiesetta si dimostrò insufficiente, per cui sorse l&#8217;idea di costruirne una più grande. L&#8217;unanime e ardente desiderio, in breve volgere di tempo divenne una consolante realtà. Nel 1748 si gettarono  le fondamenta e, sei anni dopo, l&#8217;ampio e maestoso tempio era condotto a termine. Esso è costruito a croce greca, in stile corinzio, diviso in tre navate e a somiglianza di quello di Loreto, racchiude in sè la Cappella della Madonna.<br />
Finalmente tra il 1887 e il 1891, su disegno del Conte Francesco Vespasiani, Architetto dell&#8217;Esposizione Vaticana in Roma, potè costruirsi l&#8217;artistico campanile e l&#8217;armonica e monumentale facciata. Vederlo questo Santuario sullo sfondo del viale, sembra un&#8217;apparizione di sogno che desta al nuovo pellegrino una sensazione di celeste fragranza e al devoto di tutti i giorni il dolce senso di ritrovarsi in un angolo il più caro della sua casa.<br />
Tempio eretto nel 1754, custodisce all&#8217;interno l&#8217;edicola miracolosa del XVII sec. dedicata alla Madonna.<br />
Facciata e campanile furono edificati alla fine dei XIX sec.<br />
Conserva numerose tavolette votive e bandiere turche del 1717.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-840" title="10_001_ostra_coll_s_ta_croce" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_001_ostra_coll_s_ta_croce1.jpg" alt="10_001_ostra_coll_s_ta_croce" width="130" height="160" />Collegiata di Santa Croce</strong><br />
La Chiesa collegiata parrocchiale di Santa Croce ha un&#8217;origine antichissima, sicuramente antecedente alla nascita del Comune di Montalboddo (Ostra dal 1881). Infatti, il primo documento riguardante questa chiesa, è lo stesso che sancisce l&#8217;autonomia del Comune: quando nel 1194 l&#8217;arcivescovo di Ravenna determinò i confini del nuovo Comune, prese, come punto di riferimento, proprio la chiesa di Santa Croce. La Chiesa romanica di Santa Croce detta delle &#8220;Quattro Colonne&#8221;, nell&#8217;800, specie dopo che era divenuta &#8220;Collegiata&#8221;, era troppo angusta e in grande decadenza, per cui fu presa la decisione di demolirla e, tra il 1848 e il 1851, su disegno dell&#8217;architetto Giuseppe Ferroni al suo posto ne fu costruita una completamente nuova. La facciata della chiesa, però, era rimasta incompiuta: questa fu terminata nel 1869 e fu abbellita con la posa di due statue in terracotta, raffiguranti San Pietro e San Paolo. Dopo il secondo conflitto mondiale nel 1947, fu ricostruito con un diverso disegno il pinnacolo del campanile, colpito dai cannoneggiamenti e furono rimosse le due statue della facciata, perché pericolanti.<br />
La chiesa è suddivisa in tre navate da una fuga di classicheggianti colonne con scanalature, capitello corinzio e basamento rialzato a causa del successivo abbassamento del pavimento. L&#8217;altare maggiore conserva la reliquia della Santa Croce di Cristo, rinvenuta sul luogo del Calvario dall&#8217;imperatrice Sant&#8217;Elena nel 327.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-841" title="10_001_ostra_sscrocifisso" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_001_ostra_sscrocifisso2.jpg" alt="10_001_ostra_sscrocifisso" width="111" height="160" />Santuario del SS. Crocifisso</strong><br />
La costruzione della chiesa, già sede di parrocchia, risale al 1333, come risulta dall&#8217;iscrizione posta sull&#8217;arco e da quella sul portale. Le due epigrafi ci informano che la chiesa fu costruita da Paolaccio Peris e da Menco Bonati su incarico di messer Albrico, rettore della medesima chiesa. Probabilmente nel sec. XIX, la facciata ha subito una manomissione con l&#8217;apertura di due finestroni gotici nelle zone laterali dei due contrafforti verticali, le cui pareti, in origine, erano solamente interrotte da due occhi-luce stretti verso il centro e oggi pure essi chiusi. L&#8217;altare maggiore è dedicato a San Gregorio Papa. Presso questo altare era stata eretta la Confraternita degli Agonizzanti per la recita delle preghiere dei moribondi in ogni venerdì dell&#8217;anno. Degli altri due altari, eretti nel sec. XVIII, uno è intitolato a San Pietro Martire e l&#8217;altro alla Madonnna sotto il titolo di Santa Maria ad Nives. Agli inizi del &#8216;700 la chiesa fu dotata dell&#8217;artistico Crocifisso in legno, in misura naturale, rappresentante Gesù moribondo opera dello scultore Bartolomeo Silvestri da Verrucchio. Con bolla del 9 settembre 1860 il Vescovo di Senigallia, Domenico Lucciardi, decretò che il titolo di parrocchia urbana di San Gregorio fosse trasferito alla nuova chiesa rurale di San Gregorio Magno, costruita non molto lontano da Pianello di Ostra. La parrocchia urbana fu così soppressa, mentre questa chiesa di San Gregorio Magno vene elevata a &#8220;Santuario del Santissimo Crocifisso&#8221;.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>3_ S. Marcello</strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-842" title="10_001_sanmarcello_teatro" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_001_sanmarcello_teatro1.jpg" alt="10_001_sanmarcello_teatro" width="144" height="215" />Teatro P. Ferrari</strong><br />
Il Teatro Primo Ferrari fu realizzato dall’ingegnere Ernesto Medi di Monte San Vito tra il 1870-1871. Sorge nella struttura edilizia sovrastante un tratto delle mura e presenta all’interno, per le ridotte dimensioni, un impianto a U, presentandosi quindi come una serie di gallerie sovrapposte scandite da piccoli pilastrini in legno.<br />
<span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><strong>Chiesa di Santa Maria del Rosario</strong><br />
Edificata nel 1508 e ricostruita un secolo più tardi. La chiesa conserva la mirabile tela di Andrea da Jesi &#8220;Madonna con Bambino tra San Francesco di Assisi e Sant&#8217;Antonio Eremita&#8221;.</p>
<p><strong>Chiesa di San Marcello</strong><br />
Costruita verso la fine del XVII secolo, conserva sei altari settecenteschi e due notevoli dipinti: San Marcello, di ignoto (inizio del XVIII secolo) che richiama lo stile di Carlo Maratta ed una &#8220;Deposizione&#8221; attribuita ad Andrea Lilli.</p>
<h3><em>Consigliamo:</em></h3>
<ul>
<li><em>Agriturismo <strong>I Ciliegi del Checco &gt;&gt;&gt; </strong><a href="http://www.enogastronomia.it/agriturismo-i-ciliegi-del-checco-san-marcello-an/" target="_blank">Maggiori dettagli</a><strong><br />
</strong></em></li>
<li><strong>Azienda Agricola Marconi Silvano</strong> &#8211; Produce e vende olio extravergine di oliva <em><strong>&gt;&gt;&gt; </strong><a href="http://www.enogastronomia.it/marconi-silvano-olio-extravergine-di-oliva/" target="_blank">Maggiori dettagli</a></em></li>
</ul>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>4_Morro d’Alba</strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-843" title="10_001_morrodalba-castello" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_001_morrodalba-castello1.jpg" alt="10_001_morrodalba-castello" width="160" height="120" />La Scarpa</strong><br />
L’alto muro di cinta pentagonale su cui si innesta l’abitato è punteggiato da cinque torrioni collegati da portici che costituiscono “La Scarpa”, esempio unico di camminamento di ronda coperto fiancheggiato da arcate. Di notevole importanza è anche un labirinto di grotte spesso collegate tra loro da gallerie che costituiscono una specie di seconda città sotterranea. Dall’esterno delle mura sono ancora visibili piccole feritoie dalle quali l’interno di queste grotte riceve luce ed aria. In passato erano utilizzate soprattutto per la conservazione dei cibi, ma di certo servivano in momenti difficili per la popolazione come rifugio sicuro. Prova ne è anche la presenza di pozzi a cui si poteva attingere acqua di vena. Alcuni di questi sotterranei sono oggi visitabili dietro autorizzazione dei proprietari delle case sovrastanti.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-844" title="10_001_morrodalba_san_gaudenzio" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_001_morrodalba_san_gaudenzio1.jpg" alt="10_001_morrodalba_san_gaudenzio" width="120" height="160" />San Gaudenzio</strong><br />
Nel cuore del paese si trova la chiesa del XVIII secolo, dove sono conservate diverse opere: una tela del romano Silvio Galimberti in cui San Michele Arcangelo, protettore del paese, occupa una posizione centrale. Ai lati ci sono le tele di San Rocco, San Filippo Neri, San Maurizio e San Matteo.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-845" title="10_001_morrodalba_museo" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/10_001_morrodalba_museo1.jpg" alt="10_001_morrodalba_museo" width="271" height="180" />Museo della Cultura Mezzadrile &#8220;Utensilia&#8221;</strong><br />
Si tratta di una raccolta originale che rappresenta lo specchio del mondo agricolo marchigiano.<br />
Il museo, nella sua superficie di circa duecento mq, illustra tutti i sistemi di coltivazione e produzione agricola sopravissuti da queste parti fino a poco tempo fa.<br />
Sono inoltre esposte le materie prime e i sistemi costruttivi del mondo mezzadrile, oltre a circa ottocento strumenti usati per i lavori agricoli, artigianali ed i prodotti manifatturieri finiti: legni, pietre, cuoi, pellami, canne , penne, lino, cotone, lana, ferro. La maggior parte degli utensili raccolti sono di legni pregiati: acero campestre, oppio, quercia, olmo, acacia. All&#8217;interno del Museo è conservato anche un carro agricolo, quasi interamente costruito in legno di olmo e datato 1942.</p>
<h3><em>Consigliamo:</em></h3>
<ul>
<li><strong>Azienda Agricola Fratelli Badiali</strong> &#8211; Produce e vende Lacrima di Morro d&#8217;Alba &gt;&gt;&gt;<a href="http://www.enogastronomia.it/fratelli-badiali-lacrima-di-morro-dalba/" target="_blank">Maggiori Dettagli &gt;&gt;&gt;</a></li>
</ul>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<h2>Enogastronomia.it consiglia: <strong> </strong></h2>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" width="560">
<tbody>
<tr>
<td colspan="4"><img src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/prodottitipici1.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td width="127"><img class="alignright size-full wp-image-1787" title="marconi_silvano" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/marconi_silvano.jpg" alt="" width="150" height="60" /></td>
<td colspan="3" width="425"><strong>Azienda Agricola Marconi Silvano &#8211; Olio extravergine di oliva</strong><br />
Via Serra ,112 ,60030 ,San Marcello (AN)<br />
Tel. 0731.60463 | <a href="http://www.enogastronomia.it/marconi-silvano-olio-extravergine-di-oliva/" target="_blank"> Maggiori dettagli &gt;&gt;&gt;</a></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="3"></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="4"><img src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/cantine3.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/fratelli_badiali.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1788" title="fratelli_badiali" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/fratelli_badiali.jpg" alt="" width="150" height="60" /></a></td>
<td colspan="3"><strong>Azienda Agricola Fratelli Badiali</strong><br />
Contrada Maiolino ,4                    60030 Morro d&#8217;Alba (AN)<br />
Tel. 0731.63510 | <a href="http://www.enogastronomia.it/fratelli-badiali-lacrima-di-morro-dalba/" target="_blank">Maggiori Dettagli &gt;&gt;&gt;</a></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="3"></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="4"><img src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/dovedormire.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td><img class="alignright size-full wp-image-1785" title="iciliegidelchecco" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/iciliegidelchecco.jpg" alt="" width="150" height="60" /></td>
<td colspan="3"><strong>Agriturismo I Ciliegi del Checco</strong><br />
Via Serra ,71                    60030 San Marcello (AN)<br />
Tel. 334.2520677| <a href="http://www.iciliegidelchecco.com" target="_blank">Sito Web </a>| <a href="http://www.enogastronomia.it/agriturismo-i-ciliegi-del-checco-san-marcello-an/" target="_blank">Maggiori dettagli &gt;&gt;&gt;</a></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="3"></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="3"></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="4"><img src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/dovemangiare4.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="3"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 3571px; width: 1px; height: 1px;">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" width="560">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/fratelli_badiali.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1788" title="fratelli_badiali" src="http://www.enogastronomia.it/wp-content/uploads/fratelli_badiali.jpg" alt="" width="150" height="60" /></a></td>
<td colspan="3"><strong>Azienda Agricola Fratelli Badiali</strong><br />
Contrada Maiolino ,4                    60030 Morro d&#8217;Alba (AN)<br />
Tel. 0731.63510 | Sito Web | Maggiori Dettagli &gt;&gt;&gt;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enogastronomia.it/prova-mappa-lacrima-morro-dalba-10-001/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Week End sul Monte Amiata</title>
		<link>http://www.enogastronomia.it/week-end-sul-monte-amiata/</link>
		<comments>http://www.enogastronomia.it/week-end-sul-monte-amiata/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 18:16:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Macerata]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.trofeips3.com/?p=89</guid>
		<description><![CDATA[ 
A 1400 mt di altezza, immerso nella faggeta del Monte Amiata e davanti ad un bellissimo prato che si affaccia sulla Montagna troviamo l&#8217;albergo Le Macinaie.

Diciassette deliziose camere per sentirvi accolti in un caldo respiro. In una radura incantata, circondata dai boschi, sulla cima del Monte Amiata; vulcano spento caro agli etruschi, che domina la Val D&#8217;Orcia e le terre di Siena, la Maremma e l&#8217;Umbria verde di Orvieto.
Un rifugio in ogni occasione importante, con la famiglia e i bambini o per stare assieme agli amici, per piccoli meeting ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span> </span></p>
<p align="left"><a href="http://www.trofeips3.com/wp-content/uploads/monte-amiata.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-90" style="margin: 5px;" title="monte-amiata" src="http://www.trofeips3.com/wp-content/uploads/monte-amiata-150x150.png" alt="monte-amiata" width="150" height="150" /></a>A 1400 mt di altezza, immerso nella faggeta del Monte Amiata e davanti ad un bellissimo prato che si affaccia sulla Montagna troviamo l&#8217;albergo Le Macinaie.</p>
<p align="left">
<p align="left">Diciassette deliziose camere per sentirvi accolti in un caldo respiro. In una radura incantata, circondata dai boschi, sulla cima del Monte Amiata; vulcano spento caro agli etruschi, che domina la Val D&#8217;Orcia e le terre di Siena, la Maremma e l&#8217;Umbria verde di Orvieto.</p>
<p align="left">Un rifugio in ogni occasione importante, con la famiglia e i bambini o per stare assieme agli amici, per piccoli meeting aziendali, per la fuga romantica, per ritrovare se stessi. Un piccolo grande albergo immerso nella natura.</p>
<p align="left">Una tradizione decennale trasmessa di padre in figlio, radicata nel passato ma attenta alle evoluzioni del gusto. Mani e cuori sapienti per il vostro palato, perchè nei sapori si riscoprano emozioni. Luogo ideale per i vostri eventi importanti.presto i colori dell’Autunno ammanteranno l’Amiata mischiandosi ai profumi di funghi e castagne. Ti aspettiamo. Le nostre proposte: Ø Week end autunnali in cerca di funghi e castagneØ Festività Natalizie 2009-2010   <a href="http://webmaildomini.aruba.it/cgi-bin/webmail.cgi?cmd=url&amp;xdata=%7E2-e150280259a6e45c3c10d633fc8496b600889cafd7e3b4cfd7c4cfd3cd6f737400&amp;url=http%213A%212F%212Fwww.lemacinaie.com%212Fitaliano%212Famiata_web_cam_home.asp" target="_blank">Guarda l’Amiata dalla nostra web cam</a> Prenota subito non farti rubare il posto Un saluto</p>
<p><a href="http://www.lemacinaie.com/italiano/lemacinaie_albergo_week_end_toscana.asp">http://www.lemacinaie.com/italiano/lemacinaie_albergo_week_end_toscana.asp</a></p>
<h3><span style="text-decoration: underline;">DOVE DORMIRE</span></h3>
<ul>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC) &#8211; Tel.0733.332211</li>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC)- Tel.0733.332211</li>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC)- Tel.0733.332211</li>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC)- Tel.0733.332211</li>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC)- Tel.0733.332211</li>
</ul>
<h3><span style="text-decoration: underline;">DOVE MANGIARE</span></h3>
<ul>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC) &#8211; Tel.0733.332211</li>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC)- Tel.0733.332211</li>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC)- Tel.0733.332211</li>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC)- Tel.0733.332211</li>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC)- Tel.0733.332211</li>
</ul>
<h3>PRODUTTORI</h3>
<ul>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC) &#8211; Tel.0733.332211</li>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC)- Tel.0733.332211</li>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC)- Tel.0733.332211</li>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC)- Tel.0733.332211</li>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC)- Tel.0733.332211</li>
</ul>
<h3><span style="text-decoration: underline;">DA VISITARE<br />
</span></h3>
<ul>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC) &#8211; Tel.0733.332211</li>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC)- Tel.0733.332211</li>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC)- Tel.0733.332211</li>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC)- Tel.0733.332211</li>
<li>CountrHouse <strong>Nontiscordardime</strong><br />
C.da Castelletta, 12 Civitanova Marche (MC)- Tel.0733.332211</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enogastronomia.it/week-end-sul-monte-amiata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bici &amp; Prosecco</title>
		<link>http://www.enogastronomia.it/bici-prosecco/</link>
		<comments>http://www.enogastronomia.it/bici-prosecco/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 08:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[headline]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.trofeips3.com/?p=42</guid>
		<description><![CDATA[bici &#38; prosecco   Andar per mostre del prosecco tra i colli di Valdobbiadene e Conegliano è il fortunato slogan della primavera del prosecco doc ma se andiamo con la bicicletta è ancora tutto più bello!Tra i 15 grandi eventi tutti da vivere e degustare dei colli trevigiani spicca sicuramente &#8220;la Prosecchissima&#8221;, una granfondo in mountain bike che attraversa le dolci e sinuose colline dell&#8217;alta marca trevigiana con un percorso quasi totalmente sterrato per i suoi 43 km di lunghezza e che ogni anno fa confluire sempre più apassionati nel ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bici &amp; prosecco   Andar per mostre del prosecco tra i colli di Valdobbiadene e Conegliano è il fortunato slogan della primavera del prosecco doc ma se andiamo con la bicicletta è ancora tutto più bello!Tra i 15 grandi eventi tutti da vivere e degustare dei colli trevigiani spicca sicuramente &#8220;la Prosecchissima&#8221;, una granfondo in mountain bike che attraversa le dolci e sinuose colline dell&#8217;alta marca trevigiana con un percorso quasi totalmente sterrato per i suoi 43 km di lunghezza e che ogni anno fa confluire sempre più apassionati nel paesino di Miane (TV), sede di partenza dell&#8217;evento.Il week end del 13 Aprile 2008 non è riservato solo ai più allenati ma l&#8217;offerta abbraccia tutta la famiglia in quanto anche una simpatica slow-bike col suo andar turistico per cantine e una mini kermesse riservata ai più piccini completano il pacchetto &#8220;eno-sportivo&#8221;.Alla Prosecchissima inoltre è legato anche un elegante pacco gara con una bottiglia di buon prosecco, un simpatico bicchiere serigrafato e un abbondante buono pasto da consumarsi nei confortevoli stand della Pro-Loco di Miane, sede anche della mostra del prosecco doc.</p>
<p>Speciali pacchetti week-end e manifestazioni collaterali varie legate al &#8220;Nettare degli Dei&#8221; sono state studiate per tutta la famiglia per passare una dolce e rilassata pausa immersi in una natura che in questi luoghi sa essere ancora affascinante.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enogastronomia.it/bici-prosecco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Elba&#8230; da mangiare!</title>
		<link>http://www.enogastronomia.it/elba-da-mangiare/</link>
		<comments>http://www.enogastronomia.it/elba-da-mangiare/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 15:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.trofeips3.com/?p=17</guid>
		<description><![CDATA[All’Elba, perla indiscussa tra le isole toscane e scrigno di tesori naturali inestimabili, ogni occasione è buona per gustare le prelibatezze locali e scoprire di quest’isola il gusto fatto di sapori antichi e particolari, all’insegna della tradizione più pura.
Dopo l’esuberanza estiva tra festival musicali, golette incantate e il mare blu, l’autunno si apre all’insegna degli appuntamenti enogastronomici, da non perdere. La stagione dei sapori inizia il primo weekend di ottobre (2-4 ottobre 2009) con la “Festa dell’uva” a Capoliveri, tra le più note e antiche manifestazioni dell’isola. Ai prodotti si mescola la ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-18" title="piatti-elba" src="http://www.trofeips3.com/wp-content/uploads/piatti-elba.jpg" alt="piatti-elba" width="227" height="151" />All’Elba, perla indiscussa tra le isole toscane e scrigno di tesori naturali inestimabili, ogni occasione è buona per gustare le prelibatezze locali e scoprire di quest’isola il gusto fatto di sapori antichi e particolari, all’insegna della tradizione più pura.</p>
<p>Dopo l’esuberanza estiva tra festival musicali, golette incantate e il mare blu, l’autunno si apre all’insegna degli appuntamenti enogastronomici, da non perdere. La stagione dei sapori inizia il primo weekend di ottobre (2-4 ottobre 2009) con la “Festa dell’uva” a Capoliveri, tra le più note e antiche manifestazioni dell’isola. Ai prodotti si mescola la tradizione, così si può assistere alla disfida dei quattro rioni (Baluardo, Fortezza, Fosso, Torre) tra chi realizza - per strade, piazzette e negozi del paese &#8211; la più bella ambientazione dedicata a Bacco che, non a caso, dà il nome all’ambito premio per la migliore ricetta assegnata da Slow Food. Tra la vivacità di una festa coinvolgente e le sfumature nostalgiche di un periodo che non si vuole lasciare svanire, la Festa dell’Uva trova sempre nuovi spunti e ulteriori idee in grado di suscitare forti e gradevoli emozioni: dai giochi della prima giornata alle conferenze enologiche, con il filo rosso delle degustazioni tipiche a legare il tutto. “Il Quinto Quarto”, domenica 18 ottobre a Marciana Marina, è la manifestazione dedicata a quei tagli di carne poveri dell’antica tradizione culinaria che sono solitamente scartati a favore dei pezzi più pregiati. Ognuno dei quattordici ristoranti coinvolti preparerà un piatto, unendo sapientemente animelle, trippe, lingue e rognoncini e fegatini, cotenne e zampetti e altre frattaglie ai prodotti della terra elbana. Un’occasione per riscoprire sapori abbandonati e poco conosciuti e contribuire all’abbassamento dei costi della carne.<br />
Il mese gastronomico prosegue il 25 ottobre con la trentesima Sagra della Castagna a Poggio, durante la quale vengono preparati circa 140 piatti a base di Castagne e varie specialità seguendo le antiche ricette di questa zona dell’isola. La conclusione del trionfo gastronomico dell’arcipelago toscano è affidata alla Festa del Totano, in programma a Capraia dal 30 ottobre al 1° novembre, dove si potrà gustare questo prelibato prodotto di mare in tutte le salse. L’Arcipelago Toscano propone alberghi e agriturismi per tutte le tasche a partire da 25 euro a persona al giorno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enogastronomia.it/elba-da-mangiare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
