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Vini

Greco di Bianco DOC

Greco di Bianco DOC

In un piccolo lembo della scenografica Costa dei Gelsomini, lungo il versante jonico della provincia di Reggio Calabria, viene coltivata l’uva Greco bianco da cui si ottiene una delle nove DOC calabresi: il Greco di Bianco, un vino passito che, insieme al Moscato di Siracusa, è considerato il vino più antico d’Italia.

Greco Bianco, varietà di Malvasia

L’ uva Greco bianco appartiene alla famiglia delle Malvasie ed è la stessa varietà denominata Malvasia delle Lipari e Malvasia di Sardegna in Italia; Malvasia di Sitges, di Banyalbufar e de La Palma in Spagna; Malvasia di Candia in Portogallo e Malvasia Dubrovacka in Croazia.

Note storiche sul Greco di Bianco DOC

La sua presenza in Calabria risale al VII sec. a.C., quando i coloni greci sbarcarono nei pressi dell’attuale Capo Bruzzano, nel territorio bianchese, importando dalla loro terra d’origine i primi tralci da cui avrebbero prodotto il famoso vino Greco che, secondo la leggenda, permise ai Locresi di primeggiare sui Crotonesi nella battaglia del fiume Sagra (VI sec. a.C.) infondendo loro coraggio e forza.

Questo nettare degli dèi era molto apprezzato anche dai Romani, che lo offrivano ad ospiti di riguardo. Nell’Ottocento veniva prescritto dai medici come bevanda ricostituente e medicamentosa e gli si attribuivano proprietà afrodisiache.

Zona di produzione del Greco di Bianco DOC

Il disciplinare di produzione della DOC Greco di Bianco, approvato nel 1980, limita la zona di coltivazione delle uve all’intero territorio del comune di Bianco e in parte a quello di Casignana anche se in passato, come testimoniano diverse fonti storiche, il territorio maggiormente vocato era quello della vicina Gerace.

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Viticoltura e vinificazione del Greco di Bianco DOC

I vigneti, coltivati a controspalliera bassa e potati con tralci lunghi o alla Guyot , si trovano prevalentemente in collina ad un’altitudine che non va oltre i 250 m s.l.m.: affacciati sul mar Jonio, godono della brezza marina e di un clima estremamente mite.

Ad esaltare la componente aromatica delle uve contribuisce in maniera preponderante il particolare terreno della zona che è costituito dalla marna bianca (localmente chiamata ogghjacaniargate) ed è considerato elettivo per questo tipo di viticoltura.

Dopo la vendemmia le uve, selezionate e raccolte manualmente, vengono fatte appassire al sole su dei graticci che in zona vengono chiamati cannizzi , perchè fatti di canne, oppure in essiccatoi ad aria forzata: ciò comporta una riduzione in peso delle uve che può variare dal 35 al 50%, in base al contenuto zuccherino. Questo metodo così geniale è rimasto immutato nell’arco dei secoli e consente di aumentare la concentrazione degli zuccheri nel mosto e il titolo alcolometrico totale che arriva al 17% o più.

Dopo il periodo di appassimento che dura una decina di giorni, le uve sono sottoposte ad una soffice pigiatura, che in passato veniva svolta a mano, e a torchiatura.

Unica tipologia ammessa dalla DOC Greco di Bianco: vino passito

La DOC  Greco di Bianco è riservata esclusivamente alla tipologia vino passito e deve rispondere alle condizione e ai requisiti dettati dal disciplinare approvato nel 1980, che prevede l’immissione in commercio dal 1° novembre dell’anno successivo alla raccolta delle uve.

L’ affinamento è a discrezione del singolo produttore: alcuni preferiscono il passaggio in botte per un periodo che può variare dai 6 ai 18 mesi, altri l’acciaio, altri le vasche in cemento.

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Viene solitamente commercializzato in bottiglie da 75 cl. e  caratteristica è la Pulcianella che venne proposta per la prima volta nel 1966 come strategia di marketing dalla cooperativa allora attiva sul territorio, la C.A.C.I.B. (Cooperativa Agricola Ionica Bianchese)

Antica bottiglia di Greco di Bianco DOC
Antica bottiglia di Greco di Bianco DOC

Caratteristiche organolettiche del Greco di Bianco DOC

Il Greco di Bianco DOC si caratterizza per il particolare colore giallo oro con brillanti riflessi ambrati e la sua consistenza densa, quasi oleosa; il bouquet di profumi, intenso e unico nel suo genere, evoca quelli del territorio: fiori di zagara e bergamotto, frutta secca e frutta disidratata – soprattutto fichi e albicocche accanto a noci e datteri – note minerali e balsamiche che si accentuano con il passare degli anni. In bocca la sua consistenza vellutata è esaltata dall’equilibrio tra la dolcezza del residuo zuccherino e una piacevole acidità e si caratterizza per intensità e persistenza.

Abbinamenti e temperatura di servizio del Greco di Bianco DOC

E’ un vino da meditazione, molto amato e ricercato dagli intenditori del genere, che dà il meglio dopo un paio d’anni dalla vendemmia.

Perfetto in abbinamento alla piccola pasticceria di pasta di mandorla, alle crostate di frutta e ai dolci tipici del Reggino come i Petrali – che localmente vengono chiamati Sammartine perchè la loro preparazione comincia dal giorno di San Martino e prosegue per tutto il periodo natalizio.

Interessante anche l’abbinamento con formaggi erborinati e formaggi piccanti a pasta dura.

Si consiglia di servirlo alla temperatura di 10-12 °C in calici a tulipano di media capacità.

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