Piccolo viaggio attorno ai vini del Sud Africa – 2° parte
(1° parte)
Si diceva dei vitigni, e qui il primo dato da considerare è che con il passare dei secoli l’interesse si è spostato dai francesi tradizionali, quali il Cabernet Sauvignon e il Merlot, il Sauvignon e lo Chardonnay, al Pinotage.
Incrocio di Cinsault X Pinot Nero, il Pinotage rappresenta per il Sud Africa quello che lo Zinfandel rappresenta per la California, e lo Shiraz per l’Australia, ma senza avere la potenzialità di nessuno di questi ultimi due.
Rosso contemporaneamente morbido al tatto, fruttato/marmellatoso e rustico, il pinotage dona vini sostanziosi ma alquanto beverini, che raramente migliorano in bottiglia.
Lo scettro di vitigno più rappresentativo in versione bianchista spetta invece al Semillon.
Originario di Bordeaux, dove concorre con il Sauvignon alla produzione del Sauternes (cui dona principalmente le note muffate), il Semillon ha dimostrato grandi potenzialità attorno a Città del Capo, dove riesce a donare vini potenti e raffinati, avvolgenti – tratto caratteristico della varietà – e complessi.
E i produttori? Su quali puntare? Quali sono quelli che si trovano qui da noi e che vale la pena assaggiare?
Lo scopriremo la prossima puntata!
(CONTINUA)
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