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Vino Prosecco di Conegliano Valdobbiadene DOCG

Il vino prosecco di Conegliano Valdobbiadene, un grande vino D.O.C.G.

Conegliano-Valdobbiadene: il territorio identificato dalla DOCG

Il territorio all’interno del quale può essere prodotto il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene comprende quindici comuni situati nella zona della provincia trevigiana.
Tutti i comuni si trovano in collina, all’interno di un’area che si estende da Vittorio Veneto a Valdobbiadene.
Alcuni dei comuni più famosi all’interno della DOCG sono Conegliano, Farra di Soligo, Refrontolo e Cison di Valmarino: tutti questi sono noti per dare origine a vini di ottima qualità oltre al Prosecco. Questa zona è dunque una delle più vocate di tutta Italia e dà origine ad alcune perle vere e proprie dell’enologia nazionale.

I vitigni consentiti dalla DOCG Prosecco Conegliano Valdobbiadene

Secondo quanto previsto dalla denominazione, esistono solo sette vitigni con cui è consentito realizzare il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, in diversa quantità che viene strettamente regolamentata.
A giocare il ruolo principale è ovviamente la Glera, vitigno autoctono della zona che deve necessariamente essere presente per almeno l’85%: è questo vitigno, che risulta sempre predominante, a conferire i sentori a questo spumante dei sentori unici, tipicamente quelli di pera che caratterizzano maggiormente il Prosecco stesso e permettono di riconoscerlo da tutti gli altri spumanti.
Gli altri vitigni con cui è consentito realizzare il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene sono il Verdiso e il Perera, due vitigni poco conosciuti al di fuori della zona e con rese sicuramente inferiori rispetto alla Glera che si può coltivare con maggiore facilità.
Bianchetta Trevigiana e Glera lunga sono altre due varietà di uva che si possono utilizzare per produrre il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene.
Come nel caso di Verdiso e Perera, la percentuale di questi uve all’interno del vino non può superare il 15%.
Esistono anche due vitigni internazionali che possono essere usati per produrre il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene: essi sono Chardonnay e Pinot.
Come nei quattro casi precedenti, la denominazione decreta che l’unico vitigno consentito per la maggior parte, più precisamente dall’85 al 100%, è la Glera, mentre gli altri sei vitigni possono essere compresi per la percentuale restante (dallo 0 al 15%).
Questo consente comunque un buon grado di personalizzazione al singolo produttore, che può fregiarsi di produrre uno spumante che fa parte di una delle denominazioni più importanti d’Italia, ma senza realizzare un prodotto necessariamente omologato.

Produzione e caratteristiche del prosecco di Conegliano Valdobbiadene

Questo spumante viene prodotto nelle versioni Dry, Extra Dry e Brut a seconda delle residuo zuccherino presente.
Il metodo di produzione comprende una vendemmia rigorosamente manuale e una prima pressatura molto soffice alla quale segue la decantazione, che avviene esclusivamente in acciaio per un massimo di 12 ore. Dopo questo lasso di tempo ha inizio la vinificazione vera che avviene su lieviti naturali, sempre in acciaio a temperatura controllata.
Una volta ottenuto il vino base, inizia la spumantizzazione durante la quale il vino viene assemblato rispettando delle precise e proporzioni.
La spumantizzazione avviene secondo il metodo Martinotti, che consente di preservare tutti gli aromi primari dell’uva che quindi produce un vino fine dai sentori fortemente fruttati e floreali.

Storia ed evoluzione del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene

Il successo che il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene ha conosciuto in anni recenti ha praticamente decuplicato la domanda a livello nazionale ed internazionale.
Apprezzato ovunque per le sue doti di versatilità e per la sua freschezza decisamente meno sapida rispetto allo Champagne, il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene viene esportato oggi in tutto il mondo e la denominazione è divenuta una delle più fortunate e pregiate dell’intero territorio italiano.
Gli spumanti prodotti all’interno della denominazione non vanno in alcun modo confusi con quelli realizzati all’interno della ben più ampia DOC prosecco, che comprende una zona vasta e con la quale la denominazione ha in comune solo il fatto di utilizzare la Glera come vitigno.
La DOC Prosecco, creata proprio per rispondere alla richiesta sempre più imponente del mercato italiano ed estero, produce spumanti di buona qualità, ma che non hanno nulla in comune con quelli prodotti all’interno della DOCG.
È solo in questa fortunata zona, infatti, che il Prosecco raggiunge la sua massima espressione qualitativa e si fa riconoscere per le caratteristiche organolettiche uniche.

Abbinamenti con il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene

Questo spumante presenta delle caratteristiche che lo rendono estremamente versatile anche nel momento in cui svolge la funzione di accompagnamento per un’ottima pietanza a tavola.
Anzitutto questo è lo spumante ideale per un aperitivo con gli amici: le sue bollicine intense e profumate lo rendono perfetto per aprire le danze culinarie oppure per un aperitivo rinforzato a base di verdure pastellate, salumi non troppo speziati o grassi, giardiniera o anche pietanze di pesce.
Esso risulta perfetto per continuare con eleganza il proprio pasto: è ideale ad esempio se abbinato a primi piatti che coniugano ingredienti nativi del suo territorio d’origine, come asparagi e radicchio, magari combinati all’interno di una pietanza ricca come ad esempio una lasagna al radicchio trevigiano, la cui punta amargognola viene perfettamente bilanciata dalle note dolci del Prosecco.
Ideale anche con tutte le verdure a foglia verde che hanno un leggero retrogusto amaro: alcuni tra gli abbinamenti più riusciti comprendono i tortelloni ricotta e spinaci o la torta pasqualina.
Il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene è il perfetto accompagnamento anche per una scampagnata a base di torte salate con verdure e salumi, dei quali esalta i sapori, sgrassando al contempo e lasciando il palato fresco.
Infine, può essere abbinato al meglio anche con alcuni tipi di pesce tra cui i molluschi a base dolce e delicata, come le capesante o gli scampi, ma anche con l’orata.

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