Image default
Angolo dell'esperto

Un consiglio: non servire a temperatura ambiente

VINO , NON SERVIRE A TEMPERATURA AMBIENTE

“Servire a temperatura ambiente”: una indicazione presente ancora in molte retroetichette dei vini rossi. E del tutto insensata. Vediamo perchè

Non so da voi, ma a casa mia nei giorni del solleone il termometro ambientale non scende mai sotto i 30°C, nemmeno di sera. E d’inverno? La situazione viene ovviamente ribaltata, ma resta uguale e contraria.

Dovessi dare retta a molte retroetichette dei vini, dovrei bere una sorta di vin brulè a luglio, per poi sottoporre la mia lingua ad una rasoiata di tannini d’inverno (il freddo “irrigidisce” i tannini).

Questo perchè l’ambiente di casa subisce durante l’anno uno sbalzo termico ben superiore al range di consumo ideale del nettare di Bacco in rosso.

Ma a quale temperatura vanno bevuti i rossi?

Semplicissimo. Senza scendere in eccessivi particolarismi, si va dai 14°C dei novelli ai 18-19°C dei vini invecchiati. Se ci pensiamo un attimo, si tratta di una scala di valori brevissima, appena 4-5 gradi.

Ma il Brunello di Montalcino della mitica annata 1990 che tengo conservato nel punto più buio della cantina? Non fa eccezione, nemmeno lui.

Nessun vino, di nessuna annata, di nessun tipo, va mai bevuto a più di 18-19°C.

E questa è una regola che non conosce eccezioni.

Nemmeno un fortificato tipo Porto o Madeira.

E credetemi: se è vero (ed è vero) che nel mondo del vino è stata creata una sovrastruttura di rituali per buona parte del tutto inutili, è anche vero che il rispetto della giusta temperatura per il consumo è fondamentale.

 

Come raggiungere la temperatura ideale per il vino?

D’inverno il discorso è semplice: le nostre case stanno sempre a circa 19-20°C, quindi ci siamo. Se l’ambiente è un pò più freschino, non è un grande problema. Bevetevi il rosso a 16°C, ma scordatevi di riscaldarlo avvicinandolo al termosifone: lo distruggereste a livello aromatico.

E d’estate? Quando la temperatura ambiente sale, sbatacchiate pure il vostro rosso in frigo per una mezz’ora. Meglio ancora: usate un cestello da spumanti riempito d’acqua e di una decina di cubetti di ghiaccio.

Fosse pure il Sassicaia. Datemi retta e non ve ne pentirete.

Francesco Annibali

Piccola guida alla degustazione

Related posts

L’appassionato e l’ansia da analogia

Eno

Il Verdicchio e l’invecchiamento, una sfida stravinta

Eno

Your Personal Wine Buyer, al via il quarto appuntamento

Eno

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accept Read More

X