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Itinerari Macerata Marche

Il Verdicchio di Matelica e Camerino

Itinerario: Verdicchio di Matelica e Camerino

Siamo nell’ unica valle delle Marche, denominata sinclinale Camerte, predisposta da Nord a Sud. Territorio ideale per la coltivazione del Verdicchio di Matelica,

con un microclima non influenzato dalle correnti d’aria provenienti dall’adriatico. Il territorio, prevalentemente votato all’agricoltura, ha mantenuto in cucina i sapori dei piatti preparati come un tempo con animali allevati in cortile. Conigli, pollame, papere e anatre, si trasformano in tavola, in potacchio o meglio cotti con aglio rosmarino e una spruzzata di Verdicchio.

Con le frattaglie, si ottengono sughi a lenta cottura per condire strepitosi piatti di Gnocchi di patate, Tagliatelle e sua maestà il Vincisgrasso. Nei periodi invernali la tavola si arricchisce con tartufo e funghi trovati negli adiacenti boschi collinari. Sicuramente tra gli affettati spiccano il Ciauscolo e il Salame tipo Fabriano, spesso accompagnati con pecorino locale. Merita una menzione la razza bovina marchigiana, una tra le cinque razze pregiate nazionali, di facile reperimento nei ristoranti locali. I dolci tradizionali la crescia sfojata ocrescia fogliata, uno strudel ricco di noci, uva secca, fichi secchi e mele; la frustenga tra i cui ingredienti vi è la dolcissima sapa mosto d’uva condensato e la bianca friabilissima e leggerissima ciambella di pasqua e il tradizionale dolce di Camerino, il Pannociato. Infine il Miele prodotto nelle colline nei pressi di Matelica il millefiori e quelli mono floreali. La vera caratteristica del territorio viene espressa dalla “Melata di Quercia”, un miele amaro molto apprezzato. Molto diffuso nelle marche è l’uso del mistrà, liquore distillato di alcol e vino, aromatizzato all’anice, alla fine dell’800 la distilleria Varnelli creò un anice secco speciale, il “Varnelli” antesignano di una nutrita serie di distillati ora prodotti dall’ azienda con sede a Muccia.

Itinerario: Verdicchio di Matelica e Camerino

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1_ Camerino – 2_ Castelraimondo – 3_ Pioraco – 4_Fiuminata – 5_ Esanatoglia – 6_ Matelica

L’ itinerario si svolge nel cuore della regione Marche, percorrendo la SS 77 uscire a Camerino Valdiea, alzando gli occhi già si può ammirare la Rocca di Varano, tra le più antiche fortificazioni della zona. Ora la strada sale fino ad arrivare a Camerino con vista panoramica sui sibillini,10_003_camerino_panoramala città ha vissuto il suo maggior splendore nel periodo della Signoria dei da Varano dal XIII secolo, da visitare il Palazzo Ducale oggi sede universitaria,il teatro Filippo Marchetti la Cattedrale della SS.Annunziata e la Basilica di San Venanzio patrono della città. Scendiamo ora sul versante opposto per arrivare a Castelraimondo dove si trova, al centro il “Cassero” e sulla strada per Pioraco il Castello di Lanciano adibito a museo. Proseguiamo verso Pioraco paesino racchiuso in una stretta gola, formata dalle tre montagne che lo sovrastano,molto caratteristica à la Chiesa della Madonna della Grotta, a Pioraco vi sono ancora cartiere che sfruttano l’energia delle cascate del Potenza, Le prime vi furono impiantate già nel 1360 è quindi nato il Museo della Carta e filigrana. Risaliamo il fiume Potenza fino a Fiuminata, dove oltre al centro storico si consiglia la visita al Santuario della Beata Vergine di Valcora. Un tratto di strada montana porta a Esanatoglia il paesino sembra vegliato dai sette campanili che ne percorrono l’antica strada principale, che fa attraversare il turista tutto il centro, dal basso, attraverso Porta Sant’Andrea fino ad uscire dalle mura, attraverso Porta Panicale. Percorrendo la strada lungo il fiume Esino arriviamo a Matelica cittadina di antichissime origini, che negli ultimi anni hanno avuto conferma, grazie agli innumerevoli scavi che hanno portato alla luce testimonianze che vanno dalla preistoria fino al XVII secolo. Da vedere Museo Piersanti, Museo Archeologico,la centrale Piazza Enrico Mattei, attorniata dal Palazzo Ottoni e il Palazzo Comunale d’avanti c’è la Torre Civica sovrastante le “Loggie” poco lontano sorge il Teatro Comunale Piermarini, ideato dall’architetto che progettò anche la Scala di Milano. Da non perdere la Chiesa della Beata Mattia che qui visse nel XIII secolo e alla quale vengono attribuiti molti prodigi.

1_ Camerino

10_003_camerino_roccavaranoRocca di Varano
La Rocca Varano fu edificata nel XIV secolo secondo le disposizioni di Giovanni di Berardo Varano. Ancora oggi, dopo successivi ampliamenti e un intenso restauro, la Rocca si erge maestosa a picco sulla stretta valle del Chienti.

 

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10_003_camerino_palazzoducalePalazzo Ducale
Costruito nel sec XIV, ora sede dell’Università, e’ stato la dimora della signoria dei Da Varano, ospita inoltre la Biblioteca Valentiniana; dal cortile in architettura rinascimentale, voluto da Giulio Cesare Da Varano, si accede alle terrazze dell’Orto Botanico, dal grande balcone esterno si gode di un incantevole vista sui monti Sibillini.

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10_003_camerino_teatro_filippo_marchettiTeatro Filippo Marchetti
Il teatro Filippo Marchetti è un piccolo gioiello che si erge sulla via principale della città, il Corso Vittorio Emanuele II. Si accede dal cortile del Palazzo comunale con un elegante foyer con quattro colonne, da qui si può entrare direttamente nella platea, oppure attraverso due scaloni, salire nei palchi (tre ordini più un loggione a galleria). Dopo essere stato chiuso per anni il teatro è stato restaurato ed ogni anno propone una buona scaletta di eventi nonché il classico concerto di Natale, commedie dialettali e spettacoli vari. Al di sotto del teatro ci sono dei resti archeologici di epoca romana, molto interessanti e visitabili proprio passando dal teatro.

10_003_camerino_cattedraleCattedrale della SS.Annunziata
Opera di Andrea Vici e Clemente Folchi, è stata ricostruita nel primo ‘800 sul luogo dove sorgeva la cattedrale romanico-gotica distrutta dal terremoto del 1799. Nel grandioso interno e nelle sagrestie si possono ammirare pregevoli esemplari della scultura lignea policroma del ‘200 (Crocefisso) e del ‘400 (Madonna della Misericordia) oltre ad interessanti tele di pittori di maniera del ‘600. Nella cripta sono di notevole interesse due leoni in pietra di Armanno da Pioraco (fine ‘200), i busti del Cardinal Angelo Giori e fratello Prospero, dovuti alla bottega del Bernini (‘600) e, soprattutto, l’arca marmorea (fine ‘300) di S. Ansovino (amato vescovo di Camerino in età carolingia), in stile gotico toscano.

10_003_camerino_sanVenanzioBasilica di San Venanzio
Si giunge alla Basilica scendendo dalla piazza Cavour dove si trova il palazzo Ducale e la Cattedrale, è composta da una serie di elementi di origine storico-architettonica diversi, dopo il terremoto del 1799 infatti rimasero soltanto il campanile e la facciata del  ‘300 . Vi sono in essa richiami medievali, cinquecenteschi, barocchi.

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10_003_Pievetorina_Museo_n_terra_la_cantinaMuseo della Nostra Terra

A pochi chilometri nel comune di Pieve Torina (da Muccia dopo 4 km percorrere SS 209 dir.Visso) consigliamo la visita al Museo della Nostra Terra, nato nel 1976 è realizzato all’ interno dell’ ex Convento di S. Agostino. Negli ampi locali sono conservati attrezzi domestici e da lavoro, documenti cartacei, fotografici, audiovisivi, tutti originali, gentilmente donati dalla gente del posto. Inoltre è proposta la visita al Mulino ad acqua nel settecentesco edificio dove operava il mugnaio.

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Consigliamo:

Agriturismo La Cavallina | Camere e Ristorazione | www.lacavallina.it

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2_ Castelraimondo

10_003_castelraimondo_casseroCentro di Castelraimondo
Il Cassero di Castelraimondo, che tutt’ora domina sul territorio marchigiano, è ciò che resta di quella che doveva essere stata una bella fortificazione costruita nel Trecento. La torre, merlata ed alta più di 35 metri, era inserita in una costruzione fortificata di cui oggi restano poche vestigia: tratti di mura di cinta ora inglobati nella chiesa parrocchiale. La torre è divenuta invece la Chiesa del campanile di San Biagio.

10_003_castelraimondo_infiorata

Tra le manifestazioni popolari, la più importante è senz’altro l’infiorata del Corpus Domini, che vede mobilitata gran parte della popolazione lungo il corso principale. L’infiorata artistica nell’anno 2002 ha festeggiato la sua decima edizione. L’infiorata negli anni ha proposto sempre interessanti iniziative collaterali, capaci di dare maggior risalto alla manifestazione e intrattenere i visitatori che annualmente accorrono da tutta la penisola. Concerti, esibizioni folkloristiche, mostre culturali, hanno così riscosso l’apprezzamento generale dei turisti che hanno più volte manifestato la loro gratitudine per questa esplosione di fiori e di profumi primaverili.

10_003_castelraimond_castellolancianoCastello di Lanciano
Il complesso storico monumentale del Castello di Lanciano sorge nel Comune di Castelraimondo in prossimità della riva sinistra del fiume Potenza dove già nel 1240 era in funzione un mulino cui per primo si collegò il toponimo ‘Lanciano’.
Il Castello, circondato da un parco secolare di grande suggestione, ha subito nel corso dei secoli alcune fondamentali ristrutturazioni. È adibito a museo dopo la ristrutturazione post terremoto del 1997.

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3_ Pioraco

10_003_pioracoCentro di Pioraco
Incastonato in mezzo a tre monti che lo sovrastano, Pioraco si apre a ponente sulla vallata del fiume Potenza, in netto contrasto con lo gola che si presenta a levante. Tante le epoche ancora identificabili nelle tracce lasciate nel paese, dal ponte d’origine romana alle chiese trecentesche con decorazioni barocche: da non dimenticare che Pioraco è molto conosciuto per la fabbricazione della carta. Inoltre Pioraco è meta turistica per la tranquillità e per il particolare clima fresco durante la stagione estiva, grazie alla sua particolare caratteristiche geografiche e ai sui numerosi corsi d’acqua.

Museo della Carta e filigrana
Nella sede Municipale con libero accesso si possono ammirare le mostre e i musei permanenti della carta, della filigrana e dei fossili, ed una “gualchiera prolaquense”, ovvero la ricostruzione di una piccola cartiera medioevale, con la dimostrazione pratica dell’antica lavorazione della carta fatta amano, come all’origine. La produzione della carta risale al 1300 ed ancora oggi è una delle principali attività del paese le cui fasi storiche sono ben documentate nel Museo della carta e della filigrana ospitato nel palazzo comunale. Il museo ospita una raccolta di filigrane di epoche diverse che documentano l’ attività svolta nella cartiera dai suoi maestri incisori. E’ ancora possibile assistere alla produzione della carta con strumenti e tecniche del 1300.Tutte le filigrane esposte sono dono di privati collezionisti; tra esse figurano alcune rarità.

Chiesa della Madonna della Grotta
Piccolo edificio del XVIII secolo costruito in una rientranza della parete rocciosa utilizzata come romitaggio. Conserva una statua lignea quattrocentesca di Madonna con Bambino.

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4_Fiuminata

10_003_fiuminataL’ambiente naturale è forse la più grande risorsa grazie alla sua varietà, poiché presenta diverse aree di valore naturalistico e di grande interesse paesaggistico, le valli formate dagli affluenti del Potenza e sovrastate dai resti delle antiche rocche medievali, Rocca di Spindoli dei sec. XI e XIII e la Rocca di Santa Lucia dei sec. XI e XIII, i boschi secolari, le numerose sorgenti anche oligominerali, lo stesso fiume Potenza che ha qui le sue sorgenti in località Fonte di Brescia. La natura incontaminata, le testimonianze storico-artistiche, i numerosi sport praticabili nel territorio fanno di Fiuminata una meta appetibile per le più disparate esigenze del turista.
10_003_fiuaminata_ValcoraSantuario della Beata Vergine di Valcora (Fraz. Castello)
Il Santuario della Madonna di Valcora, costituito da una chiesa a navata unica con copertura a tetto e da un annesso romitorio, che si trova in una località molto suggestiva sulle pendici del monte Bordaino. Secondo la tradizione popolare la sua fondazione risale al XIV sec. quando, all’ interno di un’ edicola costruita dagli abitanti del luogo,  apparve miracolosamente un affresco raffigurante la Santa Vergine che espresse ad un pellegrino il suo desiderio di far sorgere un santuario in quella stessa località. Il complesso attuale risale al 1728 ad eccezione dell’abside, appartenente alla struttura originaria, che è ricoperto da una serie di affreschi raffiguranti S. Antonio Abate, una crocifissione (con l’Addolorata,San Giovanni Evangelista e Angeli che raccolgono il sangue), un Cristo deposto nella forma di “Ecce Homo” e la Madonna di Loreto con Bambino ed Angeli che sorreggono il baldacchino che simboleggia la Santa Casa: quest’ultima è la più antica rappresentazione della Madonna di Loreto nell’Umbria e nelle Marche. Gli affreschi sono stati di recente attribuiti a un pittore attivo negli ultimi decenni del ‘300, Diotallevi di Angeluccio di Esanatoglia. Attualmente l’eremo è abitato dalla Comunità “Fraternità Casa di Nazareth”.

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5_ Esanatoglia

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Centro di Esanatoglia

Situato sul declivio di un colle, questo piccolo paese conserva ancora molte case medievali, racchiuse dalle mura castellane lambite dal fiume Esino. Con i suoi campanili, la Torre, gli edifici di origine medievale o rinascimentale, la fornace quattrocentesca, Esanatoglia è un borgo ancora poco conosciuto, merita una visita, la Chiesa della Pieve, romanica nella struttura e con portale del XIII secolo. Sovrasta la città l’Eremo di San Cataldo fondato secondo la tradizione dal monaco irlandese dell’ VIII secolo San Cataldo di Rachau mentre si recava in Terra Santa.

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6_ Matelica

10_003_matelica_museopiersantiMuseo Piersanti
Il museo ha origine nel 1901 con la donazione degli ultimi eredi, la collezione formata tra il Settecento e l’ ottocento, oltre a suppellettili sacre arredi quadri e antichità. Il principale e più illustre della famiglia che contribuì alla creazione della collezione fu il monsignore Venanzio Filippo (Matelica 1668 Roma 1761) che svolse l incarico di Maestro delle Cerimonie presso la corte pontificia per oltre un quarantennio.

10_003_matelica_museo_archeologico_finaguerraMuseo Archeologico

Il Museo Archeologico è allestito nel  Palazzo Finaguerra che ha origini trecentesche, fu poi ricostruito nel 1710 mentre risalgono al 1700-1800 le decorazioni pittoriche nel primo e secondo piano, con figure allegoriche e scene tratte dall’antica storia di Roma; i reperti archeologici custoditi vanno dalla preistoria fino all’età rinascimentale, particolarmente ricca è la testimonianza della civiltà picena, tutti gli oggetti del museo sono provenienti da Matelica e dal comprensorio. Di eccezionale rarità è l’ orologio solare sferico risalente al I II sec.d.C. realizzato in marmo bianco cristallino, ha un diametro di circa 30 cm con incisioni di linee e cerchi concentrici, con lettere e parole greche, probabilmente il marmo con cui è costruito è proveniente dai pressi di Efeso a quel tempo territorio Greco e oggi Turco.

matelica_piazza_enrico_matteiPiazza Enrico Mattei
La piazza di epoca romana, ospitava al tempo dei comuni gli edifici pubblici più importanti: il Palazzo del Podestà, quello del Capitano del Popolo, la Torre Civica e la Pieve. Qualche decennio più tardi, si aggiunsero i palazzi degli Ottoni. Di originale bellezza al centro della piazza si erge la fontana, realizzata in pietra bianca nel 1857, su progetto di Lorenzo Ventura da Urbino . Dalla vasca poligonale emergono quattro divinità marine.

10_003_matelica_teatroTeatro comunale “G. Piermarini”
La progettazione è del celebre Giuseppe Piermarini che fu architetto della Scala di Milano, risale al 1805.Le decorazioni pittoriche al suo interno sono del pittore Spiridione Mattei. Al di sotto del palcoscenico del teatro durante il suo ultimo restauro sono stati rinvenuti, un pavimento a mosaico di tessere bianche e parte di un condotto fognario appartenente ad un impianto termale di epoca romana.
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10_003_matelica_beata_mattiaChiesa Beata Mattia
La chiesa sede del monastero delle clarisse, è stata costruita nel 1255 , ma dell’ originale costruzione non è rimasto nulla, il campanile del XV secolo è la parte più antica mentre il resto della struttura ha ricevuto evidenti modifiche nel corso degli anni. All’intero si possono apprezzare diversi dipinti del XIII secolo. La Beata Mattia Nazzarei (1270-1319) trascorse tutta la sua vita nel monastero. Fu Papa Clemente XIII a firmare il decreto di beatificazione nel 1765. Molti sono i prodigi attribuiti alla Beata, dalla guarigione di un bimbo svegliato dal coma quando lei era ancora in vita, fino alla recente guarigione di un medico, nel 1987. Il suo corpo, inspiegabilmente, si è conservato intatto da sette secoli. La Beata Mattia è oggi meta di numerosi pellegrini, l’ urna sotto l’ altare, attraverso la quale si può vedere è opera dell’orafo Domenico Piani.

Salumificio Bartocci

Via C.CAMELI 17 , Matelica (MC) – Tel. 0737.83348  | Sito web

Cantine Belisario

Via A.Merloni, 12 – 62012 – Matelica (MC)  – Tel. 0737.787247 | Sito web

Vini Gagliardi

Via A.Merloni,  – 62012 – Matelica (MC)  – Tel. 0737.85611 | Sito web

 

Agriturismo La Cavallina

Via Mariani, 13 62037 Polverina di Camerino (MC)
Tel. 0737.46173 Fax 0737.464500 | Sito Web

Country House: Villa Collepere

Località Collepere – 62024 –  Matelica (MC) – Tel. 0737.783592 | Sito Web

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