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Angolo dell'esperto

Ristorante Ieri, Oggi e Domani di Pasquale Casillo

A due minuti da Napoli Centrale, Pasquale Casillo apre dieci anni fa la sua perla: il Ristorante Ieri, Oggi e
Domani.

Esso, è da considerare un unicum nel cuore di Napoli e si distingue dagli altri, per l’eleganza della
struttura e l’altissima qualità della materia prima. Qui, l’attenzione ai dettagli si dirama dal proprietario allo
Chef Antonio Castellano e l’interesse converge verso un unico obiettivo: studio della materia prima, la sua
cottura e la realizzazione di piatti tradizionali che stuzzichino i napoletani, gli impiegati d’ufficio e facciano
innamorare di Napoli i turisti.
il Ristoratore mi invita a tavola con lui e mi racconta la sua esperienza di vita, facendomi compiere un
viaggio sia nel tempo – ricordando una Napoli diversa- che nel gusto, facendomi assaggiare i piatti tipici
della tradizione.
Pasquale, con la voce tremante e la luce di chi non ne ha mai abbastanza di raccontare la propria passione e
l’amore per ciò che fa – le sue origini, le radici che la sua famiglia ha impiantato a Napoli come famiglia di
albergatori e ristoratori, dagli anni successivi al II dopoguerra, agli anni ’70. Questi sono per Napoli, anni
economicamente floridi e intellettualmente liberi, in cui i mestieranti possono reinventarsi, mischiarsi con

Pasta ammischiata con orecchiette trafilate

altre culture, ‘arrangiarsi’ e improvvisarsi. Pasquale lo scugnizzo, cresce in una traversa del Corso Garibaldi,
specificamente il Borgo di Sant’Antonio Abbate. A Napoli, chiedere del Borgo di Sant’Antonio Abbate
provoca stupore negli occhi degli autoctoni, bisogna infatti chiedere, della trasformazione dialettale che ha
assunto nel tempo: O’ BUVERO E SANT’ANTUONO. Esso, è una strada di 800 metri che collega Piazza Carlo
III con Porta Capuana ed è dedicata al Santo guaritore egiziano, che ha importanza per i miracoli di
guarigione dall’Herpes (O’ Fuoco e Sant’Antuono) e per la mitologia partenopea.
Parla del Borgo, dove tra gli anni ’70 e ’90, la moneta contante fa sentire tutti imprenditori alla maniera di
Totò e dove viene venduto di tutto: dalla frutta, ai vestiti, agli oggetti in pelle, a cianfrusaglie e curiosità
rubate nelle case nobiliari del centro storico, alle sigarette di contrabbando. Ci racconta di come
adocchiasse i ricchi turisti algerini e tunisini, che subiscono la fascinazione tipica del vicolo con i suoi panni
(vestiti) stesi ai balconi, l’odore di ragù che esce dalle case e dai bassi, gli scugnizzi che giocano a calcio.
Chiede loro delle monetine da cambiare in lire, da portare a casa e conservare, arrivando a gruzzoletti
anche di 10.000 lire al giorno, che per l’epoca e l’età di Pasquale, sono un vero tesoro. Con questi primi
“guadagni”, che inizialmente conserva, avvia la sua attività “imprenditoriale” intorno ai 10 anni. Capisce che
il suo potere risiede nella comunicazione e che seppur minorenne, i tempi siano propizi per cominciare a
vendere.

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Scagnuzielli Napoletani

Compra coperte da rivendere agli algerini. Trattandosi di Napoli, si può pensare al classico
“venditore di pacchi” napoletano e Pasquale sottolinea che non vende pacchi ma delle vere occasioni per i
turisti e sottolinea con fierezza le sue origini di mestierante e non di “magliaro”, cioè colui che vende i
pacchi con dentro il sale, illudendo l’acquirente che al suo interno, ci sia il prodotto richiesto.
Cresce vendendo coperte e sentendo parlare il nonno e il padre di alberghi, di ristoranti, di turisti e di tutto
ciò a cui si interesserà per tutta la vita. E’ proprio tramite queste due figure che Pasquale si approccia
all’hotellerie e alla ristorazione. Il nonno, durante il II dopoguerra, aveva aperto il primo ristorante – albergo
a Napoli, nei pressi di Porta Capuana che chiama Albergo ‘900. Il nonno, chiede la collaborazione del padre
di Pasquale, primogenito di tre figli che però non ha le competenze e la formazione per gestire un’attività
imprenditoriale come quella, in una città difficile come Napoli, negli anni delle trasformazioni.
Ben presto, purtroppo, il nonno si ammala e lascia il padre, giovane sedicenne a gestire l’attività di famiglia.
Ancora adolescente, papà Giovanni Casillo è costretto a rimboccarsi le maniche per portare avanti la
famiglia e i fratelli più piccoli ma mancano strumenti e competenze, difatti l’Albergo – Ristorante ‘900
dichiara fallimento. Pasquale, nomina suo padre e la luce negli occhi si trasforma in lacrima, tristezza

orgoglio e affetto di chi ha riscattato suo padre.

Pasta e patate con affumicatura al legno di faggio

Dopo anni di sacrifici in campo assicurativo, Pasquale può realizzare il suo sogno: aprire un ristorante
nonostante suo padre, gli avesse consigliato di “ambire al posto fisso”. In una prima fase di vita e
inesperienza, Pasquale segue questo consiglio seppur la vita a gestire pratiche assicurative, non fosse ciò a
cui aspirava.

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L’apertura di Ieri, Oggi e Domani rappresenta il suo riscatto sociale, il suo amore, la sua
ambizione, la sua passione. Apre nel quartiere in cui tutt’ora è considerato una forza nella ristorazione
proprio perché come la fenice, è rinato dalle sue ceneri e cioè da dove anni prima, suo padre era partito,
aveva aperto e poi chiuso.

Martina Conte

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