Montecucco, il ricordo di un’estate
Delle quattro stagioni dell’anno, l’estate è proprio la più divertente, è la stagione per eccellenza dei viaggi e del diletto.
A volte, può capitare di scoprire luoghi “incantati”, dove il tempo sembra essersi fermato, dove arte, natura e storia hanno dato vita ad opere “ immortali”,
ancora oggi avvolte da fascino, mistero e seduzione.
Sembra quasi di trovarsi in un mondo magico, di vivere come in una favola, anche se, come insegna Calvino, “le fiabe sono vere”, sono proprio come il vino, sono nate in epoche assai remote , ma è la cultura contadina che ha saputo mantenerle vive nel tempo, tramandandole da padre in figlio fino ai nostri giorni.
E… se non si crede agli incantesimi…. si può provare attraversando la Toscana, percorrere le dorate colline della Maremma, sempre baciate dal sole e fermarsi a degustare in assoluta tranquillità un calice di ottimo vino Montecucco!!!
Un vino che non va semplicemente bevuto, ma lo si annusa, si gusta, si sorseggia e se ne parla all’infinito per le sue interessanti caratteristiche!!!
Un vino antico, di origini medioevali, in cui prevale il Sangiovese, sovrano vitigno autoctono, dal carattere forte, segnato dal sole, ma nello stesso tempo espressione di grande eleganza.
Il Montecucco viene prodotto in una piccola area della provincia di Grosseto, situata sotto le pendici del Monte Amiata, tra i fiumi Ombrone ed Orcia, comprendente i comuni di Cinigiano (dove si trova la località Monte Cucco che da il nome alla Doc), Civitella, Paganico, Campagnatico, Castel del Piano, Roccalbegna, Arcidosso e Seggiano.
Una zona particolarmente vocata alla viticoltura, morbidi declivi assolati immemori del tempo per lo più coperti da filari di vigne perfettamente adattate a terreni di composti lavici, che conferiscono al vino quegli aromi tipici dell’antica viticoltura locale, oltre ad una grande mineralità e sapidità.
La Doc nata nel 1998, geograficamente stretta tra i grandi colossi “Brunello di Montalcino” e “Morellino di Scansano”, negli ultimi anni si è fortemente impegnata a ricevere un turismo enogastronomico sempre più raffinato ed esigente; il suo disciplinare prevede infatti la produzione di diverse tipologie sia di vini rossi che bianchi: Montecucco Rosso, Montecucco Sangiovese (per i quali è prevista anche la tipologia Riserva), Montecucco Bianco e Montecucco Vermentino.
La mia esperienza in merito, fa riferimento alla visita all’azienda vinicola “Parmoleto” della famiglia Sodi, sita nella località Montenero D’Orcia, in prossimità del comune di Castel del Piano.
Infinite possono essere le parole per descrivere la tenuta, il territorio, l’ospitalità e soprattutto il vino di questa piccola realtà ancora oggi fortemente legata ai profumi e ai sapori della loro terra come dal lontano 1908.
Un felice angolo di Toscana dove trascorrere una vacanza speciale, immersi nel silenzio del cielo, e , se si desidera , con la possibilità di seguire tutte le tappe della filiera agro-alimentare di alto livello, toccandone con mano gli aspetti più autentici.
La tenuta si sviluppa su un’area di 70 ettari, suddivisa tra campi coltivati e vigne situate a circa 200 metri di altitudine in ottima esposizione geografica.
Il cuore dell’azienda è la casa padronale ubicata in collina, attorniata da poderi e da un’area ricettiva composta da 4 appartamenti e 4 camere dotate di ogni comfort.
A far gli onori di casa è la signora Luciana responsabile dell’agriturismo e anche chef del piccolo ristorante annesso; la sua è la tipica cucina tradizionale toscana fortemente legata alla territorialità.
In abbinamento ai suoi gustosi piatti, il figlio Leonardo, figura cardine dell’azienda vinicola, con passione e maestria mi ha accompagnato in un’ affascinante percorso degustativo dei vini, autentica espressione del sole, della terra e soprattutto del lavoro dell’uomo.
Abbiamo iniziato assaggiando il Montecucco Rosso, vino ottenuto da uve Sangiovese (70%) e in concorso con una piccola percentuale di uve Montepulciano d’Abruzzo (25%) e Cabernet Sauvignon (5%), affinato in barriques di rovere per 10 mesi.
Il suo colore è rosso rubino intenso, di buona consistenza ed intensità olfattiva, con eleganti riconoscimenti fruttati e floreali; in bocca si percepisce una piacevole sensazione pseudo-calorica, è fresco e giustamente tannico, a mio avviso un vino di facile bevibilità.
A seguire il Montecucco Sangiovese, ottenuto da uve Sangiovese (85%) e a saldo da uve Montepulciano d’Abruzzo (10%) e Syrah (5%), affinato 12 mesi in barriques; a differenza del Rosso precedentemente assaggiato, al naso si apprezza l’impatto intenso e la sua buona complessità.
Il suo profumo è fruttato, di frutti maturi di ciliegia e floreale di viola; il sapore poi, oltre ad essere armonico e asciutto, risulta essere leggermente più tannico.
Ma la massima espressione enologica, la si apprezza nel Montecucco Sangiovese Riserva, ottenuto da selezionatissime uve Sangiovese, affinato 24 mesi barriques e 6 in bottiglia.
Decisamente un grande vino, vivo, dal colore rosso rubino intenso tendente al granato,di ottima lucentezza, di buona consistenza, dal bouquet ampio ed avvolgente, con profumi di confettura di prugna e floreali di viola, leggermente speziato e balsamico, molto fine e soprattutto tipico ( sembra quasi di avvertire il profumo di questa terra disciolto nel candore del vino!!) ; in bocca è tannico, caldo ed elegante con leggere sensazioni di legno e di affumicatura; buona la Pai, notevole la corrispondenza gusto olfattiva.
Interessante ho trovato anche il “ Sormonno”, vino rosso I.G.T. prodotto solo in annate particolarmente favorevoli esclusivamente con uve provenienti da vecchi e pregiati vigneti di Sangiovese e Cabernet Sauvignon , un vero Supertuscan di assoluto rispetto!!!!
E’ risaputo che in campagna la tradizione vuole che non si getti via nulla, e qui più che mai, soprattutto per quel che concerne la vite, le vinacce di Sangiovese vengono infatti riutilizzate per la produzione di due eccellenti tipologie di Grappa, Bianca e Riserva, quest’ultima ottenuta solo dalla distillazione di vinacce Riserva, invecchiata poi 12 mesi in barriques.
Infine, posso concludere che qui da “Parmoleto”, vino e turismo rappresentano senza dubbio un connubio perfetto, un piacere indescrivibile nell’avvicinarsi al gusto, in una terra, dove nonostante siano trascorsi gli anni, la natura è rimasta ancora molto generosa.
Per me, sarà sicuramente un’appuntamento da ripetere!!!!
Stefania Fagiani
Sommelier “FS Enoteca” Fermo



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