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Chianti, storia, personaggi e territorio

LE ORIGINI DEL CHIANTI

Il nome di questo vino deriva dalla sua zona di produzione, ovvero Chianti e quest’ultima è situata nella zona centrale della Toscana. L’etimologia del nome, ad oggi, ancora non è chiara, anche se alcuni studiosi la riconducono ai tempi Etruschi. La prima certificazione, Chianti, risale al VIII secolo e indicava il territorio della Lega del Chianti, un’antica circoscrizione amministrativa del contado fiorentino.
L’attuale zona del Chianti, è conosciuta in tutto il mondo proprio per la produzione di prodotti vinicoli.

Nonostante la zona del Chianti sia una terra pregna di antiche tradizioni, i primi documenti dove viene riconosciuta ufficialmente come zona di produzione sono risalenti al XIII secolo e fanno riferimento alla sopracitata Lega del Chianti.

L’insegna di questa antica circoscrizione era un Gallo Nero in un campo dorato e, questo logo è diventato il

logo Chianti Gallo nero
Chianti Gallo nero

simbolo chiave di una delle due associazioni che agiscono in tutela del Chianti: il Consorzio del Vino Chianti che, ad oggi, riunisce circa 2500 produttori vinicoli.
Verso gli ultimi anni del 1300, viene redatto il primo documento notarile dove il nome “Chianti” si riferisce al vino prodotto nell’omonima zona e nel 1600 si inizia ad esportare in modo frequente questo vino in Gran Bretagna.
Nei primi anni del 1700, invece, Cosimo III de’ Medici, emanò il Bando “Sopra la Dichiarazione dé Confini delle quattro Regioni Chianti, Pomino, Carmignano e Val d’Arno di Sopra”. In quest’ultimo vennero specificati tutti i confini delle zone dove potevano essere prodotti i vini. Oltre al Bando, emanò anche un Decreto, nel quale istituiva una Congregazione atta a vigilare la produzione, la spedizione e il commercio dei vini prodotti.
Anni dopo, il Granduca Ferdinando III di Toscana suddivise in comunità e province il Granducato di Toscana e la provincia del Chianti era costituita da comunità come Castellina, Gaiole, Greve e Radda.
Verso gli anni Trenta del 1900, il Governo italiano amplia le zone di produzione del Chianti e, il territorio viene diviso in ben sette sottozone: Classico, Colli Aretini e Colli Fiorentini, Colline Pisane, Colli Senesi, Montalbano e Rùfina.
I confini attuali invece, sono stati definiti grazie all’ampliamento effettuato verso la fine degli anni Sessanta del 1900.
Dall’inizio della produzione, fino al 1700, il vino della zona

confini e mappa del chianti
confini e mappa del chianti

Chianti veniva prodotto utilizzando le uve provenienti dal vitigno Sangiovese mentre, nei primi anni dell’Ottocento, si iniziarono a mescolare due varietà diverse del frutto, così da andare a migliorare la qualità del vino.
A quei tempi vennero sperimentate svariate miscele, ma la composizione base ufficiale del Vino Chianti si deve al Barone Bettino Ricasoli che, nel 1840 circa, iniziò a diffondere la sua composizione ritenuta la più idonea per l’ottenimento di un vino rosso frizzante ma al tempo stesso piacevole.
Il vino, inizialmente era così composto: 70% di Sangioveto, 15% di Malvasia, 15% di Canaiolo.
Ad oggi, la maggior parte dei produttori vinicoli, utilizza esclusivamente uva Sangiovese o, al limite, Sangiovese con una piccola aggiunta di Merlot o Cabernet Sauvignon.
La produzione di questo vino comprende le province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena.
Dal 1984, il Chianti è un vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita prodotto in Toscana.

IL TERRITORIO DOVE VIENE PRODOTTO IL VINO CHIANTI

Panorama Radda Chianti
Panorama Radda Chianti

Il Chianti nasce in un’area geologica situata a Sud dell’Appennino Settentrionale, tra le latitudini che comprendono Firenze e Siena.

Il Chianti è un vasto territorio di colli medio alti che si estende per circa venti chilometri. La zona più alta del Chianti, è il Monte San Michele che misura ben 893 metri, in altezza. Quest’ultimo, viene bagnato da ben 5 fiumi.

 

Il territorio del Chianti è stato dapprima sotto il dominio etrusco, poi sotto quello romano.
Inizialmente appariva più come un territorio montuoso e non collinare: la ricca presenza di boschi fitti, di acque e di selvaggina, sono questi gli elementi chiave che donavano un aspetto montuoso alle zone del Chianti.
Grazie alle sue “limitate” vie di comunicazione con l’esterno, il territorio del Chianti era difficilmente accessibile, ed è proprio grazie a questa sua caratteristica che, dopo la caduta dell’Impero Romano, si sono evitati insediamenti e attacchi barbarici.
Tra il Medioevo e il Rinascimento, invece, il territorio è stato vittima di frequenti “litigi” tra i comuni di Firenze e Siena, che erano in costante lotta per poter ottenere il dominio di quelle zone. E fu proprio in quel periodo che nacquero castelli e borghi fortificati, alcuni andati distrutti nel tempo, altri visibili ancora oggi, nonostante alcuni di questi siano seminascosti dai fitti vitigni.
Solo una volta cessate le faide, le immense vallate del Chianti vennero disboscate e usate a scopi agricoli, soprattutto campi vinicoli e di olivi.

La prima “fascia” che delimita il territorio del Chianti inizia a nord, nella zona del Mugello, per poi proseguire verso i monti del Chianti, una catena montuosa che segna il confine orientale della regione del Chianti, fino a toccare il Comune di Cetona.
La seconda zona nasce a Montalbano fino ad arrivare a San Gimignano.

Dal punto di vista geologico, il territorio del Chianti può essere suddiviso in ben quattro sistemi, ordinati in base all’età di formazione decrescente: “dorsali preappenniniche mio – eoceniche”, “le colline plioceniche”, “, la conca intermontana del Valdarno Superiore con i depositi pleistocenici” ed infine i “depositi alluvionali”.

L’altitudine dei terreni dove vengono coltivate le viti atte alla produzione vinicola è compresa tra i 200 e i 400 metri sul livello del mare. Il “disciplinare di produzione”, però prevede un’altitudine massima dei vigneti di 700 metri sul livello del mare.
Il clima di queste colline Toscane, può essere definito sia “umido” che “subumido” e, in estate si verificheranno anche deficit idrici. Il mese di Agosto è generalmente considerato il più caldo, mentre quello più fretto è Gennaio, con temperature attorno ai 5°C.
Le colline del Chianti sono di origine strutturale, cioè colline erose nel tempo a causa degli agenti atmosferici.

CARATTERISTICHE E ABBINAMENTI TIPICI DEL CHIANTI

Il Chianti Classico è, attualmente, uno dei vini più famosi e “nobili” al mondo e come sopradetto, prende il nome dalla terra natia.
Ad oggi, esistono numerose leggi che tutelano e garantiscono la qualità di questo vino che viene prodotto in circa 70 mila ettari di territorio situato tra le città di Firenze e Siena.
Il vino Chianti Classico a Denominazione di Origine Controllata e Garantita si presenta con una colorazione rosso rubino molto accesa e brillante. Il gusto è asciutto, sapido e allo stesso tempo vellutato. La quantità massima di zucchero consentita è di 4 grammi per litro.
Il Chianti Classico deve avere una gradazione alcolica minima di 12° e dev’essere invecchiato per almeno 11 mesi dalla vendemmia.
Il Chianti Riserva invece, gode di un invecchiamento minimo di 24 mesi e una gradazione di circa 12,5°. Questo vino, in confronto al Chianti Classico presenta un gusto più pulito e un profumo persistente a base di spezie e frutti di bosco. Complice è la scelta dell’uva, solo le migliori verranno destinate al Chianti Riserva e verranno messe ad invecchiare in botti di rovere di piccole dimensioni, così da far sprigionare il loro aroma all’interno del vino.
Questa tipologia di vino rosso, si abbina a piatti elaborati come arrosti, che siano essi a base di carne rossa o selvaggina e a diverse tipologie di formaggi.
Il Chianti Classico è un vino adatto ad accompagnare semplici piatti a base di carne rossa grigliata.
Prima della degustazione, questo vino va ossigenato: la bottiglia andrà aperta qualche ora prima della degustazione, altrimenti andrà decantato.
La temperatura giusta per servire il Chianti, è di 16/18°C e per assaporarlo al meglio, è consigliato versarlo in un calice a tulipano.

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