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Angolo dell'esperto

Il decalogo del buon intenditore di vino

 

Il decalogo del buon intenditore di vino

Oggi vogliamo proporvi 10 semplici regole per degustare al meglio un buon vino. Rispettandole potrete aumentare la sensazione piacevole che si prova sorseggiando un bicchiere di vino, meglio se in compagnia.

 

IL GIUSTO ABBINAMENTO DEL VINO:

E’ sicuramente possibile bere un bicchiere di vino da solo, ma accompagnarlo con una piatto gastronomico è sicuramente meglio, basta che si rispettino i principi di equilibrio e tradizione.
Si possono quindi accostare piatti tipici con un vino altrettanto tipico della stessa regione, oppure creare un abbinamento che preveda o una concordanza o una discordanza di sapori. Ad esempio di solito si abbina il dolce con un vino dolce, oppure si cerca di fare in modo che il vino compensi gli squilibri gustativi del piatto in modo che siano complementari. Per esempio di solito si abbina un vino fresco-acido ad un piatto grasso, in modo che lasci una piacevole sensazione di pulizia in bocca.

LA TEMPERATURA IDEALE:

Ogni vino deve essere portato in tavola alla giusta temperatura. Per i vini bianchi è più bassa, intorno i  10° e i 12° mentre è più alta per i vini rossi, intorno ai 16-18°. E’ molto importante perché ciò permette ad ogni bottiglia di esprimere al meglio le proprie proprietà organolettiche che sarebbero alterate nel caso la temperatura non fosse quella adeguata.
Quasi sempre la giusta temperatura viene indicata nell’etichetta. Per abbassare o alzare rapidamente la temperatura di una bottiglia si può immergere la bottiglia in un cestello con del ghiaccio (o acqua fredda), o con dell’acqua tiepida, fino al raggiungimento della temperatura indicata.

LA DECANTAZIONE, SERVE O NO?:

Una bottiglia importante deve essere aperta con il dovuto anticipo. Soprattutto se si tratta di un vino rosso, mentre se un vino è giovane tale procedura è del tutto superflua.
Più un vino è “vecchio”, maggiore sarà il tempo necessario per la sua “ossigenazione“, anche alcune ore. Durante questa fase, il vino, dopo un lungo periodo in cui è rimasto tappato nella sua bottiglia, a contatto con l’ossigeno recupera pienamente tutte le sue qualità organolettiche.

Il mezzo migliore attraverso cui è possibile compiere tale operazione è il decanter, un contenitore di vetro dal collo stretto e dall’ampia pancia, all’interno del quale il vino entra in contatto con l’ossigeno tramite la maggior superficie possibile, diminuendo i tempi di decantazione.

OGNI VINO HA IL SUO BICCHIERE:

Ogni vino necessita del suo bicchiere, che ha grande importanza nell’esperienza gustativa, aumentandone o diminuendone l’intensità. Bisogna sapere scegliere con cura la forma del bicchiere, per esempio quando si serve uno spumante secco si usa un calice stretto e affusolato tipo flute, che permette che i profumi salgano al naso in modo molto graduale, inoltre consente di osservare l’effervescenza del vino e di valutarne il perlage, cioè la consistenza, la grana e la persistenza delle bollicine.
Un vino rosso, al contrario, necessita invece di un bicchiere dall’ampia pancia, in modo tale che il vino possa adagiarsi sul fondo e ossigenarsi bene Questo consentirà di percepire fino in fondo la ricchezza dei profumi sprigionati dal vino.

LA VISTA:

L’aspetto visivo durante la degustazione ha una sua rilevanza ed è il primo approccio con il vino che può darci informazioni importanti. Prima di tutto ci permette di stabilire il colore del vino. Non solo se rosso o bianco, ma, ad esempio, nel caso di un vino rosso, può tendere al violaceo nei vini più giovani o al granato nei vini più affinati.
Nel caso dei vini bianchi se giallo paglierino ci presenta un vino molto giovane, fresco e poco strutturato, mentre un giallo dorato può indicare una maggiore struttura, un passaggio in barrique o una maggiore gradazione alcolica.
Anche l’impatto del vino nel bicchiere è importante. Facendo roteare il vino nel calice per poi lasciarlo posare, si può osservare la discesa dei residui di vino lungo il bicchiere. La quantità di vino dicendente descriverà degli archetti, che a seconda della maggiore o minore intensità e frequenza denuncerà la maggiore o minore struttura e un maggiore o minore corpo del vino.

L’OLFATTO:

E’ il passo successivo per capire se dal punto di vista sensoriale siamo di fronte ad un buon vino. Per consentire un effluvio più consistente basta far roteare leggermente il bicchiere ed accostarlo al naso. Dal suo profumo siamo in grado di farci un’idea abbastanza precisa sulla sua qualità.

Se dal bicchiere fermo sale un’odore sgradevole, vuol dire che è affetto dalla presenza di muffe che ne hanno alterato l’odore e il sapore, è il caso in cui assume il “sapore di tappo”. Circa il 5-10% delle bottiglie ne sono affette e il guasto è dovuto alla presenza di muffe nel sughero.
In generale si può affermare che più un vino presenta un profumo intenso, un odore ampio che di colpo invade le narici, più è un vino di struttura complessa.

LA DEGUSTAZIONE:

E’ il momento culminante, quando finalmente siamo pronti per assaporare il vino. E’ opportuno non versare una enorme quantità di vino nel bicchiere, una moderata quantità sarà sufficiente.
Una delle prime caratteristiche che potremo notare, sarà la gradazione alcolica del vino, più è elevata e maggiore sarà la sensazione pseudocalorica. Generalmente è maggiore nei vini rossi e minore nei vini bianchi, ma le due tipologie presentano notevoli differenze al loro interno.
Un’altra caratteristica immediatamente riconoscibile è la presenza dei “tannini“, una componente importantissima, presente in abbondanza soprattutto nei grandi vini rossi. La loro maggiore concentrazione, e la loro eventuale delicatezza o ruvidezza è rivelata dalla sensazione di astringenza che accompagna la presenza del vino in bocca, avvertibile soprattutto dalle mucose e dalla mancanza di salivazione.

LA GIUSTA CONSERVAZIONE DEI VINI:

Quando si possiede del vino, bisogna saper creare le giuste condizioni in modo che non perda le sue proprietà organolettiche.
Non si deve mai conservare la bottiglia in un ambiente umido che consenta la formazione delle muffe. Il locale deve perciò essere areato e mantenere un tasso di umidità piuttosto basso.
Le bottiglie vanno conservate in posizione orizzontale, in modo che il vino tocchi interamente il tappo, sempre per preservarlo da eventuali aggressioni da parte delle muffe.
Deve essere inoltre un locale buio, poiché l’esposizione alla luce potrebbe alterarne le proprietà.
Cosa molto importante è inoltre la durata della conservazione. Ogni vino va idealmente bevuto maturo, ovvero quando non è né troppo giovane, né troppo vecchio e non tutti i vini hanno le caratteristiche per invecchiare molti anni.

LA COMPAGNIA:

La cosa migliore è stappare un’ottima bottiglia di vino durante una bella serata fra amici.
Non va mai sottovalutato l’aspetto psicologico. Una serata piacevole, passata in allegria è il miglior contesto che si possa desiderare per degustare una buona bottiglia di vino.

LA MODERAZIONE:

Conservare il piacevole ricordo di una bella serata e di un buon vino è fondamentale per le serate future e per le future degustazioni. Incappare in episodi spiacevoli dovuti ad eccessi legati ad un consumo smodato di vino, non è una assolutamente buona base di partenza per diventare consumatori esperti e consapevoli.

Durante una cena inoltre è bene tenere a mente altre semplici indicazioni.
Se si degustano varie tipologie di vino di varie gradazioni, oltre a tenere presenti le norme che conducono ad un corretto abbinamento con il cibo, è buona norma seguire un criterio ascensionale nella successione delle bottiglie di varia gradazione alcolica. I vini a bassa concentrazione di alcol vanno bevuti prima di quelli a più alta concentrazione.
Così come i vini bianchi vanno consumati prima dei vini rossi, poiché questi ultimi possiedono caratteristiche che tenderebbero a coprire completamente quelle dei vini bianchi, se l’ordine fosse invertito.

Non bisogna necessariamente essere dei grandi esperti per godere di un buon bicchiere di vino, però certamente, avere qualche nozione in più permette di ampliare la percezione dell’esperienza.

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