Rosati d’Italia, ecco qualche dritta
Seconda e ultima parte del nostro viaggio nel mondo del vino in rosa
Qualche giorno fa vi fornivo alcune indicazioni per “approcciare” i rosati per il verso giusto, ripromettendomi alcune indicazioni su alcune delle bottiglie più rappresentative dello Stivale.
Quali sono dunque i vini rosati da provare?
Partendo dal profondo nord saliamo in Alto Adige con un grande Lagrein Ketzer, come quello di Muri Gries o quello Vendemmia Tardiva di Josephus Mayr. Viaggiando verso sud trovate in Lombardia una autentica chicca, il Molmenti dell’azienda Costaripa : chiudete gli occhi ed avrete l’impressione di bere un grande rosso dalla freschezza non comune.
In Abruzzo l’uva Montepulciano la fa da padrona, con dei Cerasuolo da brivido, vini di spessore non comune come il Cerano di Pietrantonj, il Vigna Corvino di Contesa e soprattutto il Piè delle Vigne di Cataldi Madonna. Poi si arriva in Puglia, per la precisione in Salento, altra grande terra di rosati: prova l’Alezio Rosato Mijere di Michele Calò o il Salento Rosato Saturnino delle Tenute Rubino.
Per finire con il Cerasuolo di Vittoria della siciliana Planeta. Un vero fuoriclasse.
Buone bevute a tutti!
Francesco Annibali
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2 Responses to Rosati d’Italia, ecco qualche dritta
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Il grande momento dei rosati. Giusto cavalcarne l’onda, ma credo che prima o poi la bolla svanirà. Sono vini adatti a chi non piace il vino.
Sono d’accordo sul fatto che adesso siano (tornati) di moda, meno quando dici che sono vini per chi non ama il vino. Se hai voglia di assaggiare alcuni di questi consigliati qui sopra, penso che potresti cambiare idea.
Vero che lo stivale è pieno di vinelli tecnologici (quelli che sanno di banana, caramella, vernice), ma è vero che il alcune zone d’italia sono tradizione (SAnta Maddalena in Alto Adige, Vittoria in SIcilia, per non parlare di Salento e Abruzzo).
Bye bye