L’Oro d’Abruzzo: Lungo le Terre del Trebbiano
Il Viaggio in Due Giorni tra Pergole Storiche, Abbazie e Grandi Bianchi da Invecchiamento
Se il Montepulciano rappresenta il cuore pulsante e muscolare della regione, il Trebbiano d’Abruzzo ne incarna l’eleganza silenziosa, la luce e la straordinaria capacità di sfidare il tempo. Questo itinerario di due giorni vi guiderà alla scoperta di un vitigno a lungo sottovalutato, oggi protagonista indiscusso della rinascita dei grandi vini bianchi italiani.
GIORNO 1: Le Colline Teatine e l’Archeologia del Vino
Il primo giorno si sviluppa nella provincia di Chieti, la culla quantitativa e storica della viticoltura regionale, dove il Trebbiano viene tradizionalmente allevato sulla monumentale “pergola abruzzese” (la capanna).
Mattina: Tra i vigneti storici di Tollo e Ortona
Il viaggio inizia nell’area teatina, a poca distanza dalla Costa dei Trabocchi. La prima tappa è Tollo, un vero e proprio comune-vigneto. Qui il paesaggio è dominato da una distesa infinita di pergole che mitigano il sole estivo. Ci si sposta poi verso Ortona, città legata al mare e a una lunghissima tradizione mercantile vinicola.
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L’esperienza enoica: Visita una delle cantine o storiche cooperative della zona per comprendere la versione più tipica e versatile del vitigno: un Trebbiano d’Abruzzo fresco, dai sentori di fiori bianchi, mandorla verde e con una spiccata sapidità conferita dalle brezze marine dell’Adriatico.
Pranzo: La cucina di mare e di terra
Fermati in un piccolo ristorante o su un caratteristico Trabocco sulla costa ortonese. Qui il Trebbiano d’Abruzzo giovane, grazie alla sua innata freschezza e sapidità, si rivela il compagno perfetto per i piatti della tradizione marinara locale, come il Brodetto alla termolese/ortonese (zuppa di pesce al pomodoro fresco) o per una classica frittura di paranza.
Pomeriggio: Il miracolo del vino e della storia a Lanciano
Nel pomeriggio l’itinerario si sposta verso l’interno fino a Lanciano, antica città fieristica medievale. Dedica qualche ora alla scoperta del suo centro storico diviso in quartieri storici, visitando il Santuario del Miracolo Eucaristico e il suggestivo percorso sotterraneo della Lanciano Vecchia. Camminando tra queste pietre medievali si avverte il legame secolare tra la presenza monastica, il commercio e la cura della vite nella Valle del Sangro.
Sera: Cena e Pernottamento nel Teatino
Pernottamento in zona collinare. Per cena, prova una versione di Trebbiano d’Abruzzo leggermente affinata in legno o sui lieviti, da abbinare a specialità dell’entroterra teatino come le Pallotte Cacio e Ova (polpette di formaggio rigatino e uova fritte e ripassate nel sugo di pomodoro), dove la morbidezza del piatto sposa la struttura del vino.
GIORNO 2: I Grandi Cru e la Longevità dell’Entroterra
Il secondo giorno sale verso le colline interne delle province di Pescara e L’Aquila. Qui, l’escursione termica della Majella e del Gran Sasso trasforma il Trebbiano in un bianco aristocratico, minerale e immortale.
Mattina: Le vigne monumentali di Popoli e della Valle Peligna
Dopo colazione si punta dritti verso le gole rocciose dell’entroterra, facendo tappa nella zona di Popoli o risalendo verso le colline di Capestrano e della Valle Peligna. In questo anfiteatro naturale, l’aria fredda che scende la notte dalle vette appenniniche blocca le acidità delle uve e fissa profumi di rara finezza.
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L’esperienza enoica: È il momento di assaggiare il Trebbiano d’Abruzzo nella sua declinazione più complessa (i famosi stili legati a storici produttori artigianali della zona). Al naso emergono note evolute di idrocarburo, camomilla, pietra focaia e miele, sorretti in bocca da un’acidità tagliente e una mineralità quasi rocciosa. Strutture monumentali capaci di invecchiare egregiamente per 10, 20 o 30 anni.
Pranzo: Sapori intensi di montagna
Per pranzo, l’ideale è una sosta in un agriturismo o ristorante tipico ai piedi della Majella. Il Trebbiano d’Abruzzo Riserva (strutturato e complesso) esige accostamenti decisi: provalo con la Scripelle ‘mbusse (sottili crespelle in brodo di gallina) o con la tradizionale Pecora alla callara (carne di pecora cotta per ore in un grande calderone con erbe aromatiche e spezie), un abbinamento insolito per un bianco ma perfetto grazie alla potenza estrattiva del vino.
Pomeriggio: L’Abbazia di San Giovanni in Venere (o sosta spirituale a Serramonacesca)
Per chiudere in bellezza la dimensione storica del viaggio, si visita l’Abbazia di San Liberatore a Majella a Serramonacesca (PE), immersa nei boschi e bagnata dalle acque limpidissime del fiume Alento. Questo monastero benedettino risalente all’XI secolo mostra, nei suoi pavimenti a mosaico e nell’architettura essenziale, la stessa purezza, rigore e longevità che si ritrovano nei calici del grande bianco d’Abruzzo.
Sera: Brindisi d’arrivederci
Prima del rientro, concediti un calice di Trebbiano d’Abruzzo da vecchie vigne in un’enoteca del borgo. Guardando il profilo severo delle montagne abruzzesi, saluterai una terra fiera che, sotto una veste apparentemente semplice, nasconde un patrimonio liquido di immortale eleganza.

