Image default
Angolo dell'esperto

Merano WineFestival 2025

Merano si accende di gusto, visione e creatività

di Carol Agostini, Buyer / Stampa settore (FoodAndWineAngels)

Merano, 8 novembre 2025 – Ieri sera ha preso ufficialmente il via la 34ª edizione del Merano WineFestival, e posso dirlo con il cuore ancora pervaso d’emozione: l’atmosfera è carica, vibrante, ispirata. Arrivare al Kurhaus di Merano non è mai solo un’esperienza di degustazione: è un viaggio immersivo nella visione audace e innovativa degli “artefici del gusto”, quei produttori che con dedizione costruiscono il futuro del vino, del cibo e delle loro storie.

Nella mia doppia veste – come giornalista e buyer con FoodAndWineAngels, attiva nei mercati USA e Malta – ho vissuto in prima persona il fermento di questi giorni. E posso dire con convinzione che questa edizione del festival non è semplicemente una celebrazione: è un manifesto di creatività, sostenibilità e internazionalizzazione.

Una cornice magica: cinque giorni di eccellenza

Il tema di quest’anno, “Vision: Wine & Food Creators”, non è mai stato più azzeccato. Dal 7 all’11 novembre, le sale del Kurhaus diventano il cuore pulsante di un’osmosi tra vino, arte, cibo e cultura. Secondo il programma ufficiale del festival, questa edizione ospita oltre 1.300 aziende vinicole e più di 2.000 vini in degustazione.

Cinque giorni intensi: 31 masterclass, 12 showcooking, talk tematici, un Summit scientifico, momenti di premiazione… Insomma, un programma fitto, che va ben oltre il semplice assaggio.

TasteTerroir – bio&dynamica: la scommessa della sostenibilità

Il festival si è aperto con il format “TasteTerroir – bio&dynamica”, un percorso dedicato alle espressioni più

avant-garde del vino: biologico, biodinamico, naturale, ma anche varietà PIWI, vini orange, in anfora, underwater e – novità significativa – le referenze no / low alcohol.

Ed è proprio questa diversità che colpisce: non si tratta più solo di trovare la purezza nel vino, ma di esplorare il rapporto fra uomo e natura, tra pensiero filosofico e territorio. Il percorso, infatti, è pensato per stimolare una riflessione: il vino diventa un ponte, non solo di gusto, ma anche di valori.

Parallelamente, all’interno del Kurhaus, siede il percorso Cult Oenologist, una curiosa celebrazione dei dieci enologi italiani più visionari, selezionati dallo stesso Helmuth Köcher. Personalità come Franco Bernabei, Riccardo Cotarella, Donato Lanati e altri hanno plasmato vini che dialogano con il passato ma guardano al futuro.

Il cuore del Festival: degustazioni, incontri e internazionalità

Da sabato a lunedì, il palco principale è “The Festival”, ossia il cuore vero e proprio della manifestazione. Qui si intrecciano tre anime: Wine Italia, Wine International, e WineHunter Area.

  • Wine Italia raccoglie circa 350 cantine italiane selezionate.
  • Wine International porta in scena oltre 50 produttori da 9 Paesi, con una presenza particolarmente significativa della Georgia, culla storica della viticoltura.
  • La WineHunter Area, infine, propone una selezione di 300 vini premiati: un’occasione unica per scoprire etichette che incarnano l’eccellenza sostenibile.

In questi spazi, come buyer, ho gestito diversi incontri B2B: grazie al WineHunter Buyers’ Club, uno spazio riservato al primo piano, presso la Sala Sixtus, ho potuto dialogare direttamente con produttori selezionati, valutare vini per i mercati statunitense e maltese e costruire ponti concreti per importazioni future.

VEDI ANCHE  Merano WineFestival 2026: Programma, Date e Novità della 35ª Edizione

Accanto al Buyers’ Club, l’ICE Buyers Area, realizzata in collaborazione con l’Agenzia ICE, ha facilitato il matching tra operatori internazionali e aziende vinicole italiane. Questo aspetto – l’internazionalizzazione – è cruciale per il dna del festival.

Premi, celebrazioni e riconoscimenti

La serata inaugurale al Teatro Puccini è stata emozionante: le cerimonie di premiazione hanno dato il via ufficiale al festival. Sono stati assegnati i WineHunter Platinum Awards, i Cult Oenologist, i Dolcissimo Award, e i 6 Honour Award speciali.

Honour Award

Gli Honour Award sono stati conferiti da Helmuth Köcher e il giornalista Andrea Radic e hanno celebrato sei categorie distintive:

  • Conquista: a Braida e alla famiglia Bologna, per la loro capacità di portare i vini del Monferrato nel firmamento mondiale.
  • Territorio: al Consorzio del Vulture, per il forte legame fra viticoltura e identità territoriale.
  • Famiglia: alla famiglia Ceraudo, simbolo di coesione e rispetto generazionale.
  • Innovazione: ai Vivai Rauscedo, per l’apporto agronomico e scientifico nella cura della vite.
  • Genialità: a Hans Terzer, enologo iconico che ha attraversato decenni di vendemmie con passione e modernità.
  • Creatività: ad Antichi Poderi Jerzu, per aver intessuto la comunità territoriale nel vino come telaio narrativo.

Cult Oenologist e Dolcissimo Award

I 10 enologi premiati (Cult Oenologist) – Franco Bernabei, Nicola Biasi, Giuseppe Caviola, Stefano Chioccioli, Riccardo Cotarella, Luca D’Attoma, Emiliano Falsini, Carlo Ferrini, Donato Lanati e Vincenzo Mercurio – rappresentano l’eccellenza tecnica e visionaria nel panorama enologico italiano.

A seguire, i Dolcissimo Award hanno celebrato i migliori vini dolci:

  • In Alto Adige: Baronesse Moscato Giallo DOC 2022 (Nals Margreid) e USHAS Mitterberg IGT 2023 (Cantina Kurtatsch).
  • Per l’Italia: Malvasia delle Lipari DOC 2023 (Cantina Colosi) e Vin Santo Occhio di Pernice 2011 (Avignonesi).

WineHunter Platinum Awards

Il momento più atteso è stato la consegna dei 77 WineHunter Platinum Awards: il più alto riconoscimento della Guida The WineHunter, assegnato ai vini, ai prodotti gastronomici e ai distillati che hanno raggiunto almeno 95/100 nei punteggi.

  • 50 premi Platinum sono andati ai vini, 25 ai prodotti gastronomici, e 2 ai distillati artigianali.
  • Le regioni più premiate? In testa la Toscana con 10 Platinum, seguita da Alto Adige e Lombardia con 8 ciascuna, e dal Piemonte con 7.
  • Tra i vini premiati, alcune etichette mi hanno colpito per struttura e identità: Pinot Noir dell’Alto Adige, Franciacorta metodo classico, etichette storiche di Brunello, Amarone, ma anche realtà più di nicchia come i vini underwater o in anfora.
  • Anche nel food, i riconoscimenti sono stati prestigiosi: salumi di Calabria, marmellate, aceti balsamici, oli evo, panettoni artigianali… una celebrazione della biodiversità gastronomica italiana.

Il Summit “Respiro e Grido della Terra”: un pensiero per il futuro

Uno dei momenti più importanti della mia partecipazione è stato il Summit “Respiro e Grido della Terra”, ospitato al Teatro Puccini. Questo spazio non è stato solo un convegno, ma un dialogo vivo tra scienza, territorio, innovazione.

I panel sono stati focalizzati su temi cruciali: agricoltura di precisione, evoluzioni digitali in cantina, agricoltura sostenibile, e anche il ruolo dell’identità del territorio in un mondo globalizzato.

VEDI ANCHE  Sogni nelle Notti di Mezza Estate

Tra gli interventi, in particolare, mi ha colpito quello su “Evoluzioni digitali in cantina”, con Riccardo Valletti di Connected Reality che ha parlato di AI & XR applicata al mondo vitivinicolo, e MMDesign che ha illustrato come dati e design possano ottimizzare l’agricoltura di precisione.

Il giorno successivo, il panel “Dall’Italia al mondo” ha analizzato come i produttori italiani debbano guardare a mercati strategici come Brasile, Canada, Georgia, Cina e Giappone. Una riflessione che personalmente mi ha coinvolta molto, in quanto buyer per il mercato USA e Malta: la sostenibilità da sola non basta, serve visione per esportare identità.

GourmetArena: il gusto prende forma

Non solo vino: lungo le tranquille rive del Passirio si estende la GourmetArena, un’area dove la gastronomia artigianale si intreccia con le bollicine, la birra e i distillati.

Qui ho incontrato 130 produttori – piccoli artigiani, distillatori, panettieri, birrai – ognuno con una storia da raccontare. L’esperienza gustativa diventa racconto del territorio, della manualità, della tradizione trasformata con ingegno moderno.

Nell’area CampaniaFelix, gli showcooking sono stati un tripudio di creatività: chef come Peppe Aversa, Lino Scarallo, Nina Gabuldani, Misha Avsajanishvili, e i ragazzi dell’Istituto Alberghiero di Vairano Scalo si sono alternati in una celebrazione della cucina campana, napoletana, georgiana, con piatti che mixano storia e innovazione.

Masterclass: esperienze uniche per il palato e la mente

Le masterclass, ospitate all’Hotel Terme di Merano, sono state momenti di profonda esplorazione. Il calendario è vario e raffinato.

  • Venerdì 7: annate vintage di bianchi campani, verticale di Trebbiano Spoletino, focus sul vino croato del Quarnaro, e un viaggio tra i calici con Italesse.
  • Sabato 8: degustazioni dall’Alto Adige alla Franciacorta, incursioni nella Georgia, e la masterclass “Struttura sì… ma con ingegno” di Luca D’Attoma.
  • Domenica: verticale dedicata ad Ampelio Bucci, vino underwater, confronto tra Georgia e Rauscedo, vini dell’isola greca, Soave vs Valpolicella, Valdobbiadene.
  • Lunedì: celebrazione dei 25 anni di Domaines Paul Mas, 50 anni di vigna di Vecchie Terre di Montefili, Pinot Nero alpino tra Austria, Svizzera e Alto Adige, Moldavia, vini d’abbazia, e degustazione dei migliori dolci – con l’Award Dolcissimo.

Da buyer, queste masterclass non sono solo momenti di piacere: sono opportunità strategiche per scoprire produttori di nicchia, valutare i potenziali per i mercati esteri, dialogare con enologi e ambasciatori vinicoli, e costruire relazioni durature.

Innovazione e tecnologia: l’app che cambia il modo di degustare

Una delle novità più pratiche e rivoluzionarie del festival è l’app integrata Most’, che consente di acquistare in fiera i vini in degustazione tramite QR code sui banchi dei produttori.

Per me, come buyer, è un game-changer: posso selezionare al volo le etichette che mi interessano, ordinarle direttamente dall’app e riceverle dopo il festival con un solo ordine. Questo riduce gli sprechi, crea un ponte diretto tra degustazione e business, e rende l’esperienza molto più fluida.

Il respiro globale: internazionalizzazione e mercati futuri

La partecipazione di buyer internazionali, come me, conferma che il Merano WineFestival non è solo una vetrina italiana ma un hub globale.

VEDI ANCHE  Settembre al Borgo a Taurasi: Festa del Taurasi DOCG tra Vino e Sapori d'Irpinia

La presenza dell’ICE Buyers Area testimonia l’impegno per far incontrare produttori con operatori esteri, promuovendo scambi commerciali concreti. Il panel “Dall’Italia al mondo” al Summit ha ribadito quanto sia strategico puntare su mercati come Canada, Brasile, Georgia e Asia.

Per la mia agenzia, FoodAndWineAngels, essere qui significa valutare nuove etichette da importare, affrontare le sfide doganali, e costruire una rete di partner vinicoli che condividano valori di sostenibilità, storia e qualità.

Impressioni, riflessioni e prospettive

Partecipare al Merano WineFestival 2025 è stata un’esperienza profondamente ispirante. Alcune riflessioni emergono chiaramente:

  1. La visione vince – Non si tratta solo di produrre bene, ma di pensare bene. I produttori premiati, gli enologi, gli artigiani presenti qui sono visionari: creano vini e cibi che raccontano territori, storie, innovazione.
  2. Sostenibilità come base, non come trend – Il format TasteTerroir dimostra che la sostenibilità enologica è concreta: non solo vino biologico, ma varietà nuove, metodi alternativi, un approccio che mette l’uomo e la natura al centro.
  3. Tecnologia che unisce, non divide – Dal digitale in cantina al sistema di QR per acquistare vini, Merano dimostra che la tecnologia non è estranea al vino, ma un alleato per il futuro.
  4. Internazionalità strategica – Il WineHunter Buyers’ Club e l’ICE Area sono leve fondamentali per esportare identità territoriali nel mondo. I produttori italiani che vogliono crescere devono guardare oltre i confini nazionali.
  5. Comunità e racconto – Non solo degustazione, ma dialogo: con enologi, produttori, ricercatori. Il Summit diventa un’agorà di idee, non una passerella istituzionale.

Il mio ruolo come Buyer / Media: opportunità concrete

In quanto buyer per FoodAndWineAngels (mercati USA e Malta) e giornalista di settore, il mio impatto qui è duplice:

  • Networking strategico: grazie al Buyers Club ho potuto fissare appuntamenti con produttori d’eccellenza, discutere potenziali export, negoziare accordi su nuove etichette sostenibili, naturali e di nicchia.
  • Visibilità mediatica: attraverso i miei articoli, interviste e report, porto all’attenzione del mio pubblico (operatori, investitori, wine lovers internazionali) le storie più autentiche, contribuendo a costruire relazioni di valore.
  • Valutazione qualitativa: assaggiare in prima persona e partecipare alle masterclass mi permette di capire non solo il profilo organolettico dei vini, ma anche la filosofia delle aziende: chi sta pensando a lungo termine, chi punta solo al business, chi vuole innovare con

Alla chiusura del 34° Merano WineFestival, alza il calice: quello che qui celebriamo non è solo il vino, ma la creatività, la visione, il processo. Questo festival ci ricorda che l’eccellenza è un percorso, non un punto di arrivo, e che il futuro del mondo enogastronomico dipende tanto dalla passione dei produttori quanto dalla capacità di dialogare con il mondo.

Per me, Carol Agostini, queste giornate sono state un’opportunità irripetibile: come buyer, ho gettato semenze per collaborazioni future; come media, ho raccolto storie che meritano di essere raccontate; come appassionata, ho assaggiato sapori che resteranno impressi nel palato e nella mente.

Merano si è davvero accesa di gusto, visione e creatività. E il futuro, alziamo i calici, sembra già qui.

Post simili

MERANO WINEFESTIVAL, IL CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI

Eno

Ramacca festeggia il carciofo con una sagra

Eno

Wine & Siena 2025

Sergio Cintioli

Vini nel Mondo 2014

Eno

La selezione dei vini a Radici del Sud

Sergio Cintioli

A Lari una ciliegia tira l’altra

Eno

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accept Read More