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Angolo dell'esperto

Storia tipologie abbinamenti del Lambrusco

Storia tipologie abbinamenti del Lambrusco

Parlare di Lambrusco da l’idea del gioviale e allegro frizzante rosso con la spuma evanescente, in parte giusto, ma attenzione, il “frizzantino” che viene alla mente è anche e soprattutto molto altro, con varianti che molti non conoscono, nel classico Rosso, Rosè e in rari casi perfino in bianco.

Storia del Lambrusco

La derivazione è per tutti dalla “Lambrusca Vitis” già nota nell’epoca classica al tempo dei Romani su scritti di Virgilio e Catone, dove veniva citato questo vitigno selvatico e aspro, che era spontaneo e cresceva al limite dei boschi, l’etimologia del nome Lambrusco ha tre ipotesi di derivazione: da “Labrum” ovvero margine dei campi, o il fondersi delle due parole “Labo”-“Rescus” ovvero prendo – punge il palato e quindi la parola “brusco” come il giovane vino ha al palato con i sui vivaci tannini e con la poca acidità al palato, come terza ipotesi da derivazione dal fiume “Lambro” per la sua valle come derivazione geografica e dal dialetto longobardo “Rusco” (cerco e prendo …. cose) quindi Lambro-Rusco.

Lambrusco di Sorbara
Lambrusco di Sorbara

Mentre con certezza possiamo affermare che il Lambrusco è uno dei vitigni autoctoni più antichi al mondo, l’inizio della coltivazione di questa vite si va ad attestare intorno al 1300 quando si hanno le prime testimonianze scritte, con il trattato dell’agricoltura scritto dal bolognese Pietro de’ Crescensi, mentre nel 1430, il Duca d’Este Nicolò III, per favorire il commercio del Lambrusco aveva ordinato che “di tutto il vino che veniva condotto da Modena a Parigi, la metà del dazio non venisse pagata”. Nel 1567 Andrea Bacci, medico e botanico del papa Sisto V, afferma “sulle colline di fronte alla città di Modena si coltivano lambrusche, uve rosse, che danno vini speziati, odorosi, spumeggianti per auree bollicine, qualora si versino nei bicchieri”.
Nel 1700 per la conservazione del Lambrusco venne introdotta un’importante innovazione che consisteva nella bottiglia denominata “Borgogna” differente da quelle fin li prodotte per l’aumentato spessore del vetro e l’introduzione del tappo in sughero fermato con l’aiuto di uno spago che ne assicurava la tenuta sotto pressione derivante dall’anidride carbonica generata dalla rifermentazione degli zuccheri presenti nel vino imbottigliato.
Francesco Aggazzotti nel 1867 per primo propone una suddivisione in tre tipologie di vitigni coltivati, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Salamino e il lambrusco dai Graspi Rossi.

VEDI ANCHE  Colli di Parma DOC
lambrusco graspa rossa
lambrusco graspa rossa

Nei primi del 1900 il Lambrusco era conosciuto come un vino secco con la spuma, con la seconda fermentazione in bottiglia, come per il francese Champagne, ma il vero incremento si ha negli anni ’60, grazie all’introduzione del metodo Martinotti o Charmat, con il quale si iniziò una massiccia esportazione all’estero, in europa e soprattutto in America dove rappresentò il maggiore vino esportato tra tutti gli italiani.

Negli anni ’90 la produzione cambia dalla grande quantità, ora sempre più cantine preferiscono fare Lambrusco di elevata qualità

Il marchio europeo di Denominazione di Origine Controllata DOC per quattro Lambruschi, Lambrusco Sorbara DOC, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC, Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC e Lambrusco Modena DOC arriva nel 1970, mentre nel 2009 a testimoniare il legame con il territorio il Lambrusco di Modena è DOP (Denominazione Origine Protetta).

Dal 2009 si tiene un concorso del concorso enologico “Matilde di Canossa – Terre di Lambrusco” organizzato dalla CCIAA di Reggio Emilia per individuare la migliore produzione di vino Lambrusco nelle aree di Reggio Emilia, Modena, Parma e Mantova!

 

Tipologie del Lambrusco

Il Lambrusco a tutto pasto

Ma veramente possiamo abbinarlo in tutte le portate di un pranzo?

Certamente, essendo davvero versatile e con diverse tipologie, possiamo abbinare il Lambrusco a tutto pasto.

Ecco degli esempi di abbinamento ideale

Abbinare il Lambrusco con gli APERITIVI

Che caratteristiche deve avere il Lambrusco da usare per gli aperitivi: sicuramente secco – colore: rosso chiaro, rosato, bianco. – tipologie adatte : Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Salamino Santa Croce, lambruschi rosati in genere e tutti i vinificati in bianco.

Abbinare il Lambrusco con gli ANTIPASTI

Caratteristiche del lambrusco da abbinare ad un antipasto:  sicuramente secco – colore: rosso rubino, rosso chiaro, rosato, bianco – tipologie: Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Salamino Santa Croce, Lambrusco Grasparossa, Reggiano, Colli Scandiano Canossa, Parmensi, Mantovani.

Se l’antipasto è di derivazione mantovana o comunque con affettati grassi: includere il lambrusco mantovano secco, rubino intenso e scuro.

Abbinare il Lambrusco con i PRIMI PIATTI

Per i primi piatti cosiddetti asciutti a base di pasta, abbiniamo le seguenti tipologie di lambrusco: sicuramente secco – colore: rosso rubino non troppo intenso, rosso chiaro, rosato, vinificato bianco, questi ultimi due specie con paste a base di pesce. – tipologie: Lambrusco di Sorbara, lambrusco Salamino Santa Croce, lambrusco Grasparossa, Reggiano, Colli Scandiano Canossa, Parmensi, Mantovani.

Abbinare il Lambrusco con i PRIMI PIATTI- MINESTRE  Classica pasta in brodo come i tradizionali cappelletti, anoli, agnoli, tortellini e minestre in genere.

Nella scelta del lambrusco da primi piatti a base di brodo si deve preferire un lambrusco: sicuramente secco – colore: rosso rubino intenso sarebbe preferibile specie con le paste ripiene ma anche un rosso chiaro o rosato, tipologie: Lambrusco Salamino Santa Croce, Lambrusco Grasparossa, Reggiano, Colli Scandiano Canossa, Parmense, Mantovano ma anche il Lambrusco di Sorbara è ideale.

Abbinare il Lambrusco con i SECONDI PIATTI

Nella scelta del lambrusco da abbinare ai secondi piatti di carne rossa si preferirà un lambrusco con le seguenti caratteristiche: sicuramente secco – colore: rosso rubino intenso, rubino. Deve avere corpo e consistenza importante – Le tipologie: lambrusco Salamino Santa Croce, lambrusco Grasparossa, Reggiano, Colli Scandiano Canossa, Parmensi, Mantovano.

Per carne bianca come pollame, coniglio ecc.. : da preferire sicuramente il lambrusco Salamino Santa Croce, ma vanno bene anche il lambrusco di Sorbara, il Grasparossa, il Reggiano, il Colli Scandiano Canossa, i Parmensi, e i Mantovani, purché siano ben strutturati.

Con secondi a base di pesce abbinare lambruschi meno intensi e corposi fino hai vinificati in bianco. Ottimo sicuramente i vinificati con metodo classico.

Abbinare il Lambrusco con i DESSERT

Ovviamente se nei precedenti abbinamenti abbiamo preferito i lambruschi secchi, con i dessert andremo sui semisecchi e amabili, fino ai lambruschi dolci.  Quindi Se metodo classico, è preferibile sceglierlo secco, dry o extradry – Colore: rosso rubino intenso, rosso rubino, rosato, vinificato bianco – tipologie: lambrusco di Sorbara, Salamino Santa Croce, Grasparossa, Reggiano, Colli Scandiano Canossa, Parmensi, Mantovani. Non serve ovviamente dire che il massimo è dato con i passiti.

 

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