Due giorni a Identità golose 2010

logoHo vissuto due giorni di gran fermento, dovuto alla presenza di “striscia la notizia” che è riuscita a mettere in difficoltà il fior fiore degli chef internazionali e nazionali, incutendo timore e paura riguardo l’utilizzo di additivi in cucina. Chef del calibro di Alain Ducasse, si sono piegati e defilati nell’affrontare l’argomento, cercando di evitarlo, piuttosto di spiegare le loro ragioni e le loro opinioni in merito. Tutto questo è veramente assurdo soprattutto perché “striscia la notizia” ha come referente Rocco Iannone, un cuoco anche se poco conosciuto.

La cucina italiana e soprattutto quella spagnola in questo momento sono in difficoltà, per una crisi d’ identità, i cuochi si domandano a chi dobbiamo seguire, la cucina innovativa e di ricerca o quella tradizionale?

Non ho trovato nessun tipo di innovazione, sia nelle ricette presentate dall’avanguardia gastronomica italiana rappresentata da Massimo Mottura, che dagli stranieri intervenuti.

Forse gli unici che hanno dato soddisfazione sono le vecchie glorie con ricette del territorio, aggiornate ai nostri tempi, uno di questi è Igles Corelli, che ha presentato un bel piatto, dentro e fuori l’anguilla.

Gli chef più giovani non hanno brillato, nessun piatto interessante e concettualmente innovativo, questo è sintomo di crisi della gastronomia d’avanguardia.

Spero che questo momento passi i nfretta e gli chef italiani facciano gruppo per crescere e affrontare con coraggio e innovazione il futuro.

chef

Paolo Mazzieri

Mangia Agriturist

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2 Responses to Due giorni a Identità golose 2010

  1. Andrea scrive:

    Caro Paolo, non capisco cosa intendi per “piatto concettualmente innovativo”. Credo che arrivati a questo punto sia difficile se non impossibile creare qualcosa di innovativo. Io sono un cuoco giovane, ma non mi pongo il problema di chi seguire, non parto dal tipo di cucina che voglio fare, ma dalla materia prima. In alcuni casi per valorizzarla preferisco applicare una tecnica moderna, mentre altre volte la tradizione è la miglior cosa. Non credo che ci sia un tipo di cucina da seguire, che sia in assoluto la migliore in ogni caso.

    Andrea Tantucci

  2. paolo mazzieri scrive:

    CARO ANDREA , IL MIO RIFERIMENTO AI PIATTI PRESENTATI AD IDENTITA’ GOLOSE SI RIFERISCONO PURTROPPO A CHEF CHE SALGONO SUL PALCO E DEBBONO PORTARE ALLA LUCE DELLA POPOLAZIONE DEI CUOCHI TERRENI INNOVAZIONE , QUINDI TECNICHE INNOVATIVE O PRODOTTI INEDITI O COMUNQUE INNOVAZIONE CON QUESTO VOGLIO DIRE CHE A MILANO IO PERSONALMENTE NON HO TROVATO NESUNA RICETTA O TECNICA O RIVISITAZIONE IMPORTANTE , FORSE QUESTO E’ IL MIO PUNTO DI VISTA NON DICO CHE SIA GIUSTO PERO QUANDO ATTACHIAMO CHEF COME FERRAN, ARZAC, DACOSTA ED ALTRI DOVREMMO PENSARE ATUUTI GLI CHEF ITALIANI CHE SI VANTANO DIAVER INNOVATO .
    PER QUANTO RIGURDA IL TUO RAGONAMENTO SUI PRODOTTI DEL TERRITORIO DA VALORIZZARE CON TECNICHE INNOVATIVE DI COTTURA O ALTRO MI TROVI DIRETTAMENTE DACCORDO PERO’ IO MI RIFERISCO ALLA CUCINA COSIDDETTA D’ AVANGUARDI , A MILANO D’ AVANGURDIA TI POSSO ASSICURARE CHE NON VI E’ STATA

    CIAO E TI RINGRAZIO PER LA TUA PRECISAZIONE

    PAOLO MAZZIERI

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