Articoli nella categoria L'angolo dell'esperto
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Dal 2 ottobre 2003 è ufficiale il disciplinare di produzione del Valcamonica IGT. Un importante riconoscimento per il territorio.
Con il Decreto del 2 ottobre 2003, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha riconosciuto l’Identificazione Geografica Tipica dei vini di Valcamonica, con il relativo disciplinare di produzione. L’ indicazione geografica tipica, meglio nota con l’acronimo IGT, è la terza delle quattro classificazione dei vini riconosciute dal Governo Italiano, ed indica vini da tavola di qualità prodotti in aree generalmente ampie. La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti …
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Ampiamente reputata la migliore rivista sul vino al mondo, la londinese The World of Fine Wine, edita da Quarto, è appena uscita col numero 28.
“La prima rivista culturale del mondo del vino“, come è stata definita da Hugh Johnson, mostro sacro del giornalismo enoico, è una uscita trimestrale dai contenuti siderali.
L’ultimo numero spazia come sempre dalle degustazioni classiche (Bordeaux 2009, bianchi secchi austriaci, eccetera), ad approfondimenti viticoli (il Cabernet Franc a Bordeaux), analisi di zone (i mutamenti in atto nel vigneto australiano), fino a questioni teoriche (la percezione del colore …
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(2° parte)
Veniamo dunque ai produttori sud africani e ai vini più interessanti tra quelli che si trovano in terra italica.
Partiamo con Linton Park di Wellington (importato da Afriwines), con i suoi ottimi Cabernet Sauvignon e Chardonnay, per passare poi a un fuoriclasse come Idiom di Stellenbosh (sempre scuderia Afriwines). Grandi emozioni con il suo blend di ispirazione bordolese Merlot & Cabernet Sauvignon…ma non sperate di cavarvela con pochi euro!
Il viaggio prosegue con due aziende di fama mondiale come Fleur du Cap e Meerlust, importate da Vino & Design.
Se la prima …
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(1° parte)
Si diceva dei vitigni, e qui il primo dato da considerare è che con il passare dei secoli l’interesse si è spostato dai francesi tradizionali, quali il Cabernet Sauvignon e il Merlot, il Sauvignon e lo Chardonnay, al Pinotage.
Incrocio di Cinsault X Pinot Nero, il Pinotage rappresenta per il Sud Africa quello che lo Zinfandel rappresenta per la California, e lo Shiraz per l’Australia, ma senza avere la potenzialità di nessuno di questi ultimi due.
Rosso contemporaneamente morbido al tatto, fruttato/marmellatoso e rustico, il pinotage dona vini sostanziosi ma alquanto …
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I mondiali di calcio ai nastri di partenza sono una occasione per soddisfare le proprie curiosità su una nazione con un ottimo presente enoico. E un grande passato
Parli del Sudafrica e spuntano i parchi. O magari il passato razzista, ma il vino, beh, quello no.
E invece è un errore. Visto che l’estremità meridionale del continente africano è un produttore tra i migliori al mondo, per di più con una storia gloriosa.
Ma scendiamo nel dettaglio.
Attorno alla metà del ‘600 i vini dolci di Constantia, piccolo comune agricolo a due passi da …
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(PRIMA PARTE)
La Sambuca Molinari
Tra i prodotti più noti del nostro Paese bisogna ricordare la Sambuca della azienda Molinari, ottenuta dalla distillazione dell’anice coi fiori di sambuco bianco, dal sapore rinfrescante ma molto dolce. Oggi Molinari non è solo la società leader nel mercato dei distillati di anice, ma si colloca in assoluto tra le prime marche presenti nell’intero settore dei superalcoliciin tutta Italia.
La storia di questo notissimo prodotto comincia nel 1945 a Civitavecchia, dove nasce il marchio “Sambuca Extra Molinari” grazie all’opera di Angelo Molinari.
Uno sguardo oltre i nostri confini …
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Anicione, Anecione, Sassolino, Sambuca, Mistrà, Costumé: questi sono solo alcuni dei nomi che i distillati di anice, da secoli oggetto di largo consumo nel nostro Paese, hanno nelle zone più svariate.
In verità, il sostantivo italiano anice designa due differenti elementi botanici: l’anice, al femminile, e l’anice stellato, sostantivo maschile.
I frutti del primo, ovvero dell’anice, vengono utilizzati in Italia in cucina e in pasticceria, nella preparazione del liquore noto come anisetta, ma anche in farmacia, come calmante, espettorante, nonché come coadiuvante digestivo.
L’anice stellato invece, un tempo noto con il nome di …
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Un vino con una forte nota data dal legno? Resterà sempre legnoso. Esperienza insegna
Ricordate quella pubblicità della crema per brufoli?
Tranquilli, l’analogia c’è solo nel titolo, visto che oggi non vi parlo nè di rimedi per eccessi orminali nè di teorie strampalate sulla nascita dell’universo.
Mi limito invece a fornire il mio contributo per smontare uno dei mille luoghi comuni che infestano la cultura enogastronomica italica.
Quello secondo cui un vino giovane ricco di sensazioni legnose (vaniglia, cocco, cioccolato, tostatura, mandorla tostata, eccetera) fornite da un contatto prolungato con …
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Alla scoperta di una tradizione letteralmente travolta dagli interessi commerciali delle grandi industrie birraie
E cosa pensavate? Che la Campania, terra natìa della pizza e di grandi vini (al tempo dell’Impero Romano i vini del Falernum, che è l’attuale casertano, erano considerati i migliori in assoluto) non si fosse costruita negli anni l’abbinamento perfetto?
Chiaro che si. Chiaro pure che la tradizione non abbia nulla a che fare con la birra. Bevanda splendida per carità, ma radicalmente estranea al costume enogastronomico partenopeo.
Volete sapere quali sono allora i compagni tradizionali del piatto più …
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L’ansia da analogia? E’ la trasposizione in ambito gourmet dell’ansia da prestazione. Ma per apprezzare un vino non è necessaria (e nemmeno sufficiente)
“Banana, ananas, con sottofondo di giglio, pane fresco dell’alto cosentino, fragoline di bosco, vernice per muri e tabacco da pipa Latakia“. Non ditemi che non lo avete mai sentito.
Aspetto, quello della ricerca dell’analogia, irto di difficoltà e pieno di fascino, ma che gli appassionati tendono a sopravvalutare. Più importante, molto più importante riconoscere i difetti (questo sì essenziale) e valutare la rispondenza al vitigno e al territorio del …


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